Mancano pochi giorni ai Campionati Italiani Indoor di Padova, durante i quali verranno assegnati i titoli invernali della nostra arcosfera.
C’e’ chi vive l’attesa con ansia, chi con speranza, chi semplicemente come un dovere.
Tutti coloro che agli italiani indoor hanno già partecipato altre volte in un qualsiasi ruolo temono però un solo lungo momento di questa festa dell’arcieria italiana: le terrificanti cerimonie di premiazione!
Già, gli italiani indoor sono da sempre l’apoteosi della premiazione assoluta , l’estrinsecazione finale della inguardabilità delle nostre gare. Quando un annunciatore deve nominare centinaia e centinaia di nomi tra premiati e premianti, l’insieme della cerimonia, fortunatamente suddivisa in tre giorni, diviene un supplizio cui non si vede l’ora di sottrarsi.
Qualche numero relativo ai nomi che lo speaker deve pronunciare in premiazione, per capire perché è praticamente impossibile che un individuo non costretto da un ruolo istituzionale o lavorativo possa assistere per intero alla cerimonia e tutti fuggano una volta ritirato il proprio premio:
- Autorità che premiano 72 podi x 3 premianti = 216
- Atleti sul podio (individuali e squadre): 432
- Arbitri premiati: 15 circa
- Personalità, organizzatori e sponsor premiati: 10 circa
- Totale persone nominate dallo speaker a vario titolo: 673 minimo
Siamo proprio sicuri che premiazioni del genere abbiano senso?
Il dubbio viene sicuramente a tutti ogni volta durante le desolanti premiazioni delle gare indoor di calendario, dove su di una media di una settantina di chiamati sul podio (su magari poco più di 100 partecipanti) , si presentano solo in 20 e spesso pure i vincitori presenti all’ultimo turno di gara se ne vanno senza partecipare alla premiazione.
Ma la certezza, la certezza che tutto ciò non abbia senso viene dopo aver assistito, e pochi ci riescono fino alla fine, alle premiazioni degli Italiani Indoor.
Nomi, nomi, nomi ripetuti ciascuno decine di volte, applausi sempre più stanchi, pubblico sempre meno numeroso fino all’ultimo podio, dove solo i preminti, i premianti e quelli che (purtroppo per loro) devono viaggiare nelle stesse auto per il ritorno a casa assistono al mesto ammaina bandiera.
Mi sono chiesto quanto durerebbero le premiazioni di gare come quella di Las Vegaso di Nimes se venissero fatta in stile FITARCO…. Ma per fortuna, là l’efficienza domina. A Nimes il podio è solo per i vincitori assoluti, e già si sprecano chiamando sul podio anche Juniores e allievi. Tutti gli altri, inclusi i vincitori dei tornei secondari, ritirano direttamante il loro premio in segreteria.
A Las Vegas vengono addirittura chiamati tutti insieme su di un unico grande podio i soli vincitori delle varie divisioni, i soli Ori, per intenderci. Una trentina di premiati in totale, inclusi sponsor. Tutti gli altri, direttamente alla cassa a ritirare i loro premi.
Esistono tante vie di mezzo e possibili soluzioni al problema, ma se continuiamo voler accontentare tutti, continueremo a scontentare tutti e a perdere totalmente sul fronte dell’immagine verso i media. In quale sport salgono sul podio oltre il 50% dei partecipanti ad un Campionato Italiano?
Come è possibile fare un comunicato stampa o redigere un articolo qualsiasi su di un campionato dove occorrerebbe citare 432 medagliati?
Come si può pensare di documentare fotograficamente una collezione di ben 72 podi?
Un numero speciale solo fotografico di Arcieri? Ma la Fitarco non mette neppure le foto sul suo sito web, immaginarsi sulla rivista Arcieri dove al massimo ci sono le micro foto di una decina di podi soltanto.
La sera di domenica 6 Marzo a Padova al solito i premiati verranno chiamati alla foto collettiva finale di chiusura dei Campionati. L’unica cosa che renderà realizzabile la foto stessa sarà che dei premiati e dei premiandi dell’ultimo giorno di gara in quel momento saranno presenti solo una ottantina di persone al massimo. Tutti gli altri se ne saranno già andati. Peraltro, una foto con 500 persone dentro non sarebbe neppure realizzabile, e quindi meglio così.
