mercoledì 19 maggio 2010

2D, 3D, 4D / 2

Segue dall’11 Maggio

L’arcosfera invece, a parte il Nord America, è ancora quasi tutta 2D e rimarrà cosi ancora a lungo, forse per sempre, se non verrà variata la proposta attuale.
Si tirano  su bersagli 2 D di carta probabilmente ancora oltre il 95 percento delle frecce scoccate nelle federazioni Mondiali FITA, ed il trend verso il 3D, seppure esistente, è talmente lento da non giustificare assolutamente anche i modestissimi investimenti fatti dalle federazioni nazionali e dalla FITA  stessa per promuoverlo.
Il motivo sta nello scarso appeal generale che le sagome 3D hanno sugli arcieri, opposto all’incredibile appeal che il 3D cinematografico ha e quello televisivo avrà sull’intera popolazione del globo.
Perché un arciere dovrebbe preferire il tiro su di una sagoma 3D invece che su un bersaglio di carta?
Avevo parecchie idee sull’argomento, ma mi mancava l’ultima verifica: l’esperienza diretta sul campo.
Detto fatto, mi sono comperato un  compound usato,  ho “ramazzato” delle vecchie frecce di Michele, ho riaggiustato una ancor più vecchia sagoma 3D che giaceva d anni semidistrutta  in un cantuccio del campo del mio club , ho studiato il regolamento e finalmente, dopo ben due settimane di scarsissimi preparativi e di super (per me) allenamento, mi sono iscritto ad una gara 3D vicino a casa, a Varese.

Domenica 9 Maggio ho quindi debuttato in questa specialità, tra lo stupore generale dei partecipanti. Vittorio Frangilli con un Compound in una gara 3D era evidentemente per tutti un evento che faceva epoca, mentre invece l’unico evento che per me faceva epoca era il fatto che mi avvicinavo al 3D alla tenera età di  60 anni compiuti da poco… ma questa è un’altra storia…
A fine gara mi sono dato una abbondante sufficienza. Due sole M, ma anche 2 x 11 e 3 x 10 e la consapevolezza che devo rifarmi l’occhio sulla valutazione delle distanze. Troppi anni senza il mio amato Tiro di campagna me l’hanno evidentemente fatto perdere.  Comunque, una bella mattinata a scarpinare nei boschi e nel fango in gradevole compagnia e senza neppure stancarmi molto. Decisamente, mi sono divertito e mi sono ripromesso di rifare l’esperienza.
Poi, le riflessioni e le conclusioni, avendo comunque trovato conferma al 100% delle mie supposizioni.

Cosa funziona
Di per sé, la gara 3D FITA attuale è sicuramente meno faticosa e stressante di una qualsiasi altra gara al chiuso e all’aperto. 20 frecce soltanto e meno di quattro ore di durata (almeno nella mia esperienza) sono alla portata di tutti anche senza allenamento (ed io ne sono l’esempio vivente..).
Le sagome sono in poliuretano o comunque materiale sintetico e non danneggiano assolutamente le frecce (se non vengono mancate..)
La vera difficoltà  della gara è nella valutazione delle distanze lunghe, che comunque lunghe non sono,  spingendosi solo a 45 mt per il compound e a 30 mt per le altre divisioni ammesse.  Il tiro, di per sé, non è mai difficile e alla portata anche dei principianti.

Cosa non funziona
Qui l’elenco si fa purtroppo lungo.
Non a tutti piace l’idea di tirare su immagini di animali.La caccia è praticata in Italia da una minoranza , il famoso referendum riuscì quasi ad abolirla, e molti la vorrebbero fuori dal CONI non considerandola sport.
Personalmente non amo la caccia, ma non ho nulla contro di essa, se condotta in modo etico. Inoltre, se tiro ad una sagoma di animale ho ben in mente che sto tirando per colpire uno spot al centro di un’area irregolare, non per colpire la parte vitale di una animale. Ovvio che la mia differenza di approccio nei confronti dei milioni di cacciatori-tiratori 3D americani è abissale.
Ma se il sottoscritto non ha remore di sorta e tira senza problemi contro sagome 3D di animali come ha sempre tirato contro i bersagli 2D del Campagna, la stessa cosa non si può dire di molti con cui parlo, parecchi Dirigenti FITARCO inclusi. Tirare su sagome di animali per molti è un tabù, ed in alcune Nazioni  la cosa è addirittura vietata per legge.

