martedì 15 giugno 2010

Chiamiamola 5D!

Altre due settimane, con tanto di passeggiata a Valcava ai campionati regionali di Campagna, dietro a mia figlia, tornata dopo anni a tirare Campagna e dopo oltre un anno a … tirare.
Occasione imperdibile per raccontare a quelli che internet non sanno neppure dove si trova ma che il tiro di Campagna e il 3D lo fanno di persona , che stava per nascere una nuova gara che avrebbe finalmente consentito a tutti quelli che in FITARCO tendono un arco di partecipare.
Devo dire che le reazioni sono state tutte positive, se non in alcuni casi addirittura entusiastiche. Finalmente nessun veto alla Divisione Olimpica, finalmente la possibilità di rilanciare il tiro di Campagna attraverso una vera gara di “avvicinamento”.
Unica perplessità generale, il nome della gara. In effetti, 4D ha un significato come superamento dei limiti del 3D , ma gli arcieri sono gente pratica, e vogliono un nome che significhi direttamente qualcosa e che sia facilmente spiegabile a terzi.
Detto fatto, un rapido brain-storming generale e il nome della gara diventa automaticamente 5D.
Già, perché 5 sono i colori del bersaglio, ma soprattutto CINQUE sono le DIVISIONI ammesse, AN, LB, IS,CO e OL.
E allora, ecco che il nome della gara è diventato subito per tutti 5D, e tutti erano a chiedere la data della prima gara sperimentale per potersi iscrivere.
Presente l’amico Luciano Ravazzani degli arcieri di Castiglione Olona, anche questa domanda ha avuto subito riposta: Domenica 19 Settembre a Castiglione Olona, giusto la settimana prima degli Italiani 3D !
C’è la gara, c’è il luogo e c’è la data!
Per il nome, chiamiamola d’ora in poi tutti “5D”!


mercoledì 2 giugno 2010

2D, 3D, 4D / 3

Segue dal 19 Maggio

Sono trascorse due settimane dall’ultimo articolo, che hanno incluso la prova di nuove frecce (sempre usate di Michele), i giochi della Gioventù regionali della Lombardia, una settimana di Europei Targa a Rovereto con la squadra Irlandese e la mia seconda ( e decisamente migliore) gara 3D.  Un periodo di tempo e delle esperienze supplementari più che adeguate ad approfondire una idea che già mi era maturata nel cervello ma che necessitava di trasformarsi in una proposta concreta e dettagliata.
L’idea era in bozza, ma a tutti coloro cui l’ho accennata è parsa interessante e comunque da testare in pratica.
Mi sono detto: ma se i problemi dello sviluppo dl tiro 3D sono legati principalmente all’assenza di arcieri arco olimpico, al costo delle sagome e al fatto che le sagome rappresentano animali, mentre al contrario tutti trovano divertente la gara di per sé breve e poco impegnativa, perché semplicemente non cambiare le cose che non funzionano e lasciare quelle che funzionano?
Detto fatto, ecco nascere finalmente l’idea della gara … 4D!
Ma come, la quarta dimensione è notoriamente il tempo, non sarà per caso una gara a tempo? Ovvio che no! Ma aggiungere un’altra dimensione, quella dell’universalità, ad  una gara già esistente che si chiama 3D la rende automaticamente una gara … 4D!
Se poi la gara la facciamo a … colori, le dimensioni si moltiplicano e 4D diventa un nome appropriato.
Una gara a Colori al posto di una in Bianco e Nero, una gara comunque breve, tirata nei boschi e nei prati nella tradizione del tiro di campagna e del tiro 3D, ma sui bersagli a 5 colori che sono invece nella tradizione del tiro targa e dell’arco olimpico…

Il regolamento in poche semplicissime note:
Regolamento di tiro identico a quello 3D, 20 bersagli, una freccia per bersaglio
Distanze sempre sconosciute come nel 3D, 5-30 metri per gli archi senza mirino ( arco Nudo, Long Bow e Arco Istintivo) e 5-45 metri per gli archi con mirino (Olimpico e Compound)
Bersagli in carta a 5 colori corrispondenti a quelli targa da 80, 60 e 40 cm. Due bersagli affiancati da 40 cm per tiri molto ravvicinati.
Punteggi decrescenti dal 11 (10 interno) all’1.

