giovedì 15 luglio 2010

Siate cattivi con voi stessi!

Piove a dirotto, e il 900 round deve ancora iniziare. Scarichiamo tenda, archi e ammennicoli vari sotto la pioggia battente. Non siamo certo entusiasti, la giornata si prennauncia dura e bagnata, ma la regola è che quando ci si iscrive ad una gara, poi si partecipa, non importa come è il tempo.
Incrociamo il Campione che è al momento  allenatore della nazionale giovanile di tiro con l’arco. Si rivolge ai due ragazzi con me, che sono nei gruppi nazionali,  e dice loro: “ non importa che tempo fa, se volete diventare campioni dovete imparare ad essere cattivi con voi stessi”.
È una grande frase, che mi rimane da sempre nella mente , e da allora è rimasta nella mente anche di uno dei due giovani, mio figlio Michele.
L’anno è il 1991, uno dei due giovani è Michele Frangilli , il Campione è il grandissimo Giancarlo Ferrari.
La gara finisce con Michele, ancora Allievo,  primo assoluto a 824, ed il sottoscritto primo Senior a 800 giusti, dentro ad una bufera di acqua e vento ai 40 metri e con il 50% di ritirati dalla gara stessa.

L’episodio mi è tornato alla mente recentemente, sentendo quanto si lamentano i cosiddetti giovani atleti dei nostri giorni, in particolare del giovanile, quando sentono parlare di dover affrontare dei FITA o addirittura dei doppi FITA , magari sotto l’acqua o con il caldo. Si lamentano loro, si lamentano per loro genitori e tecnici, e le gare quindi, se piove o fa troppo caldo, vanno semi deserte.
Non parliamo poi del dover tirare “troppo”…
La mia vecchia regola come allenatore, che suona più o meno “un FITA al giorno toglie i 1300 di torno”, sembra una eresia ai giovani arcieri ed ai loro apprensivi protettori.
Sento parlare di cicli di carico e di scarico, di programmazione dell’allenamento e di non tirare il giorno prima della gara in particolare sempre e soltanto da persone che avrebbero bisogno di tirare non solo il giorno prima della gara, ma anche la notte prima, se fosse possibile, tanto poco tirano abitualmente.
Tirano 60 frecce al giorno magari tre sole volte a settimana , ma ambiscono al posto nella squadra regionale, o addirittura nelle squadre nazionali, e nessuno ha il coraggio di dire loro quell’unica frase frase che veramente loro serve: “se non siete cattivi con voi stessi, non diventerete mai campioni”
Grazie Giancarlo, per quella frase di tanti anni fa!


martedì 6 luglio 2010

La corazzata Potemkin

Domenica 4 Luglio Campionato Targa Regione Lombardia sullo splendido campo degli arcieri San Bernardo a Milano.  42 paglioni, 160 partecipanti, 70 mt Round più Olympic Round per Senior e Master. Temperatura oltre i 35 gradi, quasi totale assenza di vento e gara che scorre perfettamente fino alla fine delle 72 frecce. Poi, complice il regolamento del campionato poco chiaro sulla partecipazione degli Juniores (solo a completamento delle squadre ) e qualche bug del programma delle classifiche che impediva di toglierli, una oretta di ritardo per la classifica e la premiazione.
Nulla comunque di particolare, cose che capitano nel tiro con l’arco da sempre.
Poi, l’Olympic Round a partire dai 16esimi.
Anche qui, nulla di particolare: il set system è stato applicato correttamente con i suoi tempi notevoli, e ci sono volute circa quattro ore per arrivare alla fine , pur tirando sempre tutti gli scontri insieme. Nulla di particolare, ovvero tutto quello a cui siamo da sempre ormai tristemente abituati, ovvero:

