mercoledì 12 gennaio 2011

Sono sempre qui !

Lo so, è da parecchio che Arcosfera è silenzioso.
Niente nuovi articoli, niente nuove notizie, niente nuove proposte e niente nuove proteste.
Molti si si saranno chiesti se il deferimento di cui ho ampiamente parlato  mi abbia tolto il piacere di scrivere su Arcosfera. Questi molti, ovviamente, sono quelli che non mi conoscono.

Ho lasciato solo tranquillo l’ecosistema FITARCO  durante le feste di fine anno, che peraltro ho utilizzato pure io per cercare un poco di tranquillità e riprendere la stesura de “L’Arciere Eretico II”
Ma il 2011 è ormai già inoltrato, la stagione agonistica di vertice inizia la settimana prossima con l’Internazionale Indoor di Nimes e fra esattamente sei mesi sapremo se ci saremo qualificati per le Olimpiadi di Londra 2012.
Non sono quindi gli argomenti per Arcosfera che mi mancano  e parecchi articoli sono in fase di preparazione da tempo e sono quasi pronti per la pubblicazione. Tra questi:

Ma il nostro livello tecnico sta aumentando?
Un confronto tra le prestazioni di vertice di inizio tagione degli ultimi 10 anni

Queste regioni le chiudiamo?
Una analisi del trend del tesseramento  FITARCO a livello di Regioni, con l’evidenziazione delle regioni che sono in una situazione arcieristicamente tragica.  

Un po’ di fantasia
Come l’uso della fantasia aiuta ad uscire dagli schemi ripetititivi esistenti nell’organizzazione gare e può dare nuovo impulso alle partecipazioni alle gare stesse.

Una giustizia da riformare /2
Un punto molto pericoloso e misconosciuto della giustizia sportiva FITARCO: la responsabilità oggettiva

Volendo Violare
Quante violazioni dello statuto e dei regolamenti da parte di tutti non vengono di fatto perseguite?

Sognando una rivista vera /2
La penosa situazione delle due riviste nazionali, Arco e Arcieri.

E tanti altri argomenti, tra i quali ovviamente “Deferito /4”, la tanto attesa puntata conclusiva della prima stagione della saga di “Tre numeri magici”, la cui seconda stagione verrà messa in onda su questo canale a partire dal 21 Febbraio prossimo. Ohhps, mi direte, ma non siamo in TV.  Lo so, ma se si parla di telenovele, che ci posso fare…Mi adeguo ... 

A tutti gli affezionati lettori, bentornati nell’Arcosfera e Buon 2011 !

giovedì 25 novembre 2010

Ma i tiratori compound sono felici? /2

Poco più di un anno fa, pubblicavo su Arcosfera  l’articolo a medesimo titolo, dando luogo a numerose polemiche principalmente sollevate da quelli che l’articolo non lo avevano capito per nulla. Una bella rilettura, dello stesso è quindi comunque auspicabile per non perdere il filo del discorso nella nostra arcosfera…

Giunti alla fine dell’anno di sperimentazione della nuova formula di gara su bersagli Hit and Miss per compound, il Consiglio della FITA ha visionato le conclusioni sulla sperimentazione stessa sottoposte dal TAC (Target Archery Committee) e ha delineato definitivamente il 2011 per i tiratori compound, sconvolgendo completamente quanto fatto e sostenuto precedentemente.
Che la gara Hit and Miss non fosse stata  neppure da proporre, essendo un assurdo tecnico, lo sostenevano in tanti, compreso il sottoscritto. Che il regolamento della gara fosse viziato da errori di anche vistosi, tipo gli spareggi basati sul risultato della gara di qualificazione, era pure evidente, ed infatti la correzione con il ritorno agli spareggi alla freccia più vicina al centro è avvenuta a metà anno.
Ma che tutta l’esperienza fatta ed un intero sistema fosse da buttare a mare integralmente dopo brevissima sperimentazione francamente è qualcosa giunto inaspettato.