Abbiamo tutte le divisioni di tiro, la gara facile e veloce, e non abbiamo più le costose e a volte sgradite sagome di animali. Una gara semplice che può essere apprezzata facilmente da tutti e da tutte le età, e costituire il giusto anello di congiunzione tra Targa e Campagna, facilitando l’avviamento  al tiro di campagna “vero” di tutti i neofiti.
Ma la formula va ovviamente testata ed ecco che la gara 4D vedrà la luce in una gara a livello sperimentale organizzata a Settembre con la collaborazione indispensabile degli Arcieri di Castiglione Olona e del Comitato Regione Lombardia. Se la formula sarà apprezzata dai partecipanti, verrà riproposta per l’inserimento in calendario sperimentale 2011 e propagandata a livello internazionale per un futuro inserimento nei regolamenti FITA.
Dal 2D al 4D passando per il 3D …forse questa è la via per un successo a lungo ricercato e non ancora ottenuto.





mercoledì 19 maggio 2010

2D, 3D, 4D / 2

Segue dall’11 Maggio

L’arcosfera invece, a parte il Nord America, è ancora quasi tutta 2D e rimarrà cosi ancora a lungo, forse per sempre, se non verrà variata la proposta attuale.
Si tirano  su bersagli 2 D di carta probabilmente ancora oltre il 95 percento delle frecce scoccate nelle federazioni Mondiali FITA, ed il trend verso il 3D, seppure esistente, è talmente lento da non giustificare assolutamente anche i modestissimi investimenti fatti dalle federazioni nazionali e dalla FITA  stessa per promuoverlo.
Il motivo sta nello scarso appeal generale che le sagome 3D hanno sugli arcieri, opposto all’incredibile appeal che il 3D cinematografico ha e quello televisivo avrà sull’intera popolazione del globo.
Perché un arciere dovrebbe preferire il tiro su di una sagoma 3D invece che su un bersaglio di carta?
Avevo parecchie idee sull’argomento, ma mi mancava l’ultima verifica: l’esperienza diretta sul campo.
Detto fatto, mi sono comperato un  compound usato,  ho “ramazzato” delle vecchie frecce di Michele, ho riaggiustato una ancor più vecchia sagoma 3D che giaceva d anni semidistrutta  in un cantuccio del campo del mio club , ho studiato il regolamento e finalmente, dopo ben due settimane di scarsissimi preparativi e di super (per me) allenamento, mi sono iscritto ad una gara 3D vicino a casa, a Varese.

Domenica 9 Maggio ho quindi debuttato in questa specialità, tra lo stupore generale dei partecipanti. Vittorio Frangilli con un Compound in una gara 3D era evidentemente per tutti un evento che faceva epoca, mentre invece l’unico evento che per me faceva epoca era il fatto che mi avvicinavo al 3D alla tenera età di  60 anni compiuti da poco… ma questa è un’altra storia…
A fine gara mi sono dato una abbondante sufficienza. Due sole M, ma anche 2 x 11 e 3 x 10 e la consapevolezza che devo rifarmi l’occhio sulla valutazione delle distanze. Troppi anni senza il mio amato Tiro di campagna me l’hanno evidentemente fatto perdere.  Comunque, una bella mattinata a scarpinare nei boschi e nel fango in gradevole compagnia e senza neppure stancarmi molto. Decisamente, mi sono divertito e mi sono ripromesso di rifare l’esperienza.
Poi, le riflessioni e le conclusioni, avendo comunque trovato conferma al 100% delle mie supposizioni.

Cosa funziona
Di per sé, la gara 3D FITA attuale è sicuramente meno faticosa e stressante di una qualsiasi altra gara al chiuso e all’aperto. 20 frecce soltanto e meno di quattro ore di durata (almeno nella mia esperienza) sono alla portata di tutti anche senza allenamento (ed io ne sono l’esempio vivente..).
Le sagome sono in poliuretano o comunque materiale sintetico e non danneggiano assolutamente le frecce (se non vengono mancate..)
La vera difficoltà  della gara è nella valutazione delle distanze lunghe, che comunque lunghe non sono,  spingendosi solo a 45 mt per il compound e a 30 mt per le altre divisioni ammesse.  Il tiro, di per sé, non è mai difficile e alla portata anche dei principianti.