  • Quelli che se ne sono andati addirittura prima degli scontri, lasciando buchi nella griglia
  • Quelli che se ne andavano man mano che erano eliminati
  • Organizzatori, Arbitri e Partecipanti rimasti che si trascinavano disperati sotto il sole cocente tra uno scontro e l’altro e una spareggio e l’altro, non vedendo l’ora che tutto finisse
  • Qualche curioso venuto a vedere cosa fosse questa gara e che se ne è subito andato.
  • Il campo desolatamente deserto alla fine, con solo i quattro finalisti per classe e i loro forzati accompagnatori
  • La premiazione con i soli addetti ai lavori ed i premiati dell’OR (stranamente almeno loro tutti presenti, cosa che succede di rado)

Il mitico Fantozzi nel suo primo film (e libro), forzato a partecipare a terrificanti riunioni di Cineforum dove veniva continuamente riproposto il famoso film muto e in Bianco e Nero di Eisenstain La Corazzata Potemkin, che veniva esaltato continuamente come capolavoro della cinematografia mondiale, alla millesima replica ha il coraggio finalmente di alzarsi in piedi e dire a voce alta quello che tutti  i presenti pensano ma non osano dire:
“Questo film è una boiata pazzesca !!!” urla a squarciagola, ed è sommerso dagli applausi degli altri forzati del cineforum !

Domenica, con tutti i presenti indistintamente che si lamentavano della interminabile e totalmente inutile gara a scontri diretti, di nessun interesse persino per i partecipanti stessi finalisti, a un certo punto mi sono immedesimato nella parte dell’immortale Fantozzi all’ennesima inutile replica di un inutile film in bianco e nero senza nessuna possibilità di generare interesse presso nessuno, e citandolo direttamente sono sbottato nella frase” Questa gara è una boiata pazzesca!!!”

Già, lo pensano tutti, ma pochi hanno il coraggio di dirlo. Queste assurde gare a scontri diretti, inventate per la TV, vanno bene, forse, solo a livello di Olimpiadi. Non attirano pubblico, non sono mai eque rispetto alla gara che tutti pensano vera, quella di qualificazione,  non vengono recepite in alcun modo dagli arcieri della domenica e non attraggono, anzi allontanano i potenziali nuovi arcieri.  Michele, in finale con un cinese sulla spiaggia di Antalya il mese scorso, con maxi schermo, tribunette piccole ma mezze vuote e uno speaker che in americano puro  raccontava i tiri a un pubblico inesistente, mi ha detto di aver provato tristezza per l’inutilità dell’insieme.

Possibile che nessuno abbia il coraggio di affrontare una volta per tutti a livello internazionale il problema di proporre agli arcieri gare che gli arcieri possano praticare e gradire, e non tentare obbligare gli amatori di tutto il mondo a praticare quella “Corazzata Potiomkin” che è ormai, definitivamente e senza speranze, l’Olympic Round ?