Il bersaglio 3D è più coinvolgente per l’arciere rispetto alle tradizionali targhe 2D?  No, anche cercando di immedesimarmi nello spirito del cacciatore, francamente l’impressione rimane quella di tirare su un bersaglio irregolare su batti freccia di forma irregolare. Inoltre,  la visione stereoscopica della sagoma 3D. complice la distanza di tiro, viene appiattita riducendo al minimo le differenze tra bersagli 2D e 3 D ; la bellezza del bersaglio, perché alcune delle sagome sono decisamente belle, si apprezza solo all’estrazione delle frecce, ed è un po’ pochino.
I costi delle sagome sono inoltre spropositati rispetto a quelli dei normali batti freccia da 90 cm usati nel campagna.  Solo con consorzi di acquisto tra società o con finanziamenti specifici a fondo perduto si può immaginare di organizzare senza perdere denaro  gare con anche 100 partecipanti. Occorrerebbero centinaia e centinaia di amatori per portare in pareggio una, se si considerano  costi di ammortamento delle sagome.
Per ultimo, ma andrebbe al primo posto, viene poi l’assurdo divieto di gareggiare nel 3D per la divisione Arco Olimpico, e tutti si chiedono il perchè. Considerando che i tiratori arco Olimpico sono oltre il 60% dei tesserati Fitarco e la stessa percentuale vale anche negli altri paesi , la penalizzazione per gli organizzatori e per la formula è pesantissima e ne limita  in modo radicale la diffusione.
Superfluo concludere che il mondo 2D del tiro targa, nel suo insieme, non si trasformerà mai in percentuale rilevante in un mondo 3D, a causa dei suddetti ostacoli oggettivi.
Ma si può  fare qualcosa a favore del 3D FITA?

Segue

martedì 11 maggio 2010

2D, 3D, 4D / 1

Il nostro come tutti sanno è un mondo in 3D. Ovviamente, parlo del mondo reale, non ancora di quello del tiro con l’arco.
Forniti come da progetto originale di due occhi sincronizzati tra di loro ma peparti da parecchi cm. di distanza,  abbiamo la possibilità sin dalla nascita di percepire immediatamente la terza dimensione, la profondità, e la cosa ci semplifica di molto la vita in moltissimi campi.  La nostra visione del mondo, come  quella di tutti gli animali, uccelli e pesci  è per natura stereoscopica, e questo ci semplifica non poco la vita nell’interazione con le nostre realtà.
La rappresentazione fotografica, cinematografica e televisiva della realtà o della fantasia  è rimasta però vincolata a due sole dimensioni, nonostante i tentativi  di ogni genere che si susseguono dalla nascita stessa del dagherrotipo.  Soluzioni poco efficienti, poco realistiche o troppo costose non sono mai riuscite a trasformare la rappresentazione stereoscopica in un prodotto gradevole e gradito e quindi commercialmente di successo.
Ma negli ultimi anni l’elettronica e la tecnologia dei display hanno fatto passi da gigante, ed i super proiettori digitali per fil in 3D, nati in primis per le sale IMAX, hanno ridotto il loro costo man mano fino ad un livello tale da renderlo accessibile anche a piccole sale cinematografiche di periferia.
Costi ridotti, tecnologia di ripresa o post-elaborazione digitale e proiezione pure digitale hanno improvvisamente trasformato il mondo del cinema da 2D a 3D con una velocità di conversione fulminea e totalmente imprevedibile e imprevista.
Chi di chi mi legge non ha ancora visto al cinema un film in 3D ?  Avatar 3D,  Alice 3D, Scontro di Titani 3D ecc. ecc. Il suffisso 3D è diventato ormai un marchio per film sempre più graditi al pubblico.