Cosa non funziona
Qui l’elenco si fa purtroppo lungo.
Non a tutti piace l’idea di tirare su immagini di animali.La caccia è praticata in Italia da una minoranza , il famoso referendum riuscì quasi ad abolirla, e molti la vorrebbero fuori dal CONI non considerandola sport.
Personalmente non amo la caccia, ma non ho nulla contro di essa, se condotta in modo etico. Inoltre, se tiro ad una sagoma di animale ho ben in mente che sto tirando per colpire uno spot al centro di un’area irregolare, non per colpire la parte vitale di una animale. Ovvio che la mia differenza di approccio nei confronti dei milioni di cacciatori-tiratori 3D americani è abissale.
Ma se il sottoscritto non ha remore di sorta e tira senza problemi contro sagome 3D di animali come ha sempre tirato contro i bersagli 2D del Campagna, la stessa cosa non si può dire di molti con cui parlo, parecchi Dirigenti FITARCO inclusi. Tirare su sagome di animali per molti è un tabù, ed in alcune Nazioni  la cosa è addirittura vietata per legge.

Il bersaglio 3D è più coinvolgente per l’arciere rispetto alle tradizionali targhe 2D?  No, anche cercando di immedesimarmi nello spirito del cacciatore, francamente l’impressione rimane quella di tirare su un bersaglio irregolare su batti freccia di forma irregolare. Inoltre,  la visione stereoscopica della sagoma 3D. complice la distanza di tiro, viene appiattita riducendo al minimo le differenze tra bersagli 2D e 3 D ; la bellezza del bersaglio, perché alcune delle sagome sono decisamente belle, si apprezza solo all’estrazione delle frecce, ed è un po’ pochino.
I costi delle sagome sono inoltre spropositati rispetto a quelli dei normali batti freccia da 90 cm usati nel campagna.  Solo con consorzi di acquisto tra società o con finanziamenti specifici a fondo perduto si può immaginare di organizzare senza perdere denaro  gare con anche 100 partecipanti. Occorrerebbero centinaia e centinaia di amatori per portare in pareggio una, se si considerano  costi di ammortamento delle sagome.
Per ultimo, ma andrebbe al primo posto, viene poi l’assurdo divieto di gareggiare nel 3D per la divisione Arco Olimpico, e tutti si chiedono il perchè. Considerando che i tiratori arco Olimpico sono oltre il 60% dei tesserati Fitarco e la stessa percentuale vale anche negli altri paesi , la penalizzazione per gli organizzatori e per la formula è pesantissima e ne limita  in modo radicale la diffusione.
Superfluo concludere che il mondo 2D del tiro targa, nel suo insieme, non si trasformerà mai in percentuale rilevante in un mondo 3D, a causa dei suddetti ostacoli oggettivi.
Ma si può  fare qualcosa a favore del 3D FITA?

Segue

martedì 11 maggio 2010

2D, 3D, 4D / 1

Il nostro come tutti sanno è un mondo in 3D. Ovviamente, parlo del mondo reale, non ancora di quello del tiro con l’arco.
Forniti come da progetto originale di due occhi sincronizzati tra di loro ma peparti da parecchi cm. di distanza,  abbiamo la possibilità sin dalla nascita di percepire immediatamente la terza dimensione, la profondità, e la cosa ci semplifica di molto la vita in moltissimi campi.  La nostra visione del mondo, come  quella di tutti gli animali, uccelli e pesci  è per natura stereoscopica, e questo ci semplifica non poco la vita nell’interazione con le nostre realtà.
La rappresentazione fotografica, cinematografica e televisiva della realtà o della fantasia  è rimasta però vincolata a due sole dimensioni, nonostante i tentativi  di ogni genere che si susseguono dalla nascita stessa del dagherrotipo.  Soluzioni poco efficienti, poco realistiche o troppo costose non sono mai riuscite a trasformare la rappresentazione stereoscopica in un prodotto gradevole e gradito e quindi commercialmente di successo.
Ma negli ultimi anni l’elettronica e la tecnologia dei display hanno fatto passi da gigante, ed i super proiettori digitali per fil in 3D, nati in primis per le sale IMAX, hanno ridotto il loro costo man mano fino ad un livello tale da renderlo accessibile anche a piccole sale cinematografiche di periferia.
Costi ridotti, tecnologia di ripresa o post-elaborazione digitale e proiezione pure digitale hanno improvvisamente trasformato il mondo del cinema da 2D a 3D con una velocità di conversione fulminea e totalmente imprevedibile e imprevista.
Chi di chi mi legge non ha ancora visto al cinema un film in 3D ?  Avatar 3D,  Alice 3D, Scontro di Titani 3D ecc. ecc. Il suffisso 3D è diventato ormai un marchio per film sempre più graditi al pubblico.