Le lamentele principali erano sulla troppa aleatorietà del singolo scontro a tre frecce e sulla eccessiva difficoltà per le donne.
Le proposte del TAC al Consiglio FITA  sono state di utilizzare il conteggio complessivo degli Hit su 15 frecce per decidere il match, oppure di abbandonare il sistema passando a scontri a set  sul bersaglio da 80 cm a 50 mt.
Ovvio che per coerenza rispetto all’obbiettivo della creazione di una gara completamente nuova, la soluzione corretta avrebbe dovuto essere la prima.  Invece, non è stata neppure la seconda.
Con un assurdo tratto di penna, il consiglio FITA ha cancellato l’intera sperimentazione e le sue conclusioni e persino i concetti di base in base ai quali l’intero sistema degli scontri diretti è passato ai set a partire dal 2010, istituendo solo per i compound all’aperto gli gli scontri diretti a punteggio a 15 frecce a 50 mt per tutte le fasi della gara, finali comprese.

In pratica, il bersaglio Hit and Miss è stato  archiviato per sempre, con buona pace delle aziende che lo hanno prodotto e dei negozianti che lo hanno a magazzino, nonché di un anno di ricerca da parte dei tiratori di diottre e lenti per poterci tirare sopra , facendo ritornare  la gara compound ad una situazione identica a quella del 2009, solo a 50 mt invece che a 70 mt.
Ora, se qualche dirigente arcieristico di qualsiasi livello volesse sinceramente affermare che fare scontri a 50 mt su bersaglio da 80 cm sia diverso dal fare scontri a 70 mt su bersagli da 122 cm,  dovremmo cortesemente pregarlo di dare immediatamente le dimissioni ed andare ad occuparsi di una bocciofila (con il massimo rispetto per i praticanti delle bocce, ovviamente).
La FITA ha reinventato l’acqua calda, autocancellandosi tutte le saccenti elucubrazioni sulla “gara diversa” spacciate ovunque per oltre un anno e mezzo.

Nel mondo la notizia della morte prematura del bersaglio Hit an Miss è stata accolta con reazioni diverse.  In tripudio gli americani, che non lo amavano per nulla. Indifferenti i francesi, che nel loro paese a oggi non hanno ancora introdotto neppure gli scontri a set e che le gare Hit and Miss le hanno viste solo su internet.
In Italia, l’unico esperimento noto di gara Hit and Miss è stato in una amichevole a fine Agosto. La gara era quantomeno divertente, ma necessitava di aggiustamenti. Non di una cancellazione.
Montichiari - BS - 29 Agosto 2010
Ma in Italia nel 2011 si tireranno praticamente solo FITA, visto che i 70 mt round e i 50 mt round non conteranno per la qualificazione ai campionati Italiani e quindi la scomparsa, anzi la NON comparsa della gara Hit and Miss finirà nelle cronache attorno al fuoco delle serate di memorie arcieristiche.
Un arciere ha chiesto sul forum CAM :
“In contesto Olimpiadi per i CO......cambia qualcosa?”
Ho commentato:
“Così continuamente cambiando, alle Olimpiadi i compound non ci andranno mai ...”

Ma i tiratori compound, sono felici?


lunedì 15 novembre 2010

Deferito! /3

Riprendo Arcosfera dopo oltre tre settimane di pausa, scusandomi coni lettori per il colpevole ritardo nell’aggiornarli in particolare sulla evoluzione del mio deferimento. Purtroppo, il lavoro e una gara da organizzare hanno preso tutto il mio tempo disponibile, ma ora rieccomi qua…

Molti mi hanno chiesto nelle ultime settimane, sia personalmente che via mail, come sia andata finire l’udienza del 22 ottobre ..
Rispondo subito che non è andata a finire… nel senso che ci sarà un’altra udienza il 3 Dicembre, ma con presupposti decisamente diversi.