venerdì 25 giugno 2010

Ecosistema /5 – I "Veterani" dei GDG

Riprendo dopo un bel po’ l’analisi dell’Ecosistema FITARCO stimolato dalla domanda rivoltami recentemente da un Personaggio FITARCO che non sto a nominare. La domanda era semplice: perché il nostro settore giovanile sta regredendo e non genera più con continuità nuovi Campioni come negli anni passati?
Ho risposto d’istinto che la motivazione era da cercare nelle modifiche regolamentari che avevano influenzato il settore giovanile negli ultimi sei o sette anni. Modifiche hanno trasformato l’attività giovanile e il nostro miracoloso sistema di generazione di futuri campioni che il mondo ci invidiava in un sistema puramente amatoriale che non serve più a selezionare e formare giovani atleti.
Credo di aver concluso l’esposizione con una frase del tipo: “Un sistema per mezze seghe che allena mezze seghe a diventare mezze seghe… !” Non elegante, lo ammetto, ma rende l’idea, ed altri tecnici presenti alla mia esposizione hanno di massima condiviso l’affermazione.
Ho anche aggiunto che l’unico modo per correggere la situazione era ormai gettar via tutti i regolamenti del Progetto Giovanile in essere e ripristinare di botto quelli di almeno dieci anni fa; poi, purtroppo, occorrerebbe attendere almeno quattro o cinque anni per vedere gli effetti delle modifiche, ma non vedo altra soluzione.
Ovviamente, il suggerimento non verrà preso in considerazione, ma la conversazione mi è tornata alla mente seguendo da lontano lo svolgimento dei Giochi della Gioventù nazionali 2010.
Mi sono allora messo a dare una occhiata ai risultati degli ultimi tre anni, trovando scontata conferma a molte delle mie supposizioni. Poi, sono andato all’indietro nel tempo, fino alle origini, per verificare i cambiamenti maggiori apportati ai regolamenti dei giochi stessi negli anni. Nessuna sorpresa, visto che mi ricordavo quasi tutto fino al dettaglio.
Vediamo un po’ quindi insieme l’evoluzione della “specie” “Giovanissimi Arcieri GDG” negli anni.
I GDG nascono con un regolamento semplice:
-        terza media a 30 mt
-        seconda media a 25 mt
-        prima media a 20 mt
-        quarta e quinta elementare a 15 mt
-        niente stabilizzatori
-        72 frecce complessive in due gg diversi
-        chi si qualifica per le fasi nazionali non può partecipare l’anno successivo se non cambia da elementari a medie
-        chi si qualifica a livello individuale ai campionati Italiani non può partecipare.
Regolamento semplice, ma geniale.: aumentava la difficoltà della gara con l’aumentare dell’età e spingeva inesorabilmente tutti coloro anche appena “buoni” all’agonismo in gare di calendario perché dai GDG venivano subito esclusi.
Fu l’epoca della nascita delle gare giovanile di calendario e l’epoca in cui crebbero tutti i nostri campioni che ora hanno ben oltre i trent’anni…

Prima modifica in rilassamento:
-        chi si qualifica a livello individuale dei campionati italiani DELL’ANNO PRECEDENTE non può partecipare
Seconda modifica in rilassamento:
-        prima, seconda e terza media tirano tutti a 20 mt.
Terza modifica in tentativo di intensificazione:
-        creata la classe Pulcini per seconda e terza elementare, che tira a 10 mt . La proposi io al Consiglio Federale, visto che avevo una foglia di 7 anni che voleva gareggiare ma non poteva. Era il 1995, e non fu facile farla approvare.
Quarta modifica in rilassamento:
-        Da 72 frecce a 48 frecce (2002)
Quinta modifica in rilassamento:
-        Non possono partecipare alla edizione successiva solo i primi tre classificati delle fasi nazionali, invece di tutti i qualificati alle fasi nazionali.
Sesta modifica in rilassamento:
-        Vanno diretti alle fasi nazionali anche i primi due assoluti delle neonate fasi invernali dei GDG che si tengono a Marzo.
Settima modifica in rilassamento (l’ultima)      
-        Non possono partecipare i primi 10 della rank list nazionale per i Campionati italiani invece di tutti i qualificati ai Campionati italiani

Il risultato è sotto gli occhi di tutti:
-        Le gare giovanili sono sempre più disertate,incluse quelle indoor, perché le Società sono dedite a preparare i giovani alternativamente per i GDG invernali e poi per quelli estivi ( e i “poverini” non possono mettere e togliere gli stabilizzatori continuamente..).
-        I Giovanissimi e Ragazzi in grado di affrontare un FITA da 144 frecce sono sempre meno, e sempre meno sono di numero in tutte le gare all’aperto di calendario
-        E’ nata la categoria occulta dei “veterani” dei GDG  regionali e persino nazionali: dove in passato al massimo si poteva partecipare ai nazionali due volte, una come elementari  e una come medie, ora i casi di tre partecipazioni si sprecano, e a livello regionale imperversano quelli con tre o anche più partecipazioni.
-         
I GDG, da metodo perfetto per selezionare i migliori talenti ed avviarli il più presto possibile all’agonismo vero,  sono diventati il fine ultimo della attività per parecchie Società e per quasi tutti i Comitati Regionali, che da parte loro lottano continuamente per allargare ancora di più le maglie del regolamento per poter migliorare il proprio piazzamento nella fase Nazionale utilizzando il maggior numero possibile di “veterani” dei GDG . E ci riescono, da anni e anni.

