venerdì 30 novembre 2012

Tre Uomini e una Squadra /5


Il 2011 è l’anno dei mondiali di Torino che valgono la qualificazione Olimpica e quello che io chiamo da sempre “panico da qualificazione” pervade il settore tecnico FITARCO.
Filippo Clini, tecnico della nazionale Maschile a Pechino, retrocesso prima a “tecnico dei materiali” , è ormai estromesso dal settore senior Olimpico,  al quale si unisce la coreana Sally Park, ex coach di Singapore Junior,  come tecnico del femminile.
La pressione aumenta su tutti gli atleti, con ufficialmente  sempre tutti  i posti nella squadra olimpica per Torino in discussione in base ai soliti astrusi criteri di qualificazione a punteggi/piazzamenti/valutazione durante raduni e gare internazionali.  Marco Galiazzo rinuncia alla stagione Indoor internazionale  per puntare tutto su Torino,  gli altri gestiscono in qualche modo la stagione invernale.
I primi risultati internazionali sono però molto lontani da quelli che avevano fatto ben sperare nel 2010.
A Porec in Aprile (1° tappa World Cup) , la squadra maschile (Frangilli Galiazzo e Nespoli) è 5° e la femminile (Valeeva, Tonetta e Tomasi) 7°
Ad Antalya i n Giugno (2° tappa World Cup) , la squadra maschile è solo 10°  in qualificazione e perde al primo scontro contro la GBR, finendo 9°;  la squadra femminile è 5° in qualificazione con record Italiano e perde al secondo scontro, finendo 7°.  La squadra maschile è la stessa di Porec, la femminile ha la Sartori al posto della Tonetta. I quarti della squadra erano Giori nel maschile e Lionetti nel femminile.
Le squadre per Torino sono fatte, ma i presupposti non sembrano per nulla incoraggianti.
Sostengo a suo tempo sul Forum CAM che comunque il problema per tutti  nostri è uno solo: mancanza di tempo per allenarsi, tra una trasferta e l’altra e mancanza di tranquillità per prepararsi  adeguatamente.  Manca meno di un mese ai mondiali : il tempo è breve, ma se non si esagera con la pressione, può essere sufficiente. I nostri eroi devono recuperare una quindicina  di punti a testa per tornare in vetta, e su un intero FITA 15 punti sono recuperabili. 
Torino 2011 è un gran mondiale, in termini di numero di partecipanti, se non di punteggi assoluti.  Per la prima volta ad un mondiale é in funzione la regola che i primi 8 in qualificazione vanno diretti ai 16esimi, ovvero hanno le Olimpiadi in tasca. Per gli altri, la dura legge della qualificazione a squadre piazzandosi nei primi otto posti, ovvero superando il primo scontro.
Prevedo che servirà almeno un 1350 per qualificarsi nei primi 8 maschili del ranking, e l’ottavo è il canadese Lyon a 1350 esatti. Ma il primo degli italiani è Michele, 10° a 1344,  che sommati ai 1335 di Mauro ed ai 1333 di Marco ci portano a 4012 punti e ad un  inatteso 2° posto dietro la Korea.
Nel femminile, Natalia fa 1353, Jessica 1331 Guendalina 1328, anche loro 4012, nuovo record Europeo (non ancora omologato, chissà perché, a oggi) e terzo posto in qualificazione dietro Korea e Cina.
Felicità generale e sembra fatta, nonostante tutto e tutti,  ma il diavolo fa le pentole …
Gara a squadre maschile: Michele ha una intossicazione alimentare che gli ha fatto gonfiare collo e mani. I suoi normali riferimenti di ancoraggio se ne sono andati, e può solo tirare di forza con appoggi approssimati.  Non c’e’ riserva, o tira o la squadra semplicemente deve gareggiare con due membri soltanto..
Decide di tirare ugualmente, ma la squadra è chiaramente con due membri e mezzo… e tutto sembra perduto. 
Ma sul campo di gara,  gli avversari tedeschi si presentano con uno dei membri con la schiena bloccata. Lui sì che non può tirare, e i tedeschi gareggiano in …. due contro due e mezzo. Vinciamo inevitabilmente, e siamo alle Olimpiadi !  Lo scontro successivo è pure vinto, ma perdiamo in semifinale con la Francia. Sarà finale per il Bronzo!
La squadra femminile tira malino il primo scontro con la Bielorussia , e finisce pari. Sono quattro gli spareggi sul campo per l’accesso ai quarti ed alle Olimpiadi. Parte il tempo, e qualcosa va storto. Le nostre tirano le tre frecce velocissime ma male, le bielorusse tirano bene le prime due frecce ma non tirano la terza.  Si scopre che il direttore dei tiri aveva dato 40 secondi invece di 60 per lo spareggio. Le bielorusse presentano reclamo, chiedendo di recuperare la terza freccia. Il recupero è concesso, e vincono lo scontro. L’Italia presenta reclamo contro il tempo errato, e così pure fanno le altre tre squadre perdenti lo spareggio.
I mondiali si arrestano per oltre un’ora mentre la Giuria di Appello si riunisce per decidere.
Chiacchiero qua e là nell'attesa con arbitri e personaggi FITA. Morten Willmann, presidente della commissione arbitri mondiale, Paul Poulsen, vicepresidente anziano  FITA e Franco Papero, ex arbitro nazionale sono unanimi: l’errore è stato dell’Italia che non ha visto, come la Bielorussia, che il tempo era errato. La nostra squadra avrebbe dovuto tirare solo due frecce e chiedere il recupero come le Bielorusse, e non affrettarsi per stare  in 40 impossibili secondi.  Nella storia e nei regolamenti della  FITA d a  sempre si dice che  in gara le frecce non possono essere mai tirate due volte.  Secondo tutti il ricorso verrà respinto. Le Olimpiadi per l’Italia femminile non sono che una vaga speranza.
Invece, clamorosamente, per la prima volta nella storia della FITA, le frecce di spareggio vengono fatte ritirare a tutti e l’unico dei quattro spareggi che cambia risultato è quello dell’Italia. Siamo nei quarti e a Londra! Sull'entusiasmo  la marcia è poi inarrestabile, e complice la sconfitta della Korea in semifinale, si aprono alla squadra femminile le porte della finale per l’ORO.
Come è finita, lo sappiamo tutti: ORO alla squadra femminile,  Bronzo alla squadra maschile, e le due squadre sulla via, ancora lunghissima, per Londra 2012
Intanto il sottoscritto aveva partecipato al congresso FITA di Torino come candidato al Consiglio FITA e poi partecipato ai Mondiali di Torino come Coach della squadra della Costa d’Avorio, ma questa, al solito, è un’altra storia.
La squadra Ivoriana a Torino 2011

martedì 20 novembre 2012

Tre Uomini e una Squadra /4


La storia delle squadre di Londra 2012 è iniziata nel 2009 a Ulsan, in Korea, durante i Mondiali Targa.

E’ cominciata veramente lì per tutte le nazioni che puntavano ad una medaglia a Londra, non solo per l’Italia.
Sullo splendido campo in sintetico di Ulsan, scavato nella montagna e protetto dal vento, un tale OH Hin Jek fa  l’incredibile record del mondo a 90 mt con 342 punti e il totale FITA a 1389.  OH sostituiva PARK  Kyung Mo nel terzetto che aveva vinto l’Oro a Pechino in finale l’anno prima contro l’Italia. IM Dom Hyun e LEE Chang Hwan  erano gli altri due .  LEE ad Ulsan batte  IM nella finale per l’ORO individuale,  ed i tre battono in finale a squadre la Francia che annoverava Girouille, Valladont e Aubert.
I Coreani si convinsero di avere con OH un uovo PARK  e i Francesi, sconfitti di misura,  di avere  la formula per vincere le Olimpiadi, solo da affinare un po’.
Ma nella stessa gara, gli USA si sono rei conto che i 50 anni di Buch Johnson con  Vic Wunderle re con Ellison non danno più risultato, la Gran Bretagna che Pietro SUK non fa per loro come allenatore, il Giappone che anche il tempo di Yamamoto è finito, e l’Italia…

L’Italia maschile va a Ulsan dopo un percorso pilotato in modo tale da essere sicuri che la squadra di Ulsan fosse quella di Pechino. La gara finale di selezione per la squadra era stata infatti fissata in Luglio, esattamente sopra le date dei World Games, in modo da eliminare dalle possibilità il ritorno di Michele Frangilli nella squadra Olimpica dopo l’esclusione del 2008. Michele, e con lui Jessica Tomasi per il femminile  vanno a Taipei per i World Games e non partecipano alla gara di selezione. Mancano quasi due mesi ai mondiali, ma nonostante le proteste non c’e’ modo di far spostare la data della selezione e le squadre per Ulsan maschile e femminile sono di fatto già definite uguali a quelle di Pechino.

Ma a Ulsan mentre la squadre femminile passa il primo turno e perde al secondo con il Giappone, la squadra maschile finisce 13° in qualificazione e perde con Taipei al primo scontro, gettando nel panico la FITARCO.  Mancano due anni ai mondiali di Torino e sconfitta al primo turno là significherebbe niente Olimpiadi!

Di ritorno da Ulsan, le regole e quindi le squadre cambiano. Niente più strane date per eliminare questo o quello dalle selezioni portano prepotentemente per  il 2010 in squadra Michele e Jessica, mentre a livello cosmetico viene riassunto Pietro Suk,appena  licenziato dalla Gran Bretagna ( che lo ha sostituito con Lloyd Brown, il coach della nazionale USA del 96 ), per mostrare in particolare al CONI che qualcosa si era fatto dopo la disfatta di Ulsan (una sola medaglia nel COF con Laura Longo Bronzo).