Ma ritorniamo con ordine.
Il 22 ottobre mattina sono atterrato puntualissimo a Fiumicino con Easyjet  (la migliore compagnia aerea .. Italiana) alle 8:00, ho noleggiato un'auto ed ho cercato di raggiungere la sede Fitarco di via Vitorchiano.
Dico cercato, perché code interminabili, lavori in corso e segnaletica nascosta dagli stessi mi hanno portato prima diretto verso Roma centro imbottigliato in un traffico semplicemente assurdo, poi a fare inversione, ritornare verso il raccordo anulare per riprenderlo in direzione nord, ed infine ad arrivare in via Vitorchiano  113/115 alle 10:30 circa soltanto.
La palazzina che ospita la Fitarco, per chi non la conoscesse, ospita anche diverse altre federazioni nazionali CONI ed è raggiungibile solo  da un sovrappasso semi nascosto che si può imboccare, venendo dal raccordo anulare, unicamente indovinando la seconda uscita “Grotta rossa”. Per fortuna, conosco bene la strada avendo frequentato la sede FITARCO per tantissimi anni in veste di consigliere federale , ma tante volte mi sono trovato a dover spiegare al “tassinaro”di turno come raggiungere la difficile meta.  Superfluo aggiungere  che in orario lavorativo trovare un parcheggio nei pressi della palazzina può anche richieder tempi biblici, ma fortunatamente,  questa volta  il parcheggio almeno l’ho trovato subito.  
Per fortuna, non ero comunque l’ultimo, perché anche un membro della commissione di giustizia si era trovato in simili problemi ed è arrivato subito dopo di me.
L’udienza quindi è iniziata solo poco prima delle 11:00 e con mia sorpresa  mi sono trovato in una delle sale riunioni comuni della palazzina alla presenza di altre cinque persone soltanto: i tre membri della Commissione di Giustizia, gli avvocati Amos Benni (Ancona), Santi Pappalardo (Catania) e Massimo Andrea Chiocca (Genova), poi il Procuratore Federale, l’avvocato Stefano Comellini (Torino) ed in fine Luisa Falconi della Fitarco che fungeva da segretaria e verbalizzava le dichiarazioni.
L’avvocato Benni , quale membro più anziano, fungeva d presidente della Commissione di Giustizia.
Non avevo mai avuto occasione di incontrare personalmente i tre membri della commissione, anche se facevo parte del Consiglio Federale che li aveva nominati per la prima volta oltre dieci anni fa. Non che non avessi mai avuto a che fare negli anni in diversi ruoli con la giustizia federale, ma l’ultima mia comparizione davanti alla Commissione di Giustizia risaliva al 1997, quindi prima della loro nomina. Conoscevo invece già l’avvocato Comellini per un audienza di indagine svolatasi a Torino ad inizio anno.
Il mio massimo stupore è ovviamente derivato dal fatto che ero presente solo io, in qualità di deferito, ma non colui che mi aveva denunciato, il Ragioniere  Fausto Pennestrì, pur in un caso dove il colloquio riferito in due versioni diverse non aveva avuto testimoni.