Sarà un caso, ma l’ultima generazione “numerosa” di giovani Campioni uscita dai GDG è quella dei nati nel 1987/1988/. L’ultima  generazione che ha fatto in tempo a partecipare ai GDG a 72 frecce e che ha potuto partecipare  solo ad una edizione delle fasi Finali nazionali,

Recentemente, come colpo di grazia definitivo alla formazione Giovanile, le nuove norme di qualificazione per i Campionati Targa Ragazzi e Allievi 2010 hanno eliminato l’obbligo di almeno un FITA round a 144 frecce per la qualificazione.
Ovvio che se non si fanno più fare FITA ai ragazzi e se questi arrivano a gestire in gara al massimo 48 frecce quando hanno già ben 14 anni, le speranze per il futuro sono decisamente limitate, ed è parecchio strano che qualcuno che vota tali norme si chieda e mi chieda “perché” non riusciamo più a formare giovani Campioni.

L’ecosistema Arcieristico è delicato come qualsiasi altro ecosistema. Non lo si può danneggiare impunemente per anni senza patirne a lungo le conseguenza.

martedì 15 giugno 2010

Chiamiamola 5D!

Altre due settimane, con tanto di passeggiata a Valcava ai campionati regionali di Campagna, dietro a mia figlia, tornata dopo anni a tirare Campagna e dopo oltre un anno a … tirare.
Occasione imperdibile per raccontare a quelli che internet non sanno neppure dove si trova ma che il tiro di Campagna e il 3D lo fanno di persona , che stava per nascere una nuova gara che avrebbe finalmente consentito a tutti quelli che in FITARCO tendono un arco di partecipare.
Devo dire che le reazioni sono state tutte positive, se non in alcuni casi addirittura entusiastiche. Finalmente nessun veto alla Divisione Olimpica, finalmente la possibilità di rilanciare il tiro di Campagna attraverso una vera gara di “avvicinamento”.
Unica perplessità generale, il nome della gara. In effetti, 4D ha un significato come superamento dei limiti del 3D , ma gli arcieri sono gente pratica, e vogliono un nome che significhi direttamente qualcosa e che sia facilmente spiegabile a terzi.
Detto fatto, un rapido brain-storming generale e il nome della gara diventa automaticamente 5D.
Già, perché 5 sono i colori del bersaglio, ma soprattutto CINQUE sono le DIVISIONI ammesse, AN, LB, IS,CO e OL.
E allora, ecco che il nome della gara è diventato subito per tutti 5D, e tutti erano a chiedere la data della prima gara sperimentale per potersi iscrivere.
Presente l’amico Luciano Ravazzani degli arcieri di Castiglione Olona, anche questa domanda ha avuto subito riposta: Domenica 19 Settembre a Castiglione Olona, giusto la settimana prima degli Italiani 3D !
C’è la gara, c’è il luogo e c’è la data!
Per il nome, chiamiamola d’ora in poi tutti “5D”!