Nel 2010 siamo di nuovo competitivi, e nonostante rigurgiti continui di tentativi di modifica ad hoc delle squadre, giungono per il Maschile il record europeo a squadre sul 70 mt round (con record individuale di Michele)  e l’argento Europeo (Frangilli, Galiazzo, Di Buò, con argento individuale di Michele) , e per la femminile il Bronzo Europeo (Valeeva, Tomasi, Lionetti).
Rovereto 2010 - Vittorio- Sandrine & Michele

Purtroppo, come nel momento della sconfitta tutto viene messo in discussione, anche nel momento della vittoria si ritiene facilmente che il merito non sia di un insieme di fattori delicatissimi che fanno di tre uomini (o donne, ovviamente) una squadra, ma dei criteri di selezione e di pressione sugli atleti stessi per far fare loro risultato.  Ma sull’argomento ritorneremo, parlando del 2011.

Intanto, il vostro modesto cronista era sia ai mondiali di Ulsan che agli Europei di Rovereto come coach della  nazionale dell’Irlanda… ma questa è un’altra storia …

martedì 13 novembre 2012

Tre Uomini e una Squadra /3


Sono passati tre anni dal mio blog sulla squadra e su come si valuta e si costruisce. Per chi vuole rileggersele, basta andare a Tre Uomini e una Squadra e Tre Uomini e una Squadra /2

Sono invece passati tre mesi da quella splendida giornata di Londra dove i 3M (Mauro, Marco e Michele) hanno conquistato l’Oro Olimpico.

Avrete notato che è da tempo che non parlo delle squadre nazionali su Arcosfera. Ho disquisito parecchio sulle stesse sul forum CAM, ma Arcosfera non ha sfiorato l’argomento per anni. Fino ad oggi.
Oggi, anche se la “sbronza” da Oro Olimpico non è ancora del tutto smaltita, è ora di riparlare della nostra squadra Olimpica alla vigilia di una nuova stagione.  Face To Face il prossimo weekend (Natalia Valeeva in gara), Nimes e Coppa del Mondo Indoor a fine Gennaio (praticamente tutti i nazionali OL iscritti)  e Las Vegas con la finale della Coppa del Mondo Indoor la prima di Febbraio, giusto poco prima degli Europei Indoor.
I risultati non si fanno con il passato, che resta nei libri di storia, ma con il solito mix di fatica, sacrificio e tecnica. Gli Eroi di Londra, come vengono ormai definiti, hanno ripreso ad allenarsi e anche se i risultati al momento sono mediocri, non c’è dubbio che per fine Gennaio i nostri tre saranno pronti ed il oro livello adeguato a quello delle gare che li vedranno ancora protagonisti. La Vittoria è una droga,e come tale da assuefazione e necessità di ripetizione. Loro l’hanno nel sangue e non riescono, per fortuna, a liberarsene.
L'Italia al Lord's Cricket Ground 

Ma i Tecnici, quelli con la T maiuscola delle Squadre Nazionali nonché gli oltre  2000 tecnici FITARCO di vario genere, più tutti gli altri arcieri che si interessano dell’argomento, si rendono conto di come si è arrivati all’ORO di Londra nel maschile? E come si è invece arrivati al disastro di Londra con la Squadra Femminile? Hanno idea di come fare a trasformare le poche grandi speranze di oggi nei 3M di domani? E di come ricostriure una squadra Olimpica femminile adeguata?

E’ ora di cominciare a raccontare la storia di una medaglia insperata e di un insuccesso annunciato fuori dal coro plaudente e dall’enorme carico di personaggi di ogni genere saliti sul carro dei vincitori e spariti dal carro delle perdenti.
Perché tre uomini hanno fatto una squadra nel maschile con un risultato al di là di qualsiasi previsione e tre donne non hanno fatto nulla nel femminile, mentre a Torino 2011 avevano addirittura vinto i Campionati del Mondo? Quali fattori hanno influenzato in modo positivo la squadra Maschile ed in modo negativo quella femminile?

Solo analizzando accuratamente i percorsi di avvicinamento a Londra delle due squadre si possono tentare di dedurre i fattori positivi e negativi che hanno portato ai due risultati, per vedere ovviamente di ripetere i primi ed eliminare i secondi in vista di Rio 2016 , ed è quello che cercherò di fare nelle prossime puntate di Tre uomini e una squadra, perché io c’ero e posso raccontare  in prima persona la storia mai detta. 

giovedì 5 luglio 2012

Estate, Olimpiadi alle porte…


Estate, Olimpiadi alle porte…Ho visitato per l’ennesima volta la sede FITARCO di Roma due gg. fa in occasione dell’ennesima udienza davanti alla Commissione di Giustizia Fitarco, in compagnia di mio figlio Michele e di Dario Petriniani. Una buona occasione per dare comunque  una occhiata alla situazione generale della nostra organizzazione centrale.

La palazzina di via Vitorchiano a Roma ospita ben 6 federazioni  nazionali, per un complessivo di oltre  190 persone, di cui 15 in carico a FITARCO. Di queste, solo 5 sono quelle ormai rimaste a carico CONI Servizi Spa, e mi hanno raccontato che esistono spinte notevoli da parte CONI perché questi superstiti accettino di passare a pari condizioni a carico FITARCO ( e lo stesso sta avvenendo nelle alte federazioni in casi simili).
I superstiti non amano molto la proposta, perché hanno dubbi sul futuro del loro posto di lavoro, e stanno resistendo alle pressioni, non si sa fino a quando. Dal loro punto di vista, un posto CONI è un posto SICURO, un posto FITARCO con un organico di 15 dipendenti incluso un dirigente potrebbe non esserlo già il prossimo anno, quando le diponibilità finanziarie, Olimpiadi finite, verranno drasticamente  ridotte   in particolare se l’esito a Londra non sarà positivo.  Probabilmente, hanno ragione.

E’ di ieri la notizia che la spending review del governo Monti ha portato ad proporre un 10% di tagli di finanziamento alle  forze armate.  Probabilmente, se i risultati di Londra non saranno positivi, anche i rinnovi della ferma per alcuni  nostri atleti nazionali nei corpi militari saranno a rischio.

Giusto prima della Coppa del mondo di Ogden, la federazione USA ha rinnovato per altri 4 anni il contratto al Coach nazionale Ki Sik LEE. LEE ha subito ripagato la fiducia portando alla qualificazione Olimpica anche la squadra femminile.  Triplo vantaggio per gli USA, tra le squadre favorite a Londra: rinnovo a condizioni ragionevoli (sarebbero state sicuramente diverse dopo Londra), qualificazione olimpica completa e nessun cambio di struttura per il prossimo quadriennio.  Radioarco diceva insistentemente che la FITARCO aveva contattato K.S.LEE per portarlo in Italia, come già fatto 4 anni fa.  E’ quindi ufficiale che ancora una volta LEE resterà negli USA dove, dopo aver eliminato tutti gli oppositori, regna ormai incontrastato  a livello tecnico (almeno nel maschile) . Altri nomi fatti per il posto di allenatore dell’Italia del dopo Londra?  Wietze Van Alten, allenatore dell’Olanda, è il più accreditato. In quattro anni ha fatto un lavoro eccellente e la giovanissima squadra Olandese maschile ha vinto gli Europei 2012, ma non si è qualificata per Londra. Coetaneo di Michele, è stato un grande sui campi di gara, con il Bronzo Olimpico del 2000 ed è stimatissimo come coach , come del resto ancora suo padre che lo affianca nel team olandese. Non lo vedo molto accettare un posto così a rischio come quello italiano, ma certo non sarebbe la scelta peggiore.
E i due Coreani coach attuali?  Radioarco li da partenti entrambi  indipendentemente dai risultati di Londra, come pure da partente il CT Gigi Vella.  Ma tutto dipenderà comunque dal nuovo ridottissimo Consiglio federale e dal “nuovo” Presidente. L’assemblea elettiva è anticipata a Dicembre,  prima di allora nulla sarà ufficiale.

Mentre scrivo, curioso sui risultati in tempo reale degli Europei Giovanili e dei Mondiali Universitari. Due eventi importanti in contemporanea  a 20 gg dalle Olimpiadi, con le fasce di età aumentate a 15-17 anni per gli Allievi e 18-20 anni per gli junior significano solo che entrambe le manifestazioni sono nate monche di parecchi protagonisti.  Diciannovenni  e ventenni che dovrebbero essere alle Universiadi sono agli Europei e viceversa, mentre quelli che fanno parte delle squadre maggiori  qualificate per Londra sono assenti da entrambe le manifestazioni, primo tra tutti il 18enne francese Gael Prevost, terzo alla Coppa del mondo di Ogden e uno dei favoriti  (io lo vedo sul podio) per Londra.  Non brillanti purtroppo le  prestazioni Italiane fino ad oggi in entrambe le gare, nonostante le innumerevoli assenze. 
Gael Prevost in finale per il Bronzo a Ogden 2012

Domenica scorsa, a 33 gradi all’ombra, ho fatto un giretto alla finale del trofeo Pinocchio, GDG nazionali, a Cardano al Campo (VA), a 3 Km da casa mia.  Due ore di chiacchere con tanti amici di tutta Italia che incontro solo alle manifestazioni nazionali. Tutti della medesima opinione: ormai sono una gara per professionisti dei 20mt, e tute le società si sono adeguate. Una tragedia per lo sviluppo dei ricambi nel settore giovanile futuro. E ora, la FITARCO ha anche ammesso  a calendario 2013 gare con il regolamento GDG al di fuori delle fasi ufficiali. Chissà se fra due anni ci sarà ancora qualche ragazzo in grado di tirare un FITA completo.