Ma se i film al cinema sono in 3D, devono esserlo anche nell’home video,  con l’indispensabile necessità di  adattare il principe dell’elettronica domestica, il televisore, al nuovo tipo di rappresentazione.
Avete appena comperato un bellissimo TV 50” al Plasma Full HD di ultima generazione convinti di godervelo per almeno un quinquennio (io sono uno di quelli …)? Scordatevelo!
La parola d’ordine oggi nel mondo della TV è ormai 3D, e il 3D in TV si può vedere, sempre tramite occhialini speciali con varie soluzioni, solo su televisori progettati appositamente  per riprodurre immagini  provenienti dall’etere o da lettori Blue Ray anche loro appositamente modificati.  Pensate che resisterete?  Che non cambierete nuovamente il TV il prossimo Natale? Scordatevelo.  Tra poco tutti i punti vendita di elettronica saranno invasi dai televisori 3D di grande schermo, e dopo aver provato la visione 3 D di un qualsiasi film o programma, nettamente più brillante, nitida  e più coinvolgente di quella che si ottiene al cinema,  il vostro unico pensiero non sarà sul “se” cambiare ancora TV, ma sul quando, e il quando sarà molto prima di quanto vi aspettiate.  Per la cronaca, infatti, i produttori TV si valutano che il mercato del TV grande schermo in Italia sarà a fine dell’anno per oltre il 30% sul totale fatto da televisori 3D. Considerando i primi  TV 3D vengono presentati  solo in questi giorni, vuol dire che i volumi di vendita da Settembre a Natale 2010 sono previsti essere mostruosamente alti, con il vero boom che inizierà  con la disponibilità del nuovo software che consentirà a Palystation 3 di riprodurre i Blue Ray e i Giochi in 3D e soprattutto la disponibilità dei proprio dei primi giochi in vero 3D di ultima generazione.
E  che dire di SKY che in Gran Bretagna già trasmette un intero canale HD/3D ? O del canale satellitare che trasmetterà alcune partite dei mondiali di calcio in Sudafrica in 3D anche per l’Italia? I mondiali di calcio 2010 saranno i primi con uso intensivo di riprese e trasmissioni in 3D… Non abbiamo speranza, il nostro mondo televisivo 2D diverrà 3D a breve, brevissimo, e noi ci faremo tutti travolgere dalla trasformazione. 

segue..... 

martedì 27 aprile 2010

60

Non mi piacciono i compleanni.
In particolare, è un bel po’ di anni che non mi piacciono i miei compleanni.
Ricordo ancora quando mio cognato diede una festa per festeggiare i suoi 50 anni. Gli chiesi che cosa veramente pensasse di dover festeggiare… non capivo, e mi sono ovviamente rifiutato di fare lo stesso per i miei, di 50 anni.
Ma è un po’ di giorni che i miei figli e la mia compagna mi prendono in giro, in vista di oggi, con la nota più delicata riguardante il ricordarmi continuamente il “vantaggio” che da oggi avrò al cinema, con lo sconto di 1,50 Euro riservato agli over…
Poi, ieri hanno cominciato ad arrivare gli auguri su Face Book, e sono stati veramente tanti..
Poi hanno iniziato ad arrivare gli SMS e le telefonate. E la maggioranza degli auguri mi è arrivata da amici dell’arcosfera.
Basta, mi sono detto. Devo prendere atto che questo non gradito compleanno esiste, e ringraziare pubblicamente tutti per essersi ricordati di questa ininfluente data.