La soluzione più semplice per raccontare quanto successo sarebbe pubblicare qui il verbale dell’udienza che pure ho sottoscritto,  ma mi mi è stato detto che in questa fase non posso averne copia.
Vedo pertanto di sintetizzare:
  • Ho dichiarato che ero stupito della conferma  deferimento,  aspettandomi un archiviazione proprio perché nelle contro deduzioni nviate emergeva chiaramente che le informazioni reali verificate sul complessivo stimabile del bilancio Federale ( 5 milioni di Euro circa) coincidevano con le affermazioni di Pennestrì  da me riportate su Arcosfera e che comunque la sua affermazione che i 5 milioni di cui si parlava fossero il frutto del “giro” di 2,5 milioni di entrate e 2,5 milioni di uscite (come scritto nella sua denuncia di cui ho copia) non avesse alcun significato contabile e amministrativo in qualsiasi tipo di definizione di bilancio e quindi tantomeno potesse essere stato utilizzato da  un Revisore Contabile in qualsiasi conversazione.
  • Mi sono quindi detto costretto a denunciare che le affermazioni di Pennestrì contenute nella denuncia erano evidentemente false rispetto  al vero a suo tempo comunicatomi, supportato in ciò dall’evidenza del bilancio certificato 2009 della Fitarco che è per di più controfirmato dallo stesso Pennestrì.
  • A fronte di quanto sopra, il Presidente della Commissione di Giustizia ha richiesto al Procuratore Federale cosa intendesse fare  ed a questo punto il procuratore ha suggerito come passo successivo la convocazione di Fausto Pennestrì davanti alla Commissione di Giustizia, in una nuova udienza fissata per il giorno 3 Dicembre alle 10:30 ed alla quale sono stato invitato pure io ad intervenire.
Non sto a tediarvi con altri particolari del dibattimento, spesso quasi incomprensibili pure a me perché viziati dalla similitudine con il codice di procedura penale.
Durante lo stesso  ho dovuto comunque anche precisare che il Blog Arcosfera  non ha alcuna relazione con la CAM – Compagnia Arcieri Monica A.S.D. di cui sono Presidente, essendo correlato invece ad una SRL di cui sono Amministratore, in quanto il deferimento disposto dal Procuratore Federale, come avrete letto, era stato fatto anche nei confronti della CAM per responsabilità oggettiva.
Non ho ancora ricevuto ad oggi una convocazione formale per l’udienza del 3 Dicembre.  Ho telefonato in Fitarco per chiedere conferma della data  ( mi è stata confermata) e della mia convocazione (sono in attesa), ma comunque a Roma il 3 Dicembre ci sarò, come imputato, testimone o magari pubblico,  ma ci sarò sicuramente.

Intanto, dalle note di verbale del Consiglio Federale riportate sul  numero 5 di Arcieri 2010 apprendo che il Consiglio Federale ha aumentato lo stanziamento per i contributi all’impiantistica 2010 da 50.000 Euro a 150.000 Euro.

Qualcosa finalmente si muove a favore delle Società nell’uso del “tesoretto” delle incredibili riserve di bilancio FITARCO?





mercoledì 20 ottobre 2010

Deferito ! /2

Indubbiamente i  contenuti delle accuse che il procuratore federale mi ha addebitato nella sua lettera mi hanno sorpreso.

Sintetizzandole, avrei  intenzionalmente travisato le informazioni fornitemi verbalmente da Fausto Pennestrì  sul bilancio federale per gettare discredito sulla Federazione e avrei addirittura accusato nel mio articolo la stessa di occultare 2,7 milioni di Euro.

Sono  immediatamente andato a rileggermi l’articolo di Arcosfera “Tre numeri magici” per verificare se  effettivamente avevo scritto una simile corbelleria  ma,  come tutti possono facilmente constatare, non ho trovato  ovviamente niente  del genere nel mio scritto. 
La cifra complessiva delle disponibilità di bilancio 2009 mi era stata comunicata da Penestrì  in 5 milioni di Euro circa. Se l’ammontare era diverso, ovviamente non potevo saperlo, visto che il bilancio non viene più presentato alla Assemblea Nazionale da anni, ne tantomeno potevo inventarmelo per la stessa ragione.
  
Inoltre, se dalle stime fatte delle varie tipologie di spesa mancavano all’appello circa 2,7 milioni di Euro, il fatto che non si sapesse dove erano stati spesi era ancora da ricercarsi nella “secretazione” del bilancio. Nessun dubbio che il bilancio fosse stato legalmente certificato dai Revisori dei Conti. Semplicemente, molti dubbi se  la maggior parte dei Consiglieri Federali e dei Presidenti di Comitato Regionale avessero idea su che capitoli di spesa questa cifra fosse stata distribuita (dubbi verificati veri personalmente in diversi colloqui con i soggetti).
Peraltro, conoscendo Fausto Pennestrì da oltre 30 anni ed avendo una pluri-decennale esperienza nel’analisi dei bilanci FITARCO,  mi pareva parecchio strano che qualcuno potesse dubitare delle informazioni fornitemi dallo stesso dietro domande precise  o che lo stesso potesse ritrattare le stesse con leggerezza.
Le accuse erano quindi talmente strampalate da scatenare la mia curiosità di capire quale fosse il vero problema,  al di là del naturale (?) desiderio di rappresaglia della FITARCO nei miei confronti.