Per oggi, basta… gli argomenti sono tanti e le riflessioni ancora di più. Ma un noto atleta  che a Londra deve tirare è già al campo ad aspettarmi per l’allenamento serale…
E’ Estate e le Olimpiadi sono alle porte …  

giovedì 16 febbraio 2012

Dei Massimi Sistemi… - 1

Ritornare a parlare del mondo del Tiro con l’Arco dopo molti mesi di pausa mi ha richiesto prima di tutto una inevitabile riflessione su quali argomenti parlare.
E’ indubbio che gli argomenti non mancano,  ma è altrettanto indubbio che per affrontare i singoli argomenti che interessano la vita arcieristica quotidiana bastano e avanzano i forum.
Vogliamo parlare della lunghezza e assurdità delle nostre premiazioni?  L’argomento è per l’ennesima volta aperto sul forum CAM  e non vale la pena di affrontarlo qui.

Ma il 2012 ci vede in un mondo sostanzialmente diverso da quello dal quale proveniamo. La crisi economica globale influenza pesantemente tutte le attività non solo nel nostro paese, e lo sport è pesantemente colpito da questa situazione.
Giusto due giorni fa il governo ha detto no alla candidatura di Roma per le Olimpiadi del 2020, per la semplice ragione che i soldi per garantire una manifestazione di quella portata non ci sono.

La finanziaria 2012 ha tagliato i finanziamenti dello stato al CONI dai 458 Milioni di Euro costanti degli ultimi anni a 408 Milioni, e questo proprio in coincidenza con l’anno olimpico. Vero che le carte Olimpiche per Londra  dei vari sport italiani sono pochine, e molti meno sono di conseguenza anche gli apparteneti al Club OlimpicoCONI    ma saranno ancora meno per Buenos Aires nel 2016 se i finanziamenti agli sport Olimpici vengono ridotti.
Ma veniamo all’Arcosfera.

La mia annuale analisi della situazione dei tesseramenti FITARCO mi ha confermato quanto già si poteva supporre: la situazione tiene abbastanza nel Nord Italia, ma peggiora nel centro Sud.

Intanto, il numero ridicolo dei partecipanti ai Campionati Mondiali Indoor  2012 di Las Vegas  non è che l’ultimo indicatore di una crisi generale di disponibilità finanziarie delle varie federazioni mondiali che già aveva manifestato i suoi effetti nel 2011.

Il settore giovanile FITARCO è in crisi e per la prima volta dalla istituzione dei Mondiali Indoor Juniores la FITARCO non è riuscita a trovare tre Junior femminili  da mandare a Las Vegas. In questo caso, non mancavano i soldi, mancavano le atlete.  Le altre nazioni, il problema non se lo sono mai posto e le  Junior femminili non le hanno quasi mai mandate, ai mondiali Indoor.

Per riempire i ranghi degli atleti di interesse Olimpico FITARCO, la federazione per il 2012 ha abbassato i punteggi di ingresso nei gruppi dopo anni.  Se i punteggi fossero rimasti quelli del 21011, i gruppi avrebbero compreso solo i sei membri della squadra di Torino 2011. Una artificio estetico e “contabile” che non  maschera l’evidente crisi dell’alto livello Olimpico in Italia.

La FITA da parte sua cha continuato a modificare i regolamenti di ogni genere, utilizzando il perverso sistema dei By law che consente al Consiglio FITA di cambiare quasi tutte le regole in qualsiasi momento e senza preavviso.  Ma le partecipazioni alle gare “ufficiali” FITA, a parte i mondiali di Torino validi per la qualificazione Olimpica sono continuate a calare. Per farvi fronte,  la FITA ha ridotto le gare di Coppa del Mondo da quattro a tre per il 2012, e l’EMAU i Grand Prix Europei da tre a due.  Ma con l’eliminazione della gara di Porec dal circuito di Coppa del Mondo, la meno cara delle quattro,  la partecipazione complessiva non aumenterà di certo …

In questa situazione generale, il CONI, sulla spinta delle disposizioni economiche dei governi del 2011,  ha deciso di costringere le federazioni a snellire le proprie strutture riformandone d’ufficio gli statuti con la riduzione obbligatoria del numero dei consiglieri ad un massimo di dieci e dei revisori dei conti da cinque a tre. 

La  vera riduzione di costi in FITARCO  si avrebbe solo con la riduzione del numero dei Comitati Regionali, lo sappiamo tutti,  ma per ora non se ne parla.

Il 2013 ci vedrà quindi eleggere un Consiglio federale numericamente molto più piccolo e probabilmente eleggere  per la quarta volta Mario Scarzella  come presidente FITARCO , in assoluta mancanza di altri candidati.

 La giustizia sportiva di tutte le federazioni , altra grande malata, subirà invece la riduzione del numero dei gradi di giudizio da tre/quattro  a due sempre per imposizione CONI. Servirà a qualche cosa?

Già, gli argomenti  di cui parlare non mancano, mi sono detto, ed è ora che che Arcosfera ritorni a vivere, nella solita, utopistica speranza di far riflettere arcieri e dirigenti su quello che effettivamente servirebbe per rilanciare il nostro sport o per lo meno per fargli superare indenne questi anni difficili.

Arrivederci quindi alle prossime puntate  per una riesame almeno generale dei nostri massimi sistemi..


domenica 1 gennaio 2012

Buon 2012 !

Arcosfera l'ho lasciato dormire per parecchi mesi.
Mesi dedicati a importanti impegni personali e con i pochi momenti liberi sempre impegnati nel nostro amato sport.

Inoltre, mi sembrava giusto entrare in "tregua olimpico" per superare l'arduo scoglio dei mondiali di Torino e della qualificazione Olimpica.

I mesi sono trascorsi anche più veloci del previsto, con molti che mi chiedevano ... "ma quando  farai un bilancio della stagione 2011?"  Ma non era mai il momento giusto ...

Intanto, alle Olimpiadi ci andremo con entrambe le squadre, dopo avvenimenti che definire fortunosi è molto riduttivo e quindi, è ora giunto inevitabilmente il tempo dei bilanci.

Bilancio di una annata agonistica che ha ottenuto l'unico inderogabile successo: la qualificazione olimpica

Bilancio di una annata tecnica che invece non ha ottenuto praticamente nulla di concreto, salvo l'ennesima ristrutturazione dei quadri tecnici.

Bilancio di un annata economica che ha visto la FITARCO accumulare altri risparmi nel "tesoretto" delle riserve di bilancio ormai pluri milionarie.

Bilancio  di una situazione di stallo del nostro sport in molte aree del paese

Bilancio di un 50° anniversario FITARCO dove la storia continuano a scriverla non solo i vincitori, ma stranamente anche gli sconfitti.

Bilancio di una Federazione Internazionale che ha ormai perso, oltre al proprio nome,  il contatto con la realtà del nostro sport.

Bilancio preventivo di un 2012 che ci aspetta foriero di novità statutarie, di difficoltà economiche e di imprese tecniche.

Attendendo le Olimpiadi, Buon 2012 a tutti gli amici dell'Arcosfera e a risentirci nei prossimi giorni.

Vittorio

mercoledì 23 marzo 2011

Un po' di fantasia ...

Sono sui campi di gara da 38 anni, e sono stanco di partecipare sempre alle stesse gare.
Gare sempre intese come una bella fila di paglioni con davanti una bella fila di arcieri che tirano. Si contano i punti, si fa la classifica, si fa una premiazione come sempre poco partecipata e poi tutti a casa, fino alla prossima.
Vero che la serietà di uno sport si misura dal numero di anni di esistenza del suo regolamento attuale, e se il calcio ormai supera di gran lunga i 100 anni, il tiro con l’arco arriva a poco più di 50 con la sola gara FITA Round a 4 distanze. Tutte le altre gare FITA di ogni tipo hanno vita molto più breve, fino ad addirittura allo zero anni assoluti della nuova gara 50 mt + Match round a 15 frecce che verrà utilizzata ai Mondiali di Torino 2011 direttamente senza mai essere stata utilizzata prima di quest’anno.
E’ chiaro che la FITA, nella sua ossessiva ricerca di una formula di gradimento televisivo, è ormai arrivata alla variazione continua ed assoluta dei regolamenti di ogni tipo di gara spesso addirittura senza apparente motivo o spiegazione.  L’aggiornamento degli arbitri ai regolamenti è diventata oggi una necessità trimestrale, quando fino a pochi  anni fa i regolamenti FITA potevano variare per statuto solo ogni due anni e dovevano essere comunque testati per almeno un anno prima di essere introdotti ufficialmente; ora  le variazioni vengono introdotte addirittura durante la stessa stagione in corso, tra una gara dello stesso tipo e un’altra, come successo per il Compound più volte nel 2010, con confusione e smarrimento generalizzati.

Ma tutto questo fervore nel variare continuamente i regolamenti ha portato qualcosa al movimento arcieristico mondiale, a parte costi organizzativi sempre crescenti?