mercoledì 2 giugno 2010

2D, 3D, 4D / 3

Segue dal 19 Maggio

Sono trascorse due settimane dall’ultimo articolo, che hanno incluso la prova di nuove frecce (sempre usate di Michele), i giochi della Gioventù regionali della Lombardia, una settimana di Europei Targa a Rovereto con la squadra Irlandese e la mia seconda ( e decisamente migliore) gara 3D.  Un periodo di tempo e delle esperienze supplementari più che adeguate ad approfondire una idea che già mi era maturata nel cervello ma che necessitava di trasformarsi in una proposta concreta e dettagliata.
L’idea era in bozza, ma a tutti coloro cui l’ho accennata è parsa interessante e comunque da testare in pratica.
Mi sono detto: ma se i problemi dello sviluppo dl tiro 3D sono legati principalmente all’assenza di arcieri arco olimpico, al costo delle sagome e al fatto che le sagome rappresentano animali, mentre al contrario tutti trovano divertente la gara di per sé breve e poco impegnativa, perché semplicemente non cambiare le cose che non funzionano e lasciare quelle che funzionano?
Detto fatto, ecco nascere finalmente l’idea della gara … 4D!
Ma come, la quarta dimensione è notoriamente il tempo, non sarà per caso una gara a tempo? Ovvio che no! Ma aggiungere un’altra dimensione, quella dell’universalità, ad  una gara già esistente che si chiama 3D la rende automaticamente una gara … 4D!
Se poi la gara la facciamo a … colori, le dimensioni si moltiplicano e 4D diventa un nome appropriato.
Una gara a Colori al posto di una in Bianco e Nero, una gara comunque breve, tirata nei boschi e nei prati nella tradizione del tiro di campagna e del tiro 3D, ma sui bersagli a 5 colori che sono invece nella tradizione del tiro targa e dell’arco olimpico…

Il regolamento in poche semplicissime note:
Regolamento di tiro identico a quello 3D, 20 bersagli, una freccia per bersaglio
Distanze sempre sconosciute come nel 3D, 5-30 metri per gli archi senza mirino ( arco Nudo, Long Bow e Arco Istintivo) e 5-45 metri per gli archi con mirino (Olimpico e Compound)
Bersagli in carta a 5 colori corrispondenti a quelli targa da 80, 60 e 40 cm. Due bersagli affiancati da 40 cm per tiri molto ravvicinati.
Punteggi decrescenti dal 11 (10 interno) all’1.

Abbiamo tutte le divisioni di tiro, la gara facile e veloce, e non abbiamo più le costose e a volte sgradite sagome di animali. Una gara semplice che può essere apprezzata facilmente da tutti e da tutte le età, e costituire il giusto anello di congiunzione tra Targa e Campagna, facilitando l’avviamento  al tiro di campagna “vero” di tutti i neofiti.
Ma la formula va ovviamente testata ed ecco che la gara 4D vedrà la luce in una gara a livello sperimentale organizzata a Settembre con la collaborazione indispensabile degli Arcieri di Castiglione Olona e del Comitato Regione Lombardia. Se la formula sarà apprezzata dai partecipanti, verrà riproposta per l’inserimento in calendario sperimentale 2011 e propagandata a livello internazionale per un futuro inserimento nei regolamenti FITA.
Dal 2D al 4D passando per il 3D …forse questa è la via per un successo a lungo ricercato e non ancora ottenuto.





mercoledì 19 maggio 2010

2D, 3D, 4D / 2

Segue dall’11 Maggio

L’arcosfera invece, a parte il Nord America, è ancora quasi tutta 2D e rimarrà cosi ancora a lungo, forse per sempre, se non verrà variata la proposta attuale.
Si tirano  su bersagli 2 D di carta probabilmente ancora oltre il 95 percento delle frecce scoccate nelle federazioni Mondiali FITA, ed il trend verso il 3D, seppure esistente, è talmente lento da non giustificare assolutamente anche i modestissimi investimenti fatti dalle federazioni nazionali e dalla FITA  stessa per promuoverlo.
Il motivo sta nello scarso appeal generale che le sagome 3D hanno sugli arcieri, opposto all’incredibile appeal che il 3D cinematografico ha e quello televisivo avrà sull’intera popolazione del globo.
Perché un arciere dovrebbe preferire il tiro su di una sagoma 3D invece che su un bersaglio di carta?
Avevo parecchie idee sull’argomento, ma mi mancava l’ultima verifica: l’esperienza diretta sul campo.
Detto fatto, mi sono comperato un  compound usato,  ho “ramazzato” delle vecchie frecce di Michele, ho riaggiustato una ancor più vecchia sagoma 3D che giaceva d anni semidistrutta  in un cantuccio del campo del mio club , ho studiato il regolamento e finalmente, dopo ben due settimane di scarsissimi preparativi e di super (per me) allenamento, mi sono iscritto ad una gara 3D vicino a casa, a Varese.