Ma se i film al cinema sono in 3D, devono esserlo anche nell’home video,  con l’indispensabile necessità di  adattare il principe dell’elettronica domestica, il televisore, al nuovo tipo di rappresentazione.
Avete appena comperato un bellissimo TV 50” al Plasma Full HD di ultima generazione convinti di godervelo per almeno un quinquennio (io sono uno di quelli …)? Scordatevelo!
La parola d’ordine oggi nel mondo della TV è ormai 3D, e il 3D in TV si può vedere, sempre tramite occhialini speciali con varie soluzioni, solo su televisori progettati appositamente  per riprodurre immagini  provenienti dall’etere o da lettori Blue Ray anche loro appositamente modificati.  Pensate che resisterete?  Che non cambierete nuovamente il TV il prossimo Natale? Scordatevelo.  Tra poco tutti i punti vendita di elettronica saranno invasi dai televisori 3D di grande schermo, e dopo aver provato la visione 3 D di un qualsiasi film o programma, nettamente più brillante, nitida  e più coinvolgente di quella che si ottiene al cinema,  il vostro unico pensiero non sarà sul “se” cambiare ancora TV, ma sul quando, e il quando sarà molto prima di quanto vi aspettiate.  Per la cronaca, infatti, i produttori TV si valutano che il mercato del TV grande schermo in Italia sarà a fine dell’anno per oltre il 30% sul totale fatto da televisori 3D. Considerando i primi  TV 3D vengono presentati  solo in questi giorni, vuol dire che i volumi di vendita da Settembre a Natale 2010 sono previsti essere mostruosamente alti, con il vero boom che inizierà  con la disponibilità del nuovo software che consentirà a Palystation 3 di riprodurre i Blue Ray e i Giochi in 3D e soprattutto la disponibilità dei proprio dei primi giochi in vero 3D di ultima generazione.
E  che dire di SKY che in Gran Bretagna già trasmette un intero canale HD/3D ? O del canale satellitare che trasmetterà alcune partite dei mondiali di calcio in Sudafrica in 3D anche per l’Italia? I mondiali di calcio 2010 saranno i primi con uso intensivo di riprese e trasmissioni in 3D… Non abbiamo speranza, il nostro mondo televisivo 2D diverrà 3D a breve, brevissimo, e noi ci faremo tutti travolgere dalla trasformazione. 

segue..... 

martedì 27 aprile 2010

60

Non mi piacciono i compleanni.
In particolare, è un bel po’ di anni che non mi piacciono i miei compleanni.
Ricordo ancora quando mio cognato diede una festa per festeggiare i suoi 50 anni. Gli chiesi che cosa veramente pensasse di dover festeggiare… non capivo, e mi sono ovviamente rifiutato di fare lo stesso per i miei, di 50 anni.
Ma è un po’ di giorni che i miei figli e la mia compagna mi prendono in giro, in vista di oggi, con la nota più delicata riguardante il ricordarmi continuamente il “vantaggio” che da oggi avrò al cinema, con lo sconto di 1,50 Euro riservato agli over…
Poi, ieri hanno cominciato ad arrivare gli auguri su Face Book, e sono stati veramente tanti..
Poi hanno iniziato ad arrivare gli SMS e le telefonate. E la maggioranza degli auguri mi è arrivata da amici dell’arcosfera.
Basta, mi sono detto. Devo prendere atto che questo non gradito compleanno esiste, e ringraziare pubblicamente tutti per essersi ricordati di questa ininfluente data.