Se ci si astrae un attimo dalle consuetudini e si da una occhiata a cosa succede realmente, si scopre purtroppo che il tentativo di scimmiottare i regolamenti degli eventi mondiali maggiori della FITA anche a livello minimo locale ha solo portato ad abbandoni del nostro sport a livello di base.
Già lo scorso anno nell’articolo La corazzata Potiomkin ho sollevato il problema di proporre agli arcieri delle gare gradevoli e che potessero finalmente incentivare lo sviluppo del nostro sport, abbandonando le velleità di imitazione delle Olimpiadi anche a livello di garette locali.
In 38 anni e di in vari ruoli ricoperti, ho  personalmente tentato tantissime strade per far divertire gli arcieri sui campi di gara, qualche volta progettando gare  e manifestazioni ex-novo, altre adattando soluzioni  già esistenti alla realtà italiana o locale.
Qualche esempio:
-        Il Torneo del Galletto, nato nel 1976 e vero precursore delle gare a scontri diretti, tuttora organizzato dal mio club ogni inizio di Maggio. Ha visto nei momenti di massimo splendore oltre 220 partecipanti sulla linea di tiro e vincitori illustri come Leandro De Nardi, Guido Bonalumi e Michele Frangilli .
-        La 24 Ore di Castellanza, mutuata nel 1995 dalla 24 ore di Belfort, organizzata per sei edizioni fino al 2001, che raggiunse gli oltre 450 partecipanti nell’edizione finale del 2001
-        L’Olympic Round con Ripescaggio, sperimentato nel 2000 sia a Salice Terme che a Porec per evitare le eliminazioni delle teste di serie negli scontri diretti. Andò in congresso FITA nel 2001 ma non fu neppure votato. Funzionava, ma non era gradito.
-        Il 50 mt Match Round, da me progettato quando ero nel TAC della FITA su incarico di Jim Easton, allora presidente della FITA, che voleva una gara per club semplice che consentisse di allenare egli arcieri agli scontri diretti senza eliminarli. La gara è nel libro 5 della FITA ed è ancora organizzata specialmente in Italia, ma non ha avuto la diffusione sperata.
-        Il Triplo FITA in due giorni, che in prima edizione nel 2010 nonostante lo scetticismo generale ha visto tutti i partecipanti entusiasti e ben 30 record battuti tra Mondiali, Europei e Italiani.
-        La gara 5D , di introduzione al 3D Fita e aperta anche all’arco Olimpico, che verrà sperimentata l’8 Maggio 2011 a Castiglione Olona
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Nutro inoltre enorme ammirazione per gli ideatori ed organizzatori dei due maggiori eventi arcieristici mondiali: la gara di Las Vegas con oltre 1600 partecipanti  e quella di Nimes con oltre 1200 partecipanti.
Già, i due maggiori eventi arcieristici mondiali sono considerati tali per il numero di partecipanti e semmai per il montepremi complessivo in palio, non per il titolo che assegnano in sé.
Tanti partecipanti che portano tanti soldi che diventano tanti premi, in un ciclo positivo moltiplicatore che viene arrestato solo dalle dimensioni degli impianti.
Deprimente il confronto tra quello che dovrebbe esser l’evento Indoor più importante dell’anno in Europa, i Campionati Europei Indoor in Spagna con poco più di 200 partecipanti, e la gara di Nimes con gli  oltre 1200 partecipanti. Da un lato, costi altissimi di partecipazione e organizzazione e premi inesistenti, dall’altro una vera festa dell’arcieria a costo modesto per tutti  e premi per il 30% dei partecipanti. Evidentemente, una formula vecchia ed obsoleta contro il nuovo modo di vedere il tiro con l’arco nella realtà mondiale. Ed in un mondo in crisi economica, sperare di continuare a mungere denaro pubblico per spenderlo in organizzazione di gare che non si ripagherebbero mai da sole è pura follia.

Affezionati abitanti dell’Arcosfera, possibile che in Italia non si sia in grado di organizzare un evento arcieristico con migliaia di partecipanti, che si auto finanzi senza costare decine o centinaia di migliaia di euro alle stressate finanze nazionali , che sia pure di assoluto gradimento per i partecipanti e che faccia veramente parlare di sé?

Da anni sostengo che i nostri campionati nazionali indoor hanno il potenziale per trasformarsi in tale tipo di evento, ed il mio progetto di massima è stato proposto più volte all’attenzione della FITARCO, incontrando il solito, eterno muro di gomma .
Tre giorni, 3000 partecipanti, 50.000 Euro di montepremi … Non è solo un sogno, è una ipotesi realizzabile e per i dettagli ed una discussione approfondita vi rimando al topic specifico sul  Forum della CAM , ma questa è solo una delle possibilità.

Insomma, tutto si può fare, tutto si può realizzare e il tiro con l’arco ha bisogno assoluto dello sforzo di tutti nel superare gli schemi obsoleti attuali e proiettarsi il più in fretta possibile verso una crescita reale, che può venire solo dall’aumento del numero dei praticanti e non certo dall’inesistente o sporadico pubblico televisivo.

Ma per avere più praticanti e più partecipanti, signori miei, serve soprattutto un  po’ di fantasia…







martedì 1 marzo 2011

432, 673, nessuno

Mancano pochi giorni ai Campionati Italiani Indoor di Padova, durante i quali verranno assegnati i titoli invernali della nostra arcosfera.
C’e’ chi vive l’attesa con ansia, chi con speranza, chi semplicemente come un dovere.
Tutti coloro che agli italiani indoor hanno già partecipato altre volte in un qualsiasi ruolo temono però  un solo lungo momento di questa festa dell’arcieria italiana: le terrificanti cerimonie di premiazione!

Già, gli italiani indoor sono da sempre l’apoteosi della premiazione assoluta , l’estrinsecazione finale della inguardabilità delle nostre gare. Quando un annunciatore deve nominare centinaia e centinaia di nomi tra premiati e premianti, l’insieme della cerimonia, fortunatamente suddivisa in tre giorni, diviene un supplizio cui non si vede l’ora di sottrarsi.
Qualche numero relativo ai nomi che lo speaker deve pronunciare in premiazione, per capire perché è praticamente impossibile che un individuo non costretto da un ruolo istituzionale o lavorativo possa assistere per intero alla cerimonia e tutti fuggano una volta ritirato il proprio premio:

-        Autorità che premiano 72 podi  x 3 premianti = 216
-        Atleti sul podio (individuali e squadre): 432
-        Arbitri premiati: 15 circa
-        Personalità, organizzatori e sponsor premiati: 10 circa
-        Totale persone nominate dallo speaker a vario titolo: 673 minimo

Siamo proprio sicuri che premiazioni del genere abbiano senso?
Il dubbio viene sicuramente a tutti ogni volta durante le desolanti premiazioni delle gare indoor di calendario, dove su di una media  di una settantina di chiamati sul podio (su magari poco più di 100 partecipanti) , si presentano solo in 20 e spesso pure i vincitori presenti all’ultimo turno di gara se ne vanno senza partecipare alla premiazione.
Ma la certezza, la certezza che tutto ciò non abbia senso viene dopo aver assistito, e pochi ci riescono fino alla fine, alle premiazioni degli Italiani Indoor.
Nomi, nomi, nomi ripetuti ciascuno decine di volte,  applausi sempre più stanchi, pubblico sempre meno numeroso fino all’ultimo podio, dove solo i preminti, i premianti e quelli che (purtroppo per loro) devono viaggiare nelle stesse auto per il ritorno a casa assistono al mesto ammaina bandiera.

Mi sono chiesto quanto durerebbero  le premiazioni di gare come quella di Las Vegaso di Nimes se venissero fatta in stile FITARCO…. Ma per fortuna, là l’efficienza domina. A Nimes il podio è solo per i vincitori assoluti, e già si sprecano chiamando sul podio anche Juniores e allievi. Tutti gli altri, inclusi i vincitori dei tornei secondari,  ritirano direttamante il loro premio in segreteria.
A Las Vegas vengono addirittura chiamati tutti insieme su di un unico grande podio i soli vincitori delle varie divisioni, i soli Ori, per intenderci. Una trentina di premiati in totale, inclusi sponsor. Tutti gli altri, direttamente alla cassa a ritirare i loro premi.

Esistono tante vie di mezzo e possibili soluzioni al problema, ma se continuiamo voler accontentare tutti, continueremo a scontentare tutti e a perdere totalmente sul fronte dell’immagine verso i media. In quale sport salgono sul podio oltre il 50% dei partecipanti ad un Campionato Italiano?
Come è possibile fare un comunicato stampa o redigere un articolo qualsiasi su di un campionato dove occorrerebbe citare 432 medagliati?
Come si può pensare di documentare fotograficamente una collezione di  ben 72 podi? 
Un numero speciale solo fotografico di Arcieri?  Ma la Fitarco non mette neppure le foto sul suo sito web, immaginarsi sulla rivista Arcieri dove al massimo ci sono le micro foto di una decina di podi soltanto. 
La sera di domenica 6 Marzo a Padova al solito i premiati verranno chiamati alla foto collettiva finale di chiusura dei Campionati. L’unica cosa che renderà realizzabile la foto stessa sarà che dei premiati e dei premiandi dell’ultimo giorno di gara in quel momento saranno presenti solo una ottantina di persone al massimo. Tutti gli altri se ne saranno già andati. Peraltro, una foto con 500 persone dentro non sarebbe neppure realizzabile, e quindi meglio così.

Meglio così ????

mercoledì 16 febbraio 2011

Deferito! /4

Ed eccoci finalmente alla puntata conclusiva della telenovela di Deferito, che vi ha già visto attenti e numerosi  lettori nelle tre puntate precedenti.