Avvalendomi quindi delle garanzie comunque fornitemi dalla Affiliazione alla FITARCO e dal  Regolamento di Giustizia della stessa,  ho richiesto formalmente alla Segreteria FITARCO tutta la documentazione inerente al caso,  inclusi ovviamente i Bilanci 2008 e 2009, la copia della denuncia di Penenstrì e  lo stralcio del  verbale del Consiglio Federale con l’approvazione all'unanimità del mio deferimento.
Ho dovuto andare di persona a Roma a ritirare i documenti  richiesti,  approfittando nell’occasione per verificare con il Segretario Generale le mie stime sulla consistenza numerica de personale CONI distaccato in FITARCO nei vari anni oggetto della mia indagine.  Occorre infatti ricordare che il personal e FITARCO è in parte dipendente ed in parte distaccato dal CONI e da questo retribuito direttamente. Un confronto budgetario tra bilanci di anni diversi non può quindi prescindere dall’ assegnazione di un valore di riferimento al  personale “gratuito” in carica nell’anno.

Qualche giorno di analisi sui documenti, con la collaborazione di un revisore contabile,  poi ho inviato al procuratore  la mia lettera di controdeduzioni che potete leggere qui, accompagnata dalla tabellina comparativa di bilanci 2003 (ultimo consegnato alle società) e di quelli 2008 e 2009 che invece potete trovare qui.
Lasciandovi al piacere della lettura dei due documenti,  vi giuro che sono rimasto letteralmente sconvolto da quanto emerso dall’analisi del Bilancio 2009.

Avevo chiesto a Penenstrì: “mi ricordo che il bilancio 2003 di quando c’ero ancora io in Consiglio federale era di circa 3,5 milioni, ora sarà ben sopra i quattro ?
La risposta era stata: “ E, no, sono più di 5 .. perché  Scarzella è bravo a chiedere contributi al CONI… “
Il bilancio 2009 completo in mio possesso mostra un complessivo di  5 Milioni  circa cui vanno aggiunti circa 300 Mila euro di valorizzazione del personale CONI in uso gratuito nell’anno.  Circa 5,3 Milioni di Euro complessivi a disposizione, perfettamente in linea con l’informazione fornitami da Pennestrì, contro i 3,5 milioni circa del bilancio 2003.

Ma i 2,7 Milioni che ritenevo semplicemente “spesi male non si sa dove” per ben oltre 1,8 Milioni di Euro erano lì, in  bella vista ul bilancio, nelle due voci Riserve e Rimanenze dello stato patrimoniale.
Ebbene sì, la nostra Federazione, che piange continuamente miseria con i Comitati Regionali, che due anni fa ha aumentato la tassa gare e tagliati i contributi  arbitrali alle società, che stanzia nel 2010 solo 50 Mila Euro per contributi all’impiantistica  dopo anni di assenza degli stessi e che non manda le squadre complete alle trasferte di Coppa del Mondo perché non ha fondi,  aveva riserve liquide a fine 2009 per oltre 1,8 milioni di Euro che abbondantemente spiegavano il mistero dei 2,7 Milioni.

Oltre 40 Mila Euro di interessi attivi dalla banche sottolineano a bilancio l’esistenza di fondi  di riserva di importo spropositato che portano ovviamente a farsi la domanda : accantonati  per che cosa? Ma questa, è un’altra storia.

Intanto, il Procuratore Federale , ricevute le mie controdeduzioni, all’apparenza senza neppure leggerle approfonditamente, ha trasferito il tutto alla Commissione di Giustizia FITARCO con la lettera che potete leggere qui .

Venerdì  22 Ottobre 2010 alle ore 10:00 presso la FITARCO avrà luogo la prima udienza presso la Commissione di Giustizia. L’udienza è pubblica  ed i curiosi sono i benvenuti . 