Quale migliore luogo per ringraziare se non attraverso Arcosfera, faendo nel contempo i buoni propositi per gli anni a venire?
Ebbene sì, cari amici dell’arcosfera, grazie per esservi ricordati del mio compleanno, ed in particolare di questo. Non si compiono tante volte sessant’anni, e anche se conto di raddoppiarli, devo riconoscere che sono un traguardo unico nell’esistenza di una persona.
Se poi penso che ho trascorso ben 37 di questi nell’arcosfera e conto di trascorrerci tutti quelli che ancora devono arrivare, mi rendo conto i modo concreto quanto il tiro con l’arco abbia pesato nella mia vita fino ad ora.
Il tiro con l’arco mi ha dato tantissimo, con soddisfazioni immense come le medaglie olimpiche di Michele ed i titoli mondiali e le innumerevoli vittorie di Michele e Carla, e altrettante immense delusioni come la mancata medaglia a squadre di Atene 2004. Ho fatto per il tiro con l’arco tante cose note e riconosciute e tante cose ignote, ho vinto tante battaglie e ne ho perse altrettante, ma ho comunque lasciato il segno fino ad ora in innumerevoli situazioni che hanno influenzato e influenzano l’evoluzione del tiro con l’arco mondiale e italiano.
Intanto, nel trascorrere degli anni, ho visto tanti che come me avevano dato il loro cuore al tiro con l’arco lasciarci definitivamente ed essere subito dimenticati. Il solo amore per uno sport non basta per un posto immortale nella sua storia ed anche coloro che sono stati grandi protagonisti per molti anni divengono presto poco più di una citazione dentro un capitoletto riassuntivo di quella che è la Storia del Tiro con l’Arco Italiano e Mondiale.
Nel libro dell’amico Giancarlo Castrati proprio dedicato Storia del Tiro con l’Arco Italiano e Mondiale, ri-edito per l’ultima volta (la terza) nel 2002, gli anni di storia sono riassunti in meno di una pagina e sono centinaia i personaggi “famosi” del nostro sport che non sono neppure citati.
Non mi illudo quindi di poter avere una citazione anche di poche righe in una possibile edizione futura di tale storia, ma questo non cambia la sostanza dei fatti e del mio modo di agire e di pensare a favore dello sport della mia vita, e il la promessa che oggi faccio in primis a me stesso e poi a tuti coloro che mi hanno espresso il loro apprezzamento e affetto è che continuerò, come sempre, ad occuparmi non solo del mio orticello arcieristico ma anche di continuare a cercare strade e soluzioni per rendere sempre più gradevole, conosciuto e vincente il nostro amato sport.
Oggi è solo un giorno come tanti altri. Tra pochi minuti pubblicherò quest’articolo e uscirò di casa per recarmi al campo di tiro. Ci sono nuovi arcieri da istruire, Michele da allenare, un po’ di manutenzione da fare. Domattina due ragazzi Irlandesi arriveranno a Gallarate per allenarsi con me fino al weekend, mentre tra l’altro venerdì dovrò preparare il campo per il 900 Round CAM del 1° Maggio ( e quello è il giorno del compeleanno di Michele), giunto ormai alla 30esima edizione, con tanto di annesso Torneo del Galletto. Ma poi, ci sarà un secondo libro da terminare, altri articoli di Arcosfera da scrivere, altre battaglie da combattere, spero insieme a voi. La vita continua come sempre per me nell’arcosfera, anche se con oggi sono 60.

martedì 13 aprile 2010

Un obiettivo deviato

Domenica 18 aprile il calendario FIATRCO prevede l’ennesima rappresentazione di quella folcloristica gara per piazze di paese che viene pomposamente denominata “Campionato Italiano di Società”.

Questo Campionato, purtroppo ufficiale e altrettanto ufficialmente promosso da FIATRCO, rappresenta ovviamente tutto tranne che un vero campionato di Società.
La formula, mutuata da quella dei campionati italiani a Squadre di Campagna, prevede arcieri AN, OL e CO tirare in squadra insieme in scontri diretti all’aperto a 25 mt, generalmente da tenersi dentro piazze di Città o luoghi storici per scopo di “immagine”.
Una formula di gara estremamente originale ed unica al mondo che non può più nascondere l’obiettivo principale che è quello di sostenere in particolare solo e specificamente un gruppo ristretto di società che a loro volta fanno di detto campionato il loro principale obiettivo annuale.

Un Campionato italiano di Società che vede in gara società da solo 10 regioni su 21 (mancano al completo tra le altre Lombardia, Friuli, Lazio, Campania e Sicilia)

Un campionato che vede in gara solo 21 Società su 521 affiliate (ne mancano solo .. 500)

Un campionato Italiano di Società che per legittimi interessi societari costringe diversi atleti dei gruppi nazionali e di interesse olimpico a dedicarsi ad una attività particolarmente inutile se non addirittura deleteria in un momento critico della preparazione per i campionati Europei Targa e la Coppa del Mondo.