Il 3 di Dicembre, come da richiesta della commissione di Giustizia, mi sono ripresentato  in via Vitorchiano a Roma  per la seconda udienza, durante la quale è stato ascoltata la testimonianza di Fausto Penenstrì. Durante la stessa, Pennestrì ha ribadito quasi alla lettera quanto riportato nel suo esposto, inclusa l’affermazione che quando si era riferito ai 5 Milioni di euro di bilancio nel colloquio con me, li intendeva come somma di 2,5 milioni di entrate e 2,5 Milioni di uscite.
Personalmente ho ribadito ancora una volta che i dati di bilancio 2009 dicevano altro, essendo composti da 3,3  milioni di entrate, 3,1 di uscite , mentre il totale delle disponibilità 2009, entrate più riserve, ammontava appunto a oltre 5 Milioni.
L’arringa finale del Procuratore Federale (già, c’e pure l’arringa finale…) mi coglieva a questo punto un po’ di sorpresa… Il Procuratore ribadiva tutte le accuse, anche quelle evidentemente non sostenibili come appunto quella del travisamento intenzionale dei dati di bilancio, cui aggiungeva l’accusa di aver usato terminologie ambigue nel mio blog che potevano aver tratto in inganno i lettori meno preparati facendo appunto supporre l’occultamento di somme di denaro. In pratica, sostenendo che siccome i lettori arcieri del blog non sono sufficientemente preparati, avrebbero potuto  aver capito roma per toma anche se non era stato scritto. Ha concluso l’aringa richiedendo come sanzioni 4 mesi di sospensione per il sottoscritto e 15 quote di affiliazione di multa per la società per responsabilità oggettiva.
Nella mia dichiarazione finale (già, c’e anche la dichiarazione finale dell’imputato..), ho ribadito l’assoluta pretestuosità del procedimento, in quanto le prove documentali (bilancio Fitarco 2009) smentivano tutti i presupposti dello stesso, ed ho richiesto l’assoluzione con formula piena.

La corte si è ritirata per deliberare, sono uscito dalla sala riunioni, ed ho passato un paio d’ore negli uffici Fitarco in attesa.  Ma dopo due ore, chieste notizie, ho scoperto che la corte se ne era andata a pranzo e quindi essendo le 15:00 circa me ne sono andato all’aeroporto.

Dal 3 Dicembre ho telefonato più volte in FITARCO per sapere che fine avesse fatto la sentenza della Commissione di Giustizia., senza avere notizie. Durante una telefonata attorno al 20 di Dicembre ho anche fatto notare all’impiegata preposta che i termini per il giudizio previsti dal Regolamento di Giustizia erano ampiamente scaduti, ma la risposta immediata (evidentemente non ero il primo a far notare una simile situazione) è stata che tali termini (tutti quelli relativi all’operato degli organi di giustizia) non erano “perentori” ma “ordinatori”  e pertanto …non contavano.
Ed è venuto il Natale, trascorso in famiglia in allegria e fortunatamente senza neve…(unico disturbo, una letterina ricevuta la vigilia, di cui parlerò poi... )
Poi è venuto Capodanno, con un discreto cenone della vigilia (non valeva la cifra… ma non era male..)

Martedì 4 Gennaio mattina ho ricevuto una telefonata da FITARCO che mi invitava a confermare di aver ricevuto la mail nella stessa data con cui mi veniva  notificata la sentenza della commissione di Giustizia che potete leggere cliccando sul link.

Ho letto rapidamente la sentenza, saltando le motivazioni e andando direttamente alla conclusione: 45 gg di sospensione e 10 quote di affiliazione di multa alla società,  ed ho inviato mail di conferma della ricezione.
La sospensione a regolamento scattava dal giorno. successivo la notifica  e quindi dal 5 di Gennaio.
I 45 gg si concluderanno quindi il 19 di Febbraio, giusto in tempo per garantirmi la presenza alla Assemblea Nazionale 2011 prevista per il 20 Febbraio a Riccione, alla quale ovviamente non mancherò.
La sentenza potete leggerla con calma e farvi una vostra idea, ma  in pratica, in essa non sono state accolte, come ovvio di fronte al bilancio, le rimostranze di Penenstrì, con le divergenze tra le cifre intepretate come mero malinteso tra noi due dovuto alla brevità del colloquio intercorso.
Ma sono stato condannato invece proprio per essermi espresso in modo che poteva dare adito a cattive interpretazioni da parte dei lettori e la mia società è stata condannata semplicemente perchè in Fitarco le società vengono sempre condannate per responsabilità oggettiva anche per fatti che esulano completamente dal loro controllo.

Potevo ovviamente fare ricorso, visto che la sentenza tralascia bellamente alcune dichiarazioni da me rese in giudizio e mi attribuisce addirittura la colpa di non essermi recato a Roma a richiedere lumi sul bilancio per mera convenienza personale (risparmiare il viaggio), quando evidentemente non avrei mai potuto farlo per un bilancio non ancora approvato.
Il ricorso comunque non avrebbe sospeso le pene e mi sarebbe costato un altro sproposito, probabilmente senza alcun pratico risultato. Sono tuttora in attesa del risultato di un ricorso alla Commissione Unica di Appello presentato nel 1997 … 350.000 Lire del vecchio conio come tassa di ricorso di allora e il nulla assoluto … Inoltre,  la storia aveva ormai preso una svolta inaspettata che rendeva inutile continuare con le dissertazioni regolamentari.

Ho quindi diligentemente cancellato la mia iscrizione all’unica gara di calendario Indoor cui intendevo partecipare, il Campionato Regione Lombardia,  ed altrettanto diligentemente ho delegato tutto il delegabile alla Segretaria della società, organizzazione della gara CAM del 4-5-6 Febbraio inclusa.

Intanto, la telenovela “Deferito” finisce qui, salvo sorprese, visto che mi dicono che tra Presidente e Consiglieri Fitarco ci sono stati intensi scambi di mail per raggiungere una possibile unanimità nel ricorrere loro in Appello contro la sentenza per farmi inasprire la pena, giudicata troppo lieve. Vedremo.

Ma la svolta inaspettata che ho sopra menzionato e che ha ormai cambiato i termini del contendere è stata una citazione presso il tribunale di Roma notificatami proprio la vigilia di Natale e che potete leggere seguendo il link.
La FITARCO mi aveva  fatto causa per danni di immagine e voleva da me 100.000 Euro di risarcimento.
La prima udienza è fissata a Luglio.

Ovvio che questa ora è tutta un’altra storia… 

lunedì 7 febbraio 2011

Sognando una rivista vera /2

Lo so, qualche volta mi ripeto, e nel caso delle riviste arcieristiche italiane penso che poco sia da aggiungere a quanto già commentato in Sognando una rivista vera nel novembre del 2009. http://arcosfera.blogspot.com/2009/10/sognare-una-rivista-vera.html
Ma sono anche testardo  e convinto che con un po’ di  pressione da parte dei lettori dell’arcosfera qualcosa, magari prima o poi, magari forse, possa cambiare.

Le nostre due riviste nazionali hanno subito cambiamenti, nel 2010.
Non ve ne siete accorti? 
Già, i cambiamenti non sono stati certo epocali, ma piccolissimi tentativi di miglioramento, con esito purtroppo ininfluente sull’immagine finale del prodotto.
Arcieri ha iniziato ad utilizzare le foto di Dean Alberga, il fotografo ufficiale della FITA, per quanto riguarda le manifestazioni internazionali. La qualità del foto degli eventi internazionali è indubbiamente migliorata, ma solo all’occhio dell’esperto, perché la persistente  pessima qualità di stampa e le micro dimensioni delle foto hanno praticamente vanificato il tentativo di miglioramento.
Arco invece ha subito prima una ristrutturazione grafica ed un cambio di redazione, poi ha scontato il terribile lutto della perdita dell’’amico Nicola Bucci, creatore e anima della rivista da sempre. La combinazione dei due fattori ha portato il risultato finale a precipitare in abissi di illeggibilità mai neppure sfiorati in passato.

Nelle ultime settimane ho letto e sfogliato un bel po’ di riviste recenti. Dalla edizione di The Bow distribuita alla finale della Coppa del mondo di Edimburgo il Settembre scorso, con la presentazione di tutti I partecipanti alla stessa, fino alla rivista istituzionale della FITA con l’escursus sulla stagione 2010, passando attraverso quattro numeri di Bogensport con sintesi dei principali avvenimenti mondiali da Agosto 2010 al Face to Face di Dicembre.
Il confronto con le riviste italiane  è impietoso. 
Nessuna delle riviste italiane presenta gli eventi internazionali prima del loro svolgimento, nessuna parla se non degli italiani presenti alle gare, nessuna pubblica articoli di tecnici di livello  internazionale, nessuna riesce neppure a ricapitolare cosa succede nel tiro con l’arco mondiale. Nessuna, soprattutto, è in grado di creare  un interesse qualsiasi nello sporadico lettore.
Bogensport 1/2011 e le altre
Arcieri negli ultimo due numeri è l’apoteosi della politicizzazione dei contenuti, con l’esteso utilizzo della tecnica dell’omissione parziale o della comunicazione  minimale per informare o meglio non informare sulla gestione federale.  Clamoroso il caso dell’allenatrice Coreana  Mrs. “Sally” Park, assunta per la nostra nazionale femminile. Si capisce della sua possibile assunzione dal sunto di un verbale di consiglio federale sul nr. 5/2010 e si scopre che è ormai in Italia da un trafiletto sul numero 6, dove viene citata come tecnico della squadra femminile. Nello stesso piccolo riquadro a sfondo azzurro, si scopre inoltre che Filippo Clini da tecnico della squadra maschile è diventato Tecnico di Supporto e dei Materiali e Pietro Suk ha preso il suo posto.
Possibile che una ristrutturazione tecnica centrale di tale portata non meritasse un articolo con spiegazioni dettagliate?  Possibile che “Sally” Park, ex olimpionica e ex coach della nazionale di Singapore non meritasse almeno una foto e due righe di presentazione?  Solo per fare un esempio di informazione quantomeno parziale, se non di omissioni intenzionali.