Per tutti gli altri, alla prossima puntata!




giovedì 14 ottobre 2010

Deferito! /1

E’ un po’ che tutti mi chiedono per cosa sono stato “Deferito”.

Da quando nell’estratto del verbale del Consiglio Federale FITARCO pubblicato su Arcieri Nr. 3 – 2010 è comparsa la notizia che ero stato “deferito “ agli organi di Giustizia FITARCO, sono stati molti quelli che mi hanno chiesto cosa fosse successo e il perché del deferimento.
A chi me lo chiedeva, ho tranquillamente risposto, senza altri commenti, di andare a leggere o rileggere il mio articolo su Arcosfera “Tre Numeri Magici”  dove parlavo delle notevoli risorse finanziarie della FITARCO, ineguagliate al mondo e di come queste non producessero neppure lontanamente i risultati che ci si poteva aspettare in campo Olimpico,  a causa principalmente del fatto che solo una minima percentuale del bilancio veniva alla fine veramente dedicata al settore specifico.  Un articolo fortemente critico dell’attuale gestione FITARCO,  che da sommarie  informazioni riferite verbalmente mi aveva portato a pormi delle domande sui criteri e destinazione di spesa di una notevole parte delle disponibilità 2009 FITARCO.

Ma oggi, con anche il numero 5 di Arcieri 2010 che pubblica una parte del Bilancio Fitarco 2009 e l’udienza davanti alla Commissione di Giustizia alle porte,  non mi sembra  giusto lasciare cadere l’occasione di consentire a tutti un approfondimento maggiore sia dell’argomento stesso che  del funzionamento pratico della Giustizia Federale, magari dopo una rilettura del mio articolo  “Una giustizia da Riformare”  

Considerando lo sfasamento temporale  tra l’articolo su  Arcosfera (Marzo),  la lettera del Procuratore Federale che mi annunciava il deferimento (fine Aprile),  la  mia risposta alla stessa  (Maggio), il deferimento effettivo alla Commissione di Giustizia (Agosto) ,   la comunicazione di fissazione dell’udienza  (Settembre) e la data dell’udienza stessa, 22 Ottobre 2010 a Roma,  i tempi, viste le usuali lentezze della giustizia FITARCO, sono stati incommensurabilmente brevi, segno evidente dell’attenzione speciale che la struttura FITARCO ha dedicato all’argomento.

Vedrò quindi io pure di recuperare il tempo trascorso, mettendo a disposizione dei lettori tutta la documentazione necessaria a seguire la vicenda in tempo quasi reale, cominciando con il testo integrale della lettera del Procuratore Federale datata 23 Aprile che mi annunciava l’apertura delle indagini ma anche la loro chiusura per mia manifesta “colpevolezza”

Buona lettura!