Quale migliore luogo per ringraziare se non attraverso Arcosfera, faendo nel contempo i buoni propositi per gli anni a venire?
Ebbene sì, cari amici dell’arcosfera, grazie per esservi ricordati del mio compleanno, ed in particolare di questo. Non si compiono tante volte sessant’anni, e anche se conto di raddoppiarli, devo riconoscere che sono un traguardo unico nell’esistenza di una persona.
Se poi penso che ho trascorso ben 37 di questi nell’arcosfera e conto di trascorrerci tutti quelli che ancora devono arrivare, mi rendo conto i modo concreto quanto il tiro con l’arco abbia pesato nella mia vita fino ad ora.
Il tiro con l’arco mi ha dato tantissimo, con soddisfazioni immense come le medaglie olimpiche di Michele ed i titoli mondiali e le innumerevoli vittorie di Michele e Carla, e altrettante immense delusioni come la mancata medaglia a squadre di Atene 2004. Ho fatto per il tiro con l’arco tante cose note e riconosciute e tante cose ignote, ho vinto tante battaglie e ne ho perse altrettante, ma ho comunque lasciato il segno fino ad ora in innumerevoli situazioni che hanno influenzato e influenzano l’evoluzione del tiro con l’arco mondiale e italiano.
Intanto, nel trascorrere degli anni, ho visto tanti che come me avevano dato il loro cuore al tiro con l’arco lasciarci definitivamente ed essere subito dimenticati. Il solo amore per uno sport non basta per un posto immortale nella sua storia ed anche coloro che sono stati grandi protagonisti per molti anni divengono presto poco più di una citazione dentro un capitoletto riassuntivo di quella che è la Storia del Tiro con l’Arco Italiano e Mondiale.
Nel libro dell’amico Giancarlo Castrati proprio dedicato Storia del Tiro con l’Arco Italiano e Mondiale, ri-edito per l’ultima volta (la terza) nel 2002, gli anni di storia sono riassunti in meno di una pagina e sono centinaia i personaggi “famosi” del nostro sport che non sono neppure citati.
Non mi illudo quindi di poter avere una citazione anche di poche righe in una possibile edizione futura di tale storia, ma questo non cambia la sostanza dei fatti e del mio modo di agire e di pensare a favore dello sport della mia vita, e il la promessa che oggi faccio in primis a me stesso e poi a tuti coloro che mi hanno espresso il loro apprezzamento e affetto è che continuerò, come sempre, ad occuparmi non solo del mio orticello arcieristico ma anche di continuare a cercare strade e soluzioni per rendere sempre più gradevole, conosciuto e vincente il nostro amato sport.
Oggi è solo un giorno come tanti altri. Tra pochi minuti pubblicherò quest’articolo e uscirò di casa per recarmi al campo di tiro. Ci sono nuovi arcieri da istruire, Michele da allenare, un po’ di manutenzione da fare. Domattina due ragazzi Irlandesi arriveranno a Gallarate per allenarsi con me fino al weekend, mentre tra l’altro venerdì dovrò preparare il campo per il 900 Round CAM del 1° Maggio ( e quello è il giorno del compeleanno di Michele), giunto ormai alla 30esima edizione, con tanto di annesso Torneo del Galletto. Ma poi, ci sarà un secondo libro da terminare, altri articoli di Arcosfera da scrivere, altre battaglie da combattere, spero insieme a voi. La vita continua come sempre per me nell’arcosfera, anche se con oggi sono 60.

martedì 13 aprile 2010

Un obiettivo deviato

Domenica 18 aprile il calendario FIATRCO prevede l’ennesima rappresentazione di quella folcloristica gara per piazze di paese che viene pomposamente denominata “Campionato Italiano di Società”.

Questo Campionato, purtroppo ufficiale e altrettanto ufficialmente promosso da FIATRCO, rappresenta ovviamente tutto tranne che un vero campionato di Società.
La formula, mutuata da quella dei campionati italiani a Squadre di Campagna, prevede arcieri AN, OL e CO tirare in squadra insieme in scontri diretti all’aperto a 25 mt, generalmente da tenersi dentro piazze di Città o luoghi storici per scopo di “immagine”.
Una formula di gara estremamente originale ed unica al mondo che non può più nascondere l’obiettivo principale che è quello di sostenere in particolare solo e specificamente un gruppo ristretto di società che a loro volta fanno di detto campionato il loro principale obiettivo annuale.

Un Campionato italiano di Società che vede in gara società da solo 10 regioni su 21 (mancano al completo tra le altre Lombardia, Friuli, Lazio, Campania e Sicilia)

Un campionato che vede in gara solo 21 Società su 521 affiliate (ne mancano solo .. 500)

Un campionato Italiano di Società che per legittimi interessi societari costringe diversi atleti dei gruppi nazionali e di interesse olimpico a dedicarsi ad una attività particolarmente inutile se non addirittura deleteria in un momento critico della preparazione per i campionati Europei Targa e la Coppa del Mondo.

Un campionato Italiano che necessiterebbe di una radicale revisione regolamentare per potersi veramente continuar a fregiare del nome che gli è stato assegnato.

Prendiamo ad esempio la Francia, che ha fatto dei campionati nazionali per squadre di società l’ossatura della propria attività di club e la base per il proprio presidio sul territorio.