Arco invece sull’ultimo numero è la quintessenza della confusione di ruoli. 
Notoriamente, Arco è in primis la rivista ufficiale della FIARC, ed in quella direzione serve agli stessi compiti politici di Arcieri nei confronti FITARCO. Ma da quasi sempre, la editrice Greentime ha un accordo di collaborazione anche con FITARCO,  che porta la rivista anche ad occuparsi in modo abbastanza confuso e casuale del mondo FITA italiano. Poi, da poco più di un anno, Arco ha anche una pagina dedicata al mondo EMAU (FITA in Europa), che viene riempita per motivi misteriosi sia in italiano che con la traduzione in inglese dello stesso articolo. Ci si chiede: ma se è destinata alle federazioni dell’EMAU, il testo in italiano è di totale inutilità… Poi,  Arco ha anche da anni una mezza pagina dedicata all’Aniata (Associazione Nazionale Istruttori e Allenatori Tiro con l’Arco). Qu invece ci si chiede, visto che gli iscritti alla associazione sono pochissimi, a che serva, ma questa è un’altra storia. Per ultimo, ecco alla fine anche la pagina dedicata agli Arcieri cacciatori di Federcaccia, incomprensibile ed illeggibile da parte dei non addetti ai lavori.
L’insieme delle varie anime di Arco e la confusione che evidentemente regna sovrana nel dopo Bucci porta quindi  il numero 6/2010 a pubblicare articoli tipo “La grinta del Cucciolo”, sui successi di un 13enne FIARC che pare sia un fenomeno con il long bow (ma fenomeno rispetto a chi?),  accanto ad un articolo super succinto sulla finale di Coppa del mondo FITA di Edimburgo e sulla vittoria del nostro Pagni, per proseguire con “Il rendevouz del solstizio”,  dedicato alla terza edizione fiera dell’arcieria (ma di quale  arcieria?), alla promozione FITARC nelle scuole (?), alla notizia che i Grand Prix Emau saranno Open nel 2011 e ai riferimenti di legge per la  caccia di selezione in Toscana.
Non me ne vogliano i vari redattori dei singoli articoli di Arco, sto criticando non i loro contenuti, ma la totale assenza di un quadro generale nei  quali inserirli. La mancanza di una linea editoriale, insomma.

Le due riviste Italiane, unite in una sola a cadenza mensile e sottratte ai finanziamenti diretti delle due federazioni riuscirebbero senz’altro a coprirea adeguatamente il mondo del tiro con l’arco italiano e mondiale ed a risultare magari leggibili anche ai non addetti ai lavori. Ci riescono le riviste come Bogensport e The Bow, quindi è possibili. Così come sono, non sono solo brutte, sono pure controproducenti. Diversi nuovi iscritti alla FITARCo da me interpellati mi dicono che sfogliano Arcieri e poi lo buttano, non trovandovi  niente di  interessante e comprensibile al loro livello di neofiti. Arco invece non sanno neppure che esiste, essendo praticamnte introvabile nelle edicole. E forse è un bene…

Il numerro di Gennaio 2011 di Bogensport  è invece una festa per gli occhi, se non per i testi (il tedesco mi è un po’ ostico), sicuramente per le foto e per i contenuti.
  • Copertina dedicata alla bellissima ex miss Thailandia, arciera attiva a livello internazionale.
  • Articolo  sugli allenamenti con l’arco di Russel Crowe per prepararsi alla parte di Robin Hood.
  • Articolo sulla chinesiologia applicata al tiro con l’arco
  • Intervista alla ex  Miss Thailandia
  • Articolo sulle novità Hoyt compound per il 2011
  • Articolo sui flettenti Francesi full Carbon UUKHA  con test di prestazioni
  • Articolo sulla nostra Natalia Valeeva in visita al centro Beiter con tutta la famiglia.
  • Intervista con il campione Compound tedesco Allievi
  • Paginole triplo con le sequenze fotografiche del tiro di alcuni dei finalisti della coppa dlemondo di Edimburgo
  • Sei pagine con tutti i record mondiali FITA aggiornati a fine 2010
  • Intervista al tecnico Robert Hesse
  • Test del nuovo arco compound Alpine Concorde Target
  • Articolo sulla pianificazione di un raduno di allenamento
  • Articolo di Andreas Lorenz sullo sviluppo dlle nuove gare per compound
  • Aggiornamento sulla situazione della Bundersliga (circuito di campionato indoor a squadre di club)
  • Due pagine dedicate all'elenco di tutti i 1400 FITA e dei materiali da loro utilizzati
  • Articolo di GeorgeTeckmitchov  sulle motivazioni nel tiro al chiuso.
  • Poi ancora vita di club, presentazioni materiali e tanta, tanta pubblicità di prodotti arcieristici e novità di tutte marche.

Natalia Valeeva e famiglia su Bogensport 1/2011
Nel prossimo numero:di Bogensport,  resoconti e cronache dal Face to Face e da  Nimes 2011 e novità dall’ATA Show di Indianapolis (la fiera del tiro con l’arco mondiale, quella vera)

Bè,  sono convinto che anche la semplice traduzione di Bogensport con la sola sostituzione degli articoli specifici  del mondo tedesco (pochi comunque) darebbe luogo ad una rivista vendibilissima in Italia.
Chissà mai, che qualcuno prima o poi non ci pensi, sognando una rivista vera…

martedì 18 gennaio 2011

Queste Regioni le chiudiamo?

Due anni fa, quando inviai a tutte le società FITARCO la mia presentazione come candidato al Consiglio Federale, promisi nella stessa che se eletto avrei attivato programmi specifici  per l’aumento dei tesserati in Italia. Il come, derivava da uno studio che avevo fatto in relazione alla percentuale di tesserati FITARCO rispetto alla popolazione delle singole regioni italiane. Lo studio mi diceva che con interventi mirati in alcune regioni specifiche esisteva la possibilità di incrementare il numero di tesserati in quelle regioni in modo relativamente semplice.
Non sono stato eletto, e quindi il progetto è rimasto nella mia mente e lo studio nel mio computer.
Ma nei primissimi giorni del 2011, osservando le statistiche tesserati sul sito FITARCO, mi è venuto in mente di ripescare il vecchio studio e confrontarne i dati con i tesserati di inizio 2011.
La tabellina risultante è stata la seguente, che potete consultare più agevolmente scaricandola in grande formato da questo link.

Ragazzi, mi sono detto, la situazione non solo non è migliorata, in quelle regioni, ma sta precipitando apparentemente senza scampo verso il collasso completo.
I dati su cui si basa l’analisi sono i seguenti:
  • I numeri della popolazione delle regioni (ricavati da Wikipedia
  •  I numeri dei tesserati al 31/12/2008 per regione
  •  I numeri dei tesserati al 1/01/2011 per regione

I confronti sono fatti:
  • Tra tesserati e abitanti per regione
  • Tra percentuale tesserati di una regione e media nazionale

I due indici finali sono calcolati come seguenti:
  • L’indice di crescita relativa, è la differenza tra le due percentuali Tesserati/Popolazione
  • L’indice di crescita assoluta è la differenza percentuale tra il numero assoluto di tesserati, dedotta la quota di calo nazionale del 8,8%

Superfluo specificare che il colore verde nella tabella significa situazione positiva e il rosso significa situazione negativa.

I dati sono impressionanti. Se sei regioni mostrano una percentuale Tesserati/Abitanti inferiore alla media nazionale, di queste solo una, la Calabria, mostra indici di crescita positivi.
Ma ben 4 regioni hanno tutti gli indicatori in negativo, e tra queste spicca sicuramente la Campania, all’ultimo posto con un –21% in crescita assoluta, seguita al penultimo dalla Sicilia con un – 15%  e al terzultimo dalla Puglia.
Ma se tra il 2008 e il 2011 la piccola Basilicata è stata la sola ad emergere nettamente dalla zona “rossa”,  con un brillante +42%, sono invece andate in “rosso” nel 2011 nettamente la Liguria, con  – 14%, Trento, Bolzano e la Valle d’Aosta addirittura con –29%

Se la FITARCO fosse un’azienda ed i suoi Comitati Regionali le agenzie di rappresentanza sul territorio, si porrebbe immediatamente un problema  di redditività delle agenzie stesse.
In particolare, quando alcune delle aree più popolate d’Italia come la Campania, 5,8 Milioni di abitanti e 503 tesserati, la Sicilia, 5 Milioni di abitanti e 477 tesserati e la Puglia, 4 Milioni di Abitanti e 424 tesserati mostrano un trend di “vendita” del prodotto arcieristico disastrosamente negativo,  un intervento i diretto sarebbe indilazionabile.
Ci rendiamo conto che se quasi 15 milioni di abitanti sono rappresentati da circa 1400 arcieri soltanto invece degli oltre 5000 che vorrebbe la media nazionale, con in più un trend di crescita nettamente negativo, è lì che le attenzioni devono concentrarsi per recuperare nuovi tesserati?
E non parlatemi di situazione  socio economica, perché non ha senso, quando Basilicata e Calabria crescono, ma parliamo magari invece di situazione sclerotizzata a livello locale.
Forse, è ora di cambiare radicalmente la gestione locale FITARCO di queste Regioni, che evidentemente non stanno lavorando nella direzione della crescita generale.
Un azienda attenta al mercato, alla crescita  ed al profitto, se le proprie filiali non producono, prima cambia la Dirigenza locale e poi, se proprio non si riesce a fare nulla , le chiude. Almeno, non ci saranno i profitti  ma neppure le spese.
La domanda provocatoria al Consiglio Federale FITARCO è proprio questa:
Cambiamo i venditori locali o chiudiamo le agenzie?

Comunque, con urgenza e prima che sia troppo tardi. 

mercoledì 12 gennaio 2011

Sono sempre qui !

Lo so, è da parecchio che Arcosfera è silenzioso.
Niente nuovi articoli, niente nuove notizie, niente nuove proposte e niente nuove proteste.
Molti si si saranno chiesti se il deferimento di cui ho ampiamente parlato  mi abbia tolto il piacere di scrivere su Arcosfera. Questi molti, ovviamente, sono quelli che non mi conoscono.