Un campionato Italiano che necessiterebbe di una radicale revisione regolamentare per potersi veramente continuar a fregiare del nome che gli è stato assegnato.

Prendiamo ad esempio la Francia, che ha fatto dei campionati nazionali per squadre di società l’ossatura della propria attività di club e la base per il proprio presidio sul territorio.

In Francia, esistono tre “circuiti” nazionali a squadre, nelle Divisioni A, B, e C, che prevedono squadre Targa Olimpico Maschile , Olimpico Femminile, Compound Maschile e Compound Femminile suddivise in gironi locali per le divisioni C e B ed in girone nazionale per la divisione A.
Le divisioni A e B sono a numero chiuso, ed ogni anno le migliori delle divisioni inferiori, uscite dai play off tra le vincenti dei gironi, passano alla divisione superiore e le peggiori retrocedono.

Vi ricorda nulla…?

Il sistema ha creato, dopo anni di utilizzo, una base di supporto e sponsor locali per le varie società che tendono a rappresentare campanilisticamente la propria città, ed un situazione preparatoria che vede una vera e propria campagna acquisti e cessioni a fine anno in funzioni degli obiettivi di squadre per l’anno successivo.
Superfluo rimarcare come tale sistema abbia avuto come logica estensione negli ultimi due anni il fatto che le prime cinque squadre di divisione nazionale A sono state qualificate per la neonata Coppa Europa per squadre di Club che, a livello di formula, ha mutuato esattamente la formula di gara a scontri diretti a squadre utilizzata nel campionato francese.
A parte il già citato riconoscimento a livello di territorio e più facile accesso ale sponsorizzazioni, cos’altro ottiene una formula così?
Ma ovviamente che tutte le società Francesi, dalla neonata alla più vecchia e titolata mettono il tiro targa a squadre in priorità assoluta tra le attività societarie e che praticamente tutti i tiratori francesi di qualche livello dedicano la stagione all’aperto al tiro targa e provano il tiro a squadre, inclusi gli appartenenti ai gruppi nazionali, che trovano nel sistema una perfetta arena di allenamento ripetuto e continuo per il loro obiettivo principale: la degna difesa dei colori nazionali in campo internazionale.

Faccio quindi i miei migliori auguri ai partecipanti ai campionati italiani di società di domenica prossima, ma non posso che augurarmi ancora una volta che prima o poi la FIATRCO si decida a riconvertire questa manifestazione al più folcloristica in qualcosa di propedeutico alla formazione generale dei nostri atleti e più rappresentativo della realtà tecnica italiana.

Ho personalmente proposto almeno due volte negli ultimi 10 anni formule diverse e più consone a focalizzare l’attività delle Società Italiane su veri obiettivi tecnici e promozionali, ed è superfluo rimarcare che le mie proposte sono state ovviamente bocciate dai difensori dello status quo, che sono anche coloro che una vera riforma di questo campionato dovrebbero approvarla pure ora.
Non lo faranno mai.
Ci terremo quindi ancora,inevitabilmente, una manifestazione che continuerà a svolgersi in funzione del proprio specifico obiettivo.

Un obiettivo deviato.

sabato 3 aprile 2010

Buona Pasqua !

Lunedì 5 Aprile inizia ufficialmente la stagione Targa all'aperto 2010, ma essendo i campionati Europei previsti a Rovereto per la fine di Maggio, questa sarà ricordata probabilmente come la più breve stagione Europea Targa di sempre, meno di due mesi per salire sul tetto d'Europa.
Perché si sia giunti a tale situazione senza senza senso tecnico l'ho già affrontato in un articolo precedente, "Francamente, non capisco!". Ma così è e non si può cambiare.
Quindi, è tempo di auguri.
Auguri ai nostri Azzurri, che tra la prossima settimana e la successiva si giocano la partecipazione alla Coppa del Mondo ed agli Europei e quindi l'intera stagione.
Auguri ai "miei" Irlandesi, che tra Lunedì 5 e domenica 11 si giocano pure loro l'intera stagione, con l'aggravante che ieri in Irlanda nevicava.
Auguri ai Francesi, che si sono fatti la prima gara di selezione al chiuso (beati loro) a 70 mt la scorsa settimana, e che faranno l'ultima all'aperto il 18 Aprile. Anche loro sono nelle stesse condizioni.
Auguri a tutti gli arcieri Europei che da lunedì saranno sotto il cielo e non più in una palestra: che la pioggia e il freddo possano risparmiarli.
Auguri a tutti gli organizzatori di gare all'aperto di questo periodo in Nord e centro Europa e Italia. Fa freddo, piove o nevica ancora quasi ovunque, ma dobbiamo far finta tutti che sia Primavera e partecipare, per non danneggiare i loro sforzi organizzativi.
Auguri ai dirigenti Arcieristici di ogni dove che hanno disegnato questi assurdi calendari, nella  speranza che alla fine si ritrovino almeno con la coscienza di non farlo più, mai più.