In Francia, esistono tre “circuiti” nazionali a squadre, nelle Divisioni A, B, e C, che prevedono squadre Targa Olimpico Maschile , Olimpico Femminile, Compound Maschile e Compound Femminile suddivise in gironi locali per le divisioni C e B ed in girone nazionale per la divisione A.
Le divisioni A e B sono a numero chiuso, ed ogni anno le migliori delle divisioni inferiori, uscite dai play off tra le vincenti dei gironi, passano alla divisione superiore e le peggiori retrocedono.

Vi ricorda nulla…?

Il sistema ha creato, dopo anni di utilizzo, una base di supporto e sponsor locali per le varie società che tendono a rappresentare campanilisticamente la propria città, ed un situazione preparatoria che vede una vera e propria campagna acquisti e cessioni a fine anno in funzioni degli obiettivi di squadre per l’anno successivo.
Superfluo rimarcare come tale sistema abbia avuto come logica estensione negli ultimi due anni il fatto che le prime cinque squadre di divisione nazionale A sono state qualificate per la neonata Coppa Europa per squadre di Club che, a livello di formula, ha mutuato esattamente la formula di gara a scontri diretti a squadre utilizzata nel campionato francese.
A parte il già citato riconoscimento a livello di territorio e più facile accesso ale sponsorizzazioni, cos’altro ottiene una formula così?
Ma ovviamente che tutte le società Francesi, dalla neonata alla più vecchia e titolata mettono il tiro targa a squadre in priorità assoluta tra le attività societarie e che praticamente tutti i tiratori francesi di qualche livello dedicano la stagione all’aperto al tiro targa e provano il tiro a squadre, inclusi gli appartenenti ai gruppi nazionali, che trovano nel sistema una perfetta arena di allenamento ripetuto e continuo per il loro obiettivo principale: la degna difesa dei colori nazionali in campo internazionale.

Faccio quindi i miei migliori auguri ai partecipanti ai campionati italiani di società di domenica prossima, ma non posso che augurarmi ancora una volta che prima o poi la FIATRCO si decida a riconvertire questa manifestazione al più folcloristica in qualcosa di propedeutico alla formazione generale dei nostri atleti e più rappresentativo della realtà tecnica italiana.

Ho personalmente proposto almeno due volte negli ultimi 10 anni formule diverse e più consone a focalizzare l’attività delle Società Italiane su veri obiettivi tecnici e promozionali, ed è superfluo rimarcare che le mie proposte sono state ovviamente bocciate dai difensori dello status quo, che sono anche coloro che una vera riforma di questo campionato dovrebbero approvarla pure ora.
Non lo faranno mai.
Ci terremo quindi ancora,inevitabilmente, una manifestazione che continuerà a svolgersi in funzione del proprio specifico obiettivo.

Un obiettivo deviato.

sabato 3 aprile 2010

Buona Pasqua !

Lunedì 5 Aprile inizia ufficialmente la stagione Targa all'aperto 2010, ma essendo i campionati Europei previsti a Rovereto per la fine di Maggio, questa sarà ricordata probabilmente come la più breve stagione Europea Targa di sempre, meno di due mesi per salire sul tetto d'Europa.
Perché si sia giunti a tale situazione senza senza senso tecnico l'ho già affrontato in un articolo precedente, "Francamente, non capisco!". Ma così è e non si può cambiare.
Quindi, è tempo di auguri.
Auguri ai nostri Azzurri, che tra la prossima settimana e la successiva si giocano la partecipazione alla Coppa del Mondo ed agli Europei e quindi l'intera stagione.
Auguri ai "miei" Irlandesi, che tra Lunedì 5 e domenica 11 si giocano pure loro l'intera stagione, con l'aggravante che ieri in Irlanda nevicava.
Auguri ai Francesi, che si sono fatti la prima gara di selezione al chiuso (beati loro) a 70 mt la scorsa settimana, e che faranno l'ultima all'aperto il 18 Aprile. Anche loro sono nelle stesse condizioni.
Auguri a tutti gli arcieri Europei che da lunedì saranno sotto il cielo e non più in una palestra: che la pioggia e il freddo possano risparmiarli.
Auguri a tutti gli organizzatori di gare all'aperto di questo periodo in Nord e centro Europa e Italia. Fa freddo, piove o nevica ancora quasi ovunque, ma dobbiamo far finta tutti che sia Primavera e partecipare, per non danneggiare i loro sforzi organizzativi.
Auguri ai dirigenti Arcieristici di ogni dove che hanno disegnato questi assurdi calendari, nella  speranza che alla fine si ritrovino almeno con la coscienza di non farlo più, mai più.

Auguri soprattutto a tutti gli amici di Arcosfera  per una felice Pasqua !