lunedì 11 ottobre 2010

Una faccenda di famiglia

Durante i campionati Italiani targa di Alessandria improvvisamente sono stato colpito da una visione:
Il tiro con l’arco italiano era formato, gestito e partecipato da famiglie, non da società.
Eravamo durante gli scontri a squadre miste e i fratelli Giorgio e Anna Botto tornavano dal recupero frecce , seguiti dai fratelli Carla e Michele Frangilli contro i quali si stavano scontrando.
Sul campo a lato, i fratelli Massimiliano  e Claudia Mandia  facevano lo stesso negli scontri Juniores. Tre coppie di fratelli, non tre Società.
Immediatamente, il pensiero è corso anche alla famiglia Matteucci, due terzi della squadra  OL SF sul podio, ma poi anche alla famiglia Mento, alla famiglia Tonelli e ovviamente anche alla Famiglia Scarzella, più a tante altre del passato e del presente.
Atleti, Dirigenti, Arbitri, Istruttori. Innumerevoli sono le famiglie nel panorama del tiro con l’arco Italiano che costituisco l’ossatura spesso in contemporanea tecnica ed organizzativa della propria società . Qualche volta, le famiglie arcieristiche  hanno la possibilità di crescere in un terreno fertile e ricettivo, e trascinano con sé chi le segue  spesso anche a raggiungere obiettivi inaspettati. Era già così nel 1973, quando mi tesserai per la prima volta alla FITARCO. La famiglia Oddo controllava non solo l’ABA di Milano, ma la stessa FITARCO e pure la stessa FITA, che allora proprio a Milano aveva sede, con Francesco Gnecchi Presidente e Beppe Cinnirella Segretario Generale; di riflesso, l’ABA costituiva l’ossatura del neonato settore tecnico FITARCO, forniva il direttore tecnico Nazionale, il compianto Renato Doni e prima ancora aveva visto i fratelli Oddo gareggiare maglia azzurra. Ma era il 1973, quasi quarant’anni fa …
Le cose cambiano, nel mondo, ma sembra che nel tiro con l’arco, non solo italiano, le famiglie continuino ad essere l’ossatura portante del movimento.
Dove la famiglia partecipa, cresce, passa la palla alle generazioni successive, la società di riferimento fa lo stesso. Dove i figli abbandonano ed nipoti non vengono iniziati al nostro sport , la famiglia perde con gli anni la spinta propulsiva e la società di riferimento lentamente collassa.
Potrei citare decine di famiglie che hanno costituito l’ossatura di altrettante società o adirittura squadre nazionali  e che sono ora scomparse dall’arcosfera o collassate ai minimi termini a causa del semplice invecchiamento dei fondatori e propulsori e dell’assenza di ricambio generazionale.
In altri paesi, piccoli e grandi, le situazioni sono molto simili. Che dire della famiglia Trafford, sei membri in gara nella squadra USA ai mondiali di Campagna 2008, cinque a quelli 2010?
La Famiglia Traffort ai Mondiali 2010
O dei fratelli Dola e Rahul Banerjee., colonne portanti della squadra Indiana Femminile e Maschile OL? E che dire di  babbo Dee Wilde con i figli Logan e Reo?
Più ci penso e più altri nomi si affacciano alla memoria, inutile a questo punto continuare ad elencarli.
Bene, prendiamone atto e facciamocene una ragione. Il nostro è uno sport di Famiglia, anzi, di Famiglie, a tutti i livelli, tecnico agonistico e dirigenziale compresi.
Alla base, nei club, lo sappiamo bene. Chi non ha nel proprio club quote speciali “Famigliari” per non gravare troppo sui bilanci delle famiglie con diversi membri iscritti?
Perchè non riconoscere quindi questa situazione di fatto e dare alle famiglie che costituiscono l’ossatura del tiro con l’arco nazionale un minimo di riconoscimento? Un campionato per famiglie? Una quota di iscrizione famigliare alla FITARCO? Una riconoscimento specifico? Basta un po’ di fantasia e qualcosa si può certo inventare. Intanto, l’unico “riconoscimento” pratico alle famiglie da parte  FITARCO è stata  la riduzione delle copie della rivista ARCIERI inviate allo stesso indirizzo, pur in presenza di quote di tesseramento uguali per tutti i membri della singola famiglia.

Il tiro con l’arco è decisamente una faccenda di famiglia, vediamo di fare qualcosa!

Post scriptum:
Finale Coppa del Mondo di Edimburgo 2010, partecipanti Italiani:
  • Marco Galiazzo – accompagnato da suo padre come tecnico personale
  • Michele Frangilli – accompagnato da suo padre come tecnico personale
  • Sergio Pagni – accompagnato da suo padre come tecnico personale


lunedì 13 settembre 2010

Ma gli arcieri vanno in vacanza?

Riprendo a scrivere dopo la pausa delle vacanze, per parlare di … vacanze.