Auguri soprattutto a tutti gli amici di Arcosfera  per una felice Pasqua !

martedì 30 marzo 2010

Ma la FIARC fa le leggi?

Nell’occasione della trasferta di caccia di Michele in Illinois nel Novembre scorso, mi sono messo a “sfogliare” internet per aggiornarmi sulla situazione legislativa della caccia con l’arco in Italia e nel resto del mondo.
Google al solito è stata la soluzione per i dubbi che vaveo, e mi ha condotto su diversi siti, fino a quando non ho trovato http://www.cacciaconlarco.it/paginabase.htm , un sito che sembra essere il più esauriente disponibile in lingua italiana sull’argomento.
La particolarità del sito è che non riporta alcuna informazione immediata in relazione ai creatori e gestori dello stesso, ma solo link ad associazioni varie che si occupano di caccia in genere e caccia con l’arco, tra le quali la FIARC, e nessun link verso FITARCO. Solo scavando bene attraverso le pagine si giunge alla dizione in calce ad una pagina “E’ una realizzazione degli Arcieri di Yir di Vado – Bologna“.
Il sito è comunque abbastanza completo e informativo in relazione ai diversi aspetti della caccia con l’arco in Italia e nel Mondo, ma è stata la pagina relativa alla Legislazione che ha attirato subito la mia attenzione. Interessante scoprire che mentre la caccia con l’arco è legale a livello di legislazione italiana, alcune regioni la invece la vietano espressamente. Ancora più interessante invece scoprire che due province della Toscana, quella di Siena e quella di Livorno si sono spinte ben più in là del vietare l’arco o tacitamente approvarlo, ma ne hanno addirittura regolamentato l’uso con delibere della Giunta Provinciale.
Entrambe le delibere riportano un articolo simile, che consente la Caccia di selezione con l’Arco. L’articolo completo in entrambe le delibere, con minime variazioni suona così:

Per l’esercizio della caccia di selezione è altresì consentito l’uso dell’arco di potenza non inferiore a 50 libbre. Il selecacciatore che intenda esercitare la caccia con l’arco, deve essere in possesso della licenza di caccia e presentare all’Amministrazione Provinciale una certificazione sottoscritta da un istruttore FIARC, attestante una prova di tiro su campo autorizzato da una distanza non inferiore a metri 30 per il “compound” e 20 per l’arco tradizionale. La prova sarà ritenuta valida con il risultato 4 centri su 5 nell’area vitale della specie oggetto di bersaglio. Per area vitale s’intende un bersaglio di diametro non inferiore a 20 centimetri. Nel corso della medesima uscita di caccia il selecacciatore non potrà utilizzare contemporaneamente l’arma da fuoco e l’arco.

E’ evidente che un tale articolo di norma provinciale non possa che essere stato definito dalla FIARC stessa o da persone ad essa correlate, visto che richiede la certificazione di un istruttore FIARC per poter praticare la caccia di selezione, e sicuramente va quindi dato atto alla FIARC di essersi impegnata nella regolamentazione della caccia con l’arco nelle due citate province.