Domenica 9 Maggio ho quindi debuttato in questa specialità, tra lo stupore generale dei partecipanti. Vittorio Frangilli con un Compound in una gara 3D era evidentemente per tutti un evento che faceva epoca, mentre invece l’unico evento che per me faceva epoca era il fatto che mi avvicinavo al 3D alla tenera età di  60 anni compiuti da poco… ma questa è un’altra storia…
A fine gara mi sono dato una abbondante sufficienza. Due sole M, ma anche 2 x 11 e 3 x 10 e la consapevolezza che devo rifarmi l’occhio sulla valutazione delle distanze. Troppi anni senza il mio amato Tiro di campagna me l’hanno evidentemente fatto perdere.  Comunque, una bella mattinata a scarpinare nei boschi e nel fango in gradevole compagnia e senza neppure stancarmi molto. Decisamente, mi sono divertito e mi sono ripromesso di rifare l’esperienza.
Poi, le riflessioni e le conclusioni, avendo comunque trovato conferma al 100% delle mie supposizioni.

Cosa funziona
Di per sé, la gara 3D FITA attuale è sicuramente meno faticosa e stressante di una qualsiasi altra gara al chiuso e all’aperto. 20 frecce soltanto e meno di quattro ore di durata (almeno nella mia esperienza) sono alla portata di tutti anche senza allenamento (ed io ne sono l’esempio vivente..).
Le sagome sono in poliuretano o comunque materiale sintetico e non danneggiano assolutamente le frecce (se non vengono mancate..)
La vera difficoltà  della gara è nella valutazione delle distanze lunghe, che comunque lunghe non sono,  spingendosi solo a 45 mt per il compound e a 30 mt per le altre divisioni ammesse.  Il tiro, di per sé, non è mai difficile e alla portata anche dei principianti.

Cosa non funziona
Qui l’elenco si fa purtroppo lungo.
Non a tutti piace l’idea di tirare su immagini di animali.La caccia è praticata in Italia da una minoranza , il famoso referendum riuscì quasi ad abolirla, e molti la vorrebbero fuori dal CONI non considerandola sport.
Personalmente non amo la caccia, ma non ho nulla contro di essa, se condotta in modo etico. Inoltre, se tiro ad una sagoma di animale ho ben in mente che sto tirando per colpire uno spot al centro di un’area irregolare, non per colpire la parte vitale di una animale. Ovvio che la mia differenza di approccio nei confronti dei milioni di cacciatori-tiratori 3D americani è abissale.
Ma se il sottoscritto non ha remore di sorta e tira senza problemi contro sagome 3D di animali come ha sempre tirato contro i bersagli 2D del Campagna, la stessa cosa non si può dire di molti con cui parlo, parecchi Dirigenti FITARCO inclusi. Tirare su sagome di animali per molti è un tabù, ed in alcune Nazioni  la cosa è addirittura vietata per legge.

Il bersaglio 3D è più coinvolgente per l’arciere rispetto alle tradizionali targhe 2D?  No, anche cercando di immedesimarmi nello spirito del cacciatore, francamente l’impressione rimane quella di tirare su un bersaglio irregolare su batti freccia di forma irregolare. Inoltre,  la visione stereoscopica della sagoma 3D. complice la distanza di tiro, viene appiattita riducendo al minimo le differenze tra bersagli 2D e 3 D ; la bellezza del bersaglio, perché alcune delle sagome sono decisamente belle, si apprezza solo all’estrazione delle frecce, ed è un po’ pochino.
I