Siamo tutti esseri umani e quasi tutti siamo italiani da più generazioni. Le vacanze estive fanno parte del DNA Italico e crisi o non crisi, una o più settimane di vacanze in estate ed in agosto in particolare non ce le può levare nessuno.
Ma siamo anche arcieri e l’arcosfera si muove e si evolve anche in Luglio ed Agosto, ovunque nel mondo ma da anni anche in Italia.
Certo, se l’arciere è un amatore pure con famiglia e figli e un posto fisso o una attività che chiude per ferie in Agosto, nulla cambia per lui/lei rispetto al tipico comportamento Italiano. Si chiude la valigia dell’arco in garage, si caricano i bagagli, figli, gatti e suocera compresi e si parte per le Vacanze. All’arco si penserà al ritorno, con le consuete lamentele sulla fatica per l’assenza di allenamento per diverse settimane, ma con corpo e spirito abbronzati e rilassati.
Se invece si è arcieri coinvolti anche ad un minimo livello come padri/madri , allenatori o addirittura atleti in attività che prevedono il loro svolgimento proprio in Agosto o ad inizio Settembre, le vacanze diventano un periodo di intensificazione della attività arcieristica e per alcuni di preparazione per gli eventi di inizio settembre, generalmente per i Campionati Italiani Targa.
Ecco quindi che si programmano vacanze con arco e frecce al seguito in località dove ci si possa comunque allenare. Ecco che si scelgono le località di vacanza in modo da poter partecipare magari all’ultima a gara di calendario valida per la qualificazione ai Campionati Italiani. Ecco che adirittura si rinuncia alle vacanze di tradizione per prepararsi per l’Evento o, se si è organizzatori, per appunto occuparsi della sua organizzazione.
Non vado in vacanza estiva da credo qualcosa come diciannove anni. Era Agosto, ero a Rimini con mia moglie, Michele e la piccola Carla e tutti i giorni andavamo a Riccione per tre ore per far allenare Michele che aveva una importante trasferta con la nazionale giovanile in Grecia proprio in Agosto.
Da allora, agosto è sempre stato il mese della preparazione alle gare dell’Agosto stesso, delle Olimpiadi o della preparazione ai Campionati Italiani o della organizzazione delle gare della mia società di fine mese ed inizio settembre.
Ieri notte, di ritorno dai Campionati italiani Targa di Alessandria, riflettevo su questa quasi totale assenza di vacanze estive che aveva evidentemente coinvolto buona parte dei partecipanti ai campionati, a partire dai nostri azzurri, che dentro Agosto si sono sciroppati una coppa del Mondo in USA ed una in Cina, per poi partecipare ad un Campionato Italiano a inizio Settembre e magari devono pure andare alla finale della Coppa del mondo proprio questa settimana, per finire con gli organizzatori dei campionati, che evidentemente di vacanze non n se ne erano potute permettere troppe, vista la complessità dell’evento.

Le mie vacanze? Due trasferte di Michele e un campionato Italiano da preparare anche per la squadra CAM,  un Triplo FITA in prima edizione da organizzare, la figlia da accompagnare ad un Doppio FITA in Liguria,  una raccomandata FITARCO da ritirare in posta con lo scontato avviso di deferimento alla Commissione di Giustizia per l’articolo “3 Numeri Magici” pubblicato su qui su Arcosfera in Marzo http://arcosfera.blogspot.com/2010/03/3-numeri-magici.html

Ah, quasi dimenticavo… Mi sono anche allenato con il compound ed ho pure partecipato come arciere ad una bellissima amichevole a Montichiari con le regole 50 mt Round + Hit-Miss, neppure sfigurando troppo.
Domani me vado a Roma per lavoro, poi Mercoledì me ne vado a Edimburgo con Michele per la sua seconda finale di Coppa  del Mondo. Ma la prossima settimana mi attendono il freddo e la pioggia di Castione della Presolana (previsioni meteo orribili, purtroppo) per i miei primi Campionati Italiani 3D .. come arciere.
Già, noi arcieri le vacanze le passiamo così: ci alleniamo, alleniamo altri, partecipiamo ed organizziamo.
Sarà forse per questo che i nuovi scappano e la classe dirigente e gli atleti di vertice hanno pochi o punto  ricambi?
Forse, se gli arcieri potessero andare in vacanza in estate, non saremmo sempre e solo i soliti quattro gatti.