Ma a questo punto, qual è la posizione FITARCO e quella dei suoi tesserati nei confronti della Caccia con l’Arco? Un tesserato FITARCO non può ottenere l’autorizzazione alla caccia con l’arco nelle due Province, se prima non si iscrive alla FIARC e non si sottopone al test richiesto?
Perché, pur essendo la FITARCO l’unica Federazione di tiro con l’arco riconosciuta dal CONI e quindi dalla legge, non può essa stessa certificare la capacità dei propri tesserati a praticare la caccia con l’arco? Ma è solo la FIARC che fa le leggi sulla caccia o contribuisce a redigerle? E chi ha attribuito alla FIARC tale autorità, ed in base a cosa? E perchè la FITARCO non fa notare la propria esistenza sull'argomento?

Michele è andato a caccia con tre amici in Illinois. Ha acquistato la regolare licenza di caccia del luogo, ha pagato per l’abbattimento specifico di cervi senza corna la tariffa riservata ai non residenti, si è munito di un arco compound da 65 libbre (la legge locale richiede un minimo di 40 libbre), ha fatto la posta per 5 giorni tirando due sole frecce, delle quali una a vuoto ed una che ha abbattuto la preda a 40 mt, ha regolarmente ritrovato la preda seguendone le tracce ed ha segnalato l’abbattimento via internet come richiesto dalla legge. Il tutto nel perfetto rispetto delle regole scritte e non scritte della caccia. In America.


Invece, se Michele volesse andare a caccia in Italia nelle province di Siena e Livorno, oltre a procurarsi regolare licenza di caccia dovrebbe anche iscriversi alla FIARC e andare a farsi fare un certificato sulla sua capacità di tiro da un istruttore FIARC.

Ma la FIARC, fa le leggi?

venerdì 19 marzo 2010

Francamente, non capisco!

Ritorno da un weekend in Irlanda dove abbiamo parlato di calendario Internazionale, dovendo affrontare metodi e tempi per mettere insieme una squadra per gli Europei Targa di Rovereto, ed abbiamo dovuto concludere che il calendario Internazionale, quest’anno, è decisamente privo di ogni senso logico, tecnico e sportivo, e nessuno capiva perchè.
Mentre metà più di metà dell’Europa sta ancora spalando l’ultima neve, Italia inclusa, il sito della FITA annuncia che le iscrizioni preliminari per la gara di World Cup di Antalya della seconda settimana di Giugno si sono chiuse il 9 Marzo scorso, con i Campionati Europei, teorico evento principale della stagione che finiranno due settimane prima, a fine Maggio, e con la prima gara di World Cup organizzata a Porec in Croazia giusto tre settimane prima degli Europei, ad inizio Maggio, poco più di un mese dopo la chiusura degli Europei Indoor organizzati nell’identico luogo e che vedono le gare iniziare proprio da domani.
Tra domani, fine dei Campionati europei Indoor, e il 31 di Maggio, le varie nazioni Europee devono trovare il modo di:

1) Tornare dai Campionati Indoor e organizzare gare di selezione immediate targa per testare o qualificare gli atleti per la Coppa del mondo di Porec, per gli Europei targa di Rovereto e per la Junior Cup di Reggio Calabria (una settimana prima di Rovereto), che è anche di qualificazione per le Olimpiadi Giovanili

2) inventarsi chi e quanti mandare alla Coppa del mondo di Antalya subito dopo

3) pensare se mandare qualcuno in Armenia per il secondo Grand prix Europeo dal 22 al 27 Giugno, consolandosi col fatto che la Federazione Greca ha intanto cancellato il primo dei Grand Prix, che doveva aver luogo a Rodi dal 20 al 25 Aprile.

Non solo quest’anno il circuito dei Grand Prix Europei si apre dopo il Campionato Europeo Targa perché questo è all’inizio della stagione all’aperto, ma la Coppa Europa Junior è stata ridotta per la prima volta dalla istituzione ad una sola prova nell’ intera stagione, giusto la settimana prima degli stessi Europei targa, costringendo le strutture tecniche di tute le nazioni ad un tour de force di oltre 15 gg per presenziare ai due eventi; ma niente, in confronto alla brillante idea di organizzare gli Europei Juniores Targa in Germania nelle stesse date dei Mondiali di Campagna in Ungheria.
In questo caso, sia tecnici che atleti si dovranno dividere tra i due eventi, e certamente l’evento penalizzato saranno i Mondiali di Campagna, dove in tutte le classi giovanili si fa spesso fatica a raggiungere il numero minimo di partecipanti per assegnare il titolo.
Francamente, non capisco.