Ho lasciato solo tranquillo l’ecosistema FITARCO  durante le feste di fine anno, che peraltro ho utilizzato pure io per cercare un poco di tranquillità e riprendere la stesura de “L’Arciere Eretico II”
Ma il 2011 è ormai già inoltrato, la stagione agonistica di vertice inizia la settimana prossima con l’Internazionale Indoor di Nimes e fra esattamente sei mesi sapremo se ci saremo qualificati per le Olimpiadi di Londra 2012.
Non sono quindi gli argomenti per Arcosfera che mi mancano  e parecchi articoli sono in fase di preparazione da tempo e sono quasi pronti per la pubblicazione. Tra questi:

Ma il nostro livello tecnico sta aumentando?
Un confronto tra le prestazioni di vertice di inizio tagione degli ultimi 10 anni

Queste regioni le chiudiamo?
Una analisi del trend del tesseramento  FITARCO a livello di Regioni, con l’evidenziazione delle regioni che sono in una situazione arcieristicamente tragica.  

Un po’ di fantasia
Come l’uso della fantasia aiuta ad uscire dagli schemi ripetititivi esistenti nell’organizzazione gare e può dare nuovo impulso alle partecipazioni alle gare stesse.

Una giustizia da riformare /2
Un punto molto pericoloso e misconosciuto della giustizia sportiva FITARCO: la responsabilità oggettiva

Volendo Violare
Quante violazioni dello statuto e dei regolamenti da parte di tutti non vengono di fatto perseguite?

Sognando una rivista vera /2
La penosa situazione delle due riviste nazionali, Arco e Arcieri.

E tanti altri argomenti, tra i quali ovviamente “Deferito /4”, la tanto attesa puntata conclusiva della prima stagione della saga di “Tre numeri magici”, la cui seconda stagione verrà messa in onda su questo canale a partire dal 21 Febbraio prossimo. Ohhps, mi direte, ma non siamo in TV.  Lo so, ma se si parla di telenovele, che ci posso fare…Mi adeguo ... 

A tutti gli affezionati lettori, bentornati nell’Arcosfera e Buon 2011 !

giovedì 25 novembre 2010

Ma i tiratori compound sono felici? /2

Poco più di un anno fa, pubblicavo su Arcosfera  l’articolo a medesimo titolo, dando luogo a numerose polemiche principalmente sollevate da quelli che l’articolo non lo avevano capito per nulla. Una bella rilettura, dello stesso è quindi comunque auspicabile per non perdere il filo del discorso nella nostra arcosfera…

Giunti alla fine dell’anno di sperimentazione della nuova formula di gara su bersagli Hit and Miss per compound, il Consiglio della FITA ha visionato le conclusioni sulla sperimentazione stessa sottoposte dal TAC (Target Archery Committee) e ha delineato definitivamente il 2011 per i tiratori compound, sconvolgendo completamente quanto fatto e sostenuto precedentemente.
Che la gara Hit and Miss non fosse stata  neppure da proporre, essendo un assurdo tecnico, lo sostenevano in tanti, compreso il sottoscritto. Che il regolamento della gara fosse viziato da errori di anche vistosi, tipo gli spareggi basati sul risultato della gara di qualificazione, era pure evidente, ed infatti la correzione con il ritorno agli spareggi alla freccia più vicina al centro è avvenuta a metà anno.
Ma che tutta l’esperienza fatta ed un intero sistema fosse da buttare a mare integralmente dopo brevissima sperimentazione francamente è qualcosa giunto inaspettato.

Le lamentele principali erano sulla troppa aleatorietà del singolo scontro a tre frecce e sulla eccessiva difficoltà per le donne.
Le proposte del TAC al Consiglio FITA  sono state di utilizzare il conteggio complessivo degli Hit su 15 frecce per decidere il match, oppure di abbandonare il sistema passando a scontri a set  sul bersaglio da 80 cm a 50 mt.
Ovvio che per coerenza rispetto all’obbiettivo della creazione di una gara completamente nuova, la soluzione corretta avrebbe dovuto essere la prima.  Invece, non è stata neppure la seconda.
Con un assurdo tratto di penna, il consiglio FITA ha cancellato l’intera sperimentazione e le sue conclusioni e persino i concetti di base in base ai quali l’intero sistema degli scontri diretti è passato ai set a partire dal 2010, istituendo solo per i compound all’aperto gli gli scontri diretti a punteggio a 15 frecce a 50 mt per tutte le fasi della gara, finali comprese.

In pratica, il bersaglio Hit and Miss è stato  archiviato per sempre, con buona pace delle aziende che lo hanno prodotto e dei negozianti che lo hanno a magazzino, nonché di un anno di ricerca da parte dei tiratori di diottre e lenti per poterci tirare sopra , facendo ritornare  la gara compound ad una situazione identica a quella del 2009, solo a 50 mt invece che a 70 mt.
Ora, se qualche dirigente arcieristico di qualsiasi livello volesse sinceramente affermare che fare scontri a 50 mt su bersaglio da 80 cm sia diverso dal fare scontri a 70 mt su bersagli da 122 cm,  dovremmo cortesemente pregarlo di dare immediatamente le dimissioni ed andare ad occuparsi di una bocciofila (con il massimo rispetto per i praticanti delle bocce, ovviamente).
La FITA ha reinventato l’acqua calda, autocancellandosi tutte le saccenti elucubrazioni sulla “gara diversa” spacciate ovunque per oltre un anno e mezzo.

Nel mondo la notizia della morte prematura del bersaglio Hit an Miss è stata accolta con reazioni diverse.  In tripudio gli americani, che non lo amavano per nulla. Indifferenti i francesi, che nel loro paese a oggi non hanno ancora introdotto neppure gli scontri a set e che le gare Hit and Miss le hanno viste solo su internet.
In Italia, l’unico esperimento noto di gara Hit and Miss è stato in una amichevole a fine Agosto. La gara era quantomeno divertente, ma necessitava di aggiustamenti. Non di una cancellazione.
Montichiari - BS - 29 Agosto 2010
Ma in Italia nel 2011 si tireranno praticamente solo FITA, visto che i 70 mt round e i 50 mt round non conteranno per la qualificazione ai campionati Italiani e quindi la scomparsa, anzi la NON comparsa della gara Hit and Miss finirà nelle cronache attorno al fuoco delle serate di memorie arcieristiche.
Un arciere ha chiesto sul forum CAM :
“In contesto Olimpiadi per i CO......cambia qualcosa?”
Ho commentato:
“Così continuamente cambiando, alle Olimpiadi i compound non ci andranno mai ...”

Ma i tiratori compound, sono felici?


lunedì 15 novembre 2010

Deferito! /3

Riprendo Arcosfera dopo oltre tre settimane di pausa, scusandomi coni lettori per il colpevole ritardo nell’aggiornarli in particolare sulla evoluzione del mio deferimento. Purtroppo, il lavoro e una gara da organizzare hanno preso tutto il mio tempo disponibile, ma ora rieccomi qua…

Molti mi hanno chiesto nelle ultime settimane, sia personalmente che via mail, come sia andata finire l’udienza del 22 ottobre ..
Rispondo subito che non è andata a finire… nel senso che ci sarà un’altra udienza il 3 Dicembre, ma con presupposti decisamente diversi.

Ma ritorniamo con ordine.
Il 22 ottobre mattina sono atterrato puntualissimo a Fiumicino con Easyjet  (la migliore compagnia aerea .. Italiana) alle 8:00, ho noleggiato un'auto ed ho cercato di raggiungere la sede Fitarco di via Vitorchiano.
Dico cercato, perché code interminabili, lavori in corso e segnaletica nascosta dagli stessi mi hanno portato prima diretto verso Roma centro imbottigliato in un traffico semplicemente assurdo, poi a fare inversione, ritornare verso il raccordo anulare per riprenderlo in direzione nord, ed infine ad arrivare in via Vitorchiano  113/115 alle 10:30 circa soltanto.
La palazzina che ospita la Fitarco, per chi non la conoscesse, ospita anche diverse altre federazioni nazionali CONI ed è raggiungibile solo  da un sovrappasso semi nascosto che si può imboccare, venendo dal raccordo anulare, unicamente indovinando la seconda uscita “Grotta rossa”. Per fortuna, conosco bene la strada avendo frequentato la sede FITARCO per tantissimi anni in veste di consigliere federale , ma tante volte mi sono trovato a dover spiegare al “tassinaro”di turno come raggiungere la difficile meta.  Superfluo aggiungere  che in orario lavorativo trovare un parcheggio nei pressi della palazzina può anche richieder tempi biblici, ma fortunatamente,  questa volta  il parcheggio almeno l’ho trovato subito.  
Per fortuna, non ero comunque l’ultimo, perché anche un membro della commissione di giustizia si era trovato in simili problemi ed è arrivato subito dopo di me.
L’udienza quindi è iniziata solo poco prima delle 11:00 e con mia sorpresa  mi sono trovato in una delle sale riunioni comuni della palazzina alla presenza di altre cinque persone soltanto: i tre membri della Commissione di Giustizia, gli avvocati Amos Benni (Ancona), Santi Pappalardo (Catania) e Massimo Andrea Chiocca (Genova), poi il Procuratore Federale, l’avvocato Stefano Comellini (Torino) ed in fine Luisa Falconi della Fitarco che fungeva da segretaria e verbalizzava le dichiarazioni.
L’avvocato Benni , quale membro più anziano, fungeva d presidente della Commissione di Giustizia.
Non avevo mai avuto occasione di incontrare personalmente i tre membri della commissione, anche se facevo parte del Consiglio Federale che li aveva nominati per la prima volta oltre dieci anni fa. Non che non avessi mai avuto a che fare negli anni in diversi ruoli con la giustizia federale, ma l’ultima mia comparizione davanti alla Commissione di Giustizia risaliva al 1997, quindi prima della loro nomina. Conoscevo invece già l’avvocato Comellini per un audienza di indagine svolatasi a Torino ad inizio anno.
Il mio massimo stupore è ovviamente derivato dal fatto che ero presente solo io, in qualità di deferito, ma non colui che mi aveva denunciato, il Ragioniere  Fausto Pennestrì, pur in un caso dove il colloquio riferito in due versioni diverse non aveva avuto testimoni.

La soluzione più semplice per raccontare quanto successo sarebbe pubblicare qui il verbale dell’udienza che pure ho sottoscritto,  ma mi mi è stato detto che in questa fase non posso averne copia.
Vedo pertanto di sintetizzare:
  • Ho dichiarato che ero stupito della conferma  deferimento,  aspettandomi un archiviazione proprio perché nelle contro deduzioni nviate emergeva chiaramente che le informazioni reali verificate sul complessivo stimabile del bilancio Federale ( 5 milioni di Euro circa) coincidevano con le affermazioni di Pennestrì  da me riportate su Arcosfera e che comunque la sua affermazione che i 5 milioni di cui si parlava fossero il frutto del “giro” di 2,5 milioni di entrate e 2,5 milioni di uscite (come scritto nella sua denuncia di cui ho copia) non avesse alcun significato contabile e amministrativo in qualsiasi tipo di definizione di bilancio e quindi tantomeno potesse essere stato utilizzato da  un Revisore Contabile in qualsiasi conversazione.
  • Mi sono quindi detto costretto a denunciare che le affermazioni di Pennestrì contenute nella denuncia erano evidentemente false rispetto  al vero a suo tempo comunicatomi, supportato in ciò dall’evidenza del bilancio certificato 2009 della Fitarco che è per di più controfirmato dallo stesso Pennestrì.
  • A fronte di quanto sopra, il Presidente della Commissione di Giustizia ha richiesto al Procuratore Federale cosa intendesse fare  ed a questo punto il procuratore ha suggerito come passo successivo la convocazione di Fausto Pennestrì davanti alla Commissione di Giustizia, in una nuova udienza fissata per il giorno 3 Dicembre alle 10:30 ed alla quale sono stato invitato pure io ad intervenire.
Non sto a tediarvi con altri particolari del dibattimento, spesso quasi incomprensibili pure a me perché viziati dalla similitudine con il codice di procedura penale.
Durante lo stesso  ho dovuto comunque anche precisare che il Blog Arcosfera  non ha alcuna relazione con la CAM – Compagnia Arcieri Monica A.S.D. di cui sono Presidente, essendo correlato invece ad una SRL di cui sono Amministratore, in quanto il deferimento disposto dal Procuratore Federale, come avrete letto, era stato fatto anche nei confronti della CAM per responsabilità oggettiva.
Non ho ancora ricevuto ad oggi una convocazione formale per l’udienza del 3 Dicembre.  Ho telefonato in Fitarco per chiedere conferma della data  ( mi è stata confermata) e della mia convocazione (sono in attesa), ma comunque a Roma il 3 Dicembre ci sarò, come imputato, testimone o magari pubblico,  ma ci sarò sicuramente.

Intanto, dalle note di verbale del Consiglio Federale riportate sul  numero 5 di Arcieri 2010 apprendo che il Consiglio Federale ha aumentato lo stanziamento per i contributi all’impiantistica 2010 da 50.000 Euro a 150.000 Euro.

Qualcosa finalmente si muove a favore delle Società nell’uso del “tesoretto” delle incredibili riserve di bilancio FITARCO?





mercoledì 20 ottobre 2010

Deferito ! /2

Indubbiamente i  contenuti delle accuse che il procuratore federale mi ha addebitato nella sua lettera mi hanno sorpreso.

Sintetizzandole, avrei  intenzionalmente travisato le informazioni fornitemi verbalmente da Fausto Pennestrì  sul bilancio federale per gettare discredito sulla Federazione e avrei addirittura accusato nel mio articolo la stessa di occultare 2,7 milioni di Euro.

Sono  immediatamente andato a rileggermi l’articolo di Arcosfera “Tre numeri magici” per verificare se  effettivamente avevo scritto una simile corbelleria  ma,  come tutti possono facilmente constatare, non ho trovato  ovviamente niente  del genere nel mio scritto. 
La cifra complessiva delle disponibilità di bilancio 2009 mi era stata comunicata da Penestrì  in 5 milioni di Euro circa. Se l’ammontare era diverso, ovviamente non potevo saperlo, visto che il bilancio non viene più presentato alla Assemblea Nazionale da anni, ne tantomeno potevo inventarmelo per la stessa ragione.
  
Inoltre, se dalle stime fatte delle varie tipologie di spesa mancavano all’appello circa 2,7 milioni di Euro, il fatto che non si sapesse dove erano stati spesi era ancora da ricercarsi nella “secretazione” del bilancio. Nessun dubbio che il bilancio fosse stato legalmente certificato dai Revisori dei Conti. Semplicemente, molti dubbi se  la maggior parte dei Consiglieri Federali e dei Presidenti di Comitato Regionale avessero idea su che capitoli di spesa questa cifra fosse stata distribuita (dubbi verificati veri personalmente in diversi colloqui con i soggetti).
Peraltro, conoscendo Fausto Pennestrì da oltre 30 anni ed avendo una pluri-decennale esperienza nel’analisi dei bilanci FITARCO,  mi pareva parecchio strano che qualcuno potesse dubitare delle informazioni fornitemi dallo stesso dietro domande precise  o che lo stesso potesse ritrattare le stesse con leggerezza.
Le accuse erano quindi talmente strampalate da scatenare la mia curiosità di capire quale fosse il vero problema,  al di là del naturale (?) desiderio di rappresaglia della FITARCO nei miei confronti.

Avvalendomi quindi delle garanzie comunque fornitemi dalla Affiliazione alla FITARCO e dal  Regolamento di Giustizia della stessa,  ho richiesto formalmente alla Segreteria FITARCO tutta la documentazione inerente al caso,  inclusi ovviamente i Bilanci 2008 e 2009, la copia della denuncia di Penenstrì e  lo stralcio del  verbale del Consiglio Federale con l’approvazione all'unanimità del mio deferimento.
Ho dovuto andare di persona a Roma a ritirare i documenti  richiesti,  approfittando nell’occasione per verificare con il Segretario Generale le mie stime sulla consistenza numerica de personale CONI distaccato in FITARCO nei vari anni oggetto della mia indagine.  Occorre infatti ricordare che il personal e FITARCO è in parte dipendente ed in parte distaccato dal CONI e da questo retribuito direttamente. Un confronto budgetario tra bilanci di anni diversi non può quindi prescindere dall’ assegnazione di un valore di riferimento al  personale “gratuito” in carica nell’anno.

Qualche giorno di analisi sui documenti, con la collaborazione di un revisore contabile,  poi ho inviato al procuratore  la mia lettera di controdeduzioni che potete leggere qui, accompagnata dalla tabellina comparativa di bilanci 2003 (ultimo consegnato alle società) e di quelli 2008 e 2009 che invece potete trovare qui.
Lasciandovi al piacere della lettura dei due documenti,  vi giuro che sono rimasto letteralmente sconvolto da quanto emerso dall’analisi del Bilancio 2009.

Avevo chiesto a Penenstrì: “mi ricordo che il bilancio 2003 di quando c’ero ancora io in Consiglio federale era di circa 3,5 milioni, ora sarà ben sopra i quattro ?
La risposta era stata: “ E, no, sono più di 5 .. perché  Scarzella è bravo a chiedere contributi al CONI… “
Il bilancio 2009 completo in mio possesso mostra un complessivo di  5 Milioni  circa cui vanno aggiunti circa 300 Mila euro di valorizzazione del personale CONI in uso gratuito nell’anno.  Circa 5,3 Milioni di Euro complessivi a disposizione, perfettamente in linea con l’informazione fornitami da Pennestrì, contro i 3,5 milioni circa del bilancio 2003.

Ma i 2,7 Milioni che ritenevo semplicemente “spesi male non si sa dove” per ben oltre 1,8 Milioni di Euro erano lì, in  bella vista ul bilancio, nelle due voci Riserve e Rimanenze dello stato patrimoniale.
Ebbene sì, la nostra Federazione, che piange continuamente miseria con i Comitati Regionali, che due anni fa ha aumentato la tassa gare e tagliati i contributi  arbitrali alle società, che stanzia nel 2010 solo 50 Mila Euro per contributi all’impiantistica  dopo anni di assenza degli stessi e che non manda le squadre complete alle trasferte di Coppa del Mondo perché non ha fondi,  aveva riserve liquide a fine 2009 per oltre 1,8 milioni di Euro che abbondantemente spiegavano il mistero dei 2,7 Milioni.

Oltre 40 Mila Euro di interessi attivi dalla banche sottolineano a bilancio l’esistenza di fondi  di riserva di importo spropositato che portano ovviamente a farsi la domanda : accantonati  per che cosa? Ma questa, è un’altra storia.

Intanto, il Procuratore Federale , ricevute le mie controdeduzioni, all’apparenza senza neppure leggerle approfonditamente, ha trasferito il tutto alla Commissione di Giustizia FITARCO con la lettera che potete leggere qui .

Venerdì  22 Ottobre 2010 alle ore 10:00 presso la FITARCO avrà luogo la prima udienza presso la Commissione di Giustizia. L’udienza è pubblica  ed i curiosi sono i benvenuti . 

Per tutti gli altri, alla prossima puntata!