Non capisco come l’Emau possa mettere insieme un calendario tanto balordo e penalizzante per l’intera attività tecnica europea.

Non capisco come si possano affidare quelli che dovrebbero essere Eventi, come Europei Indoor o Grand Prix, a nazioni che a stento riescono ad organizzare semplici gare, per poi trovarsi la gara cancellata o trovarsi senza assolutamente comunicazione sulla stessa.

Non capisco come si possa cancellare una gara di coppa Europa Junior per favorire l’organizzazione dei Grand Prix senior, e poi farsi cancellare uno di questi senza ripristinare al gara di Junior.

Non capisco come si possa lasciar organizzare un Europo Juniores “contro” in mondiale di Campagna, di fatto mettendo una pietra sulla attività giovanile Campagna in Europa dell’anno.

Non capisco come si possa insistere ad organizzare gli Europei Targa come doppio 70 mt, quando la FITA ha ridato valenza alla gara FITA Round ai mondiali con l’introduzione dei due turni di bye per i primi 8, ed il prossimo anno ai mondiali di Torino i primi posti del FITA vorranno dire giochi Olimpici sicuri.

Poi, guardo il calendario Italiano, vedo che anche quest’anno la stagione indoor è stata fatta finire ancora una volta a fine Gennaio mettendo lì i Campionati Italiani , lasciando Febbraio e Marzo vuoti di eventi e obiettivi per gli arcieri Italiani; vedo che in Aprile avrà luogo la sempre meno interessante e tecnicamente assurda finale dei cosiddetti Campionati Italiani di Società, totalmente inutile dal punto di vista tecnico e che coinvolge inoltre solo una minima frazione delle società italiane; ed in fine, vedo che il sito federale riporta un comunicato stampa relativo ad un circuito di gare comuni FITARCO e FIARC come se si trattasse di Eventi Internazionali, mentre coinvolgono al massimo trecento tesserati Fitarco, mentre invece i nuovi regolamenti FITA in vigore dal primo di Aprile che ne coinvolgono quindicimila di tesserati, non sono ancora stati comunica ti alle società alla data odierna, 12 giorni dalla entrata in vigore.

Francamente, ora capisco.

La politica sta ormai dominando l’intera organizzazione arcieristica Italiana ed Europea, e sicuramente ormai anche larga parte di quella mondiale. Le manifestazioni si organizzano per motivi politici, non tecnici, e si affidano agli organizzatori con conoscenze politiche, non tecniche, per ottenere risultati politici, non tecnici, e purtroppo neppure lontanamente di immagine. Esperienza , date, calendario, preparazione degli atleti in questo contesto contano meno di zero. Gli atleti servono per ottenere una medaglia internazionale se arriva, o per prendersi le colpe di quelle che non arrivano, mentre intanto il sistema politico arcieristico Europeo si occupa delle sue prossime elezioni (a Rovereto a fine Maggio con gli Europei) e quello Italiano della non tanto futura battaglia per la successione a Mario Scarsella.
Intanto, Iran, Myammar e Tailandia hanno raggiunto Korea, India, Giappone, Cina , Taipei e Malesia tra gli avversari asiatici temibili per la qualificazione olimpica.
Intanto, il Brasile ha messo in piedi una intera struttura tecnica rivolta alle Olimpiadi 2016, la Turchia è tornata competitiva, il Messico è già una realtà temibilissima, la squadra Canadese olimpica è sempre più forte, tutte le nazioni sudamericane sono in fase di potenziamento.
Intanto, i nostri giovani hanno esaurito il ciclo vincente che li vedeva primeggiare da anni a livello almeno Europeo, e i nostri senior non fanno più neppure lontanamente i punti che facevano anni fa.
Ma intanto, noi ci beiamo delle nostre posizioni politiche in seno all’Emau e alla FITA e della nostra lungimiranza nel gestire il futuro del tiro 3D.

Francamente, non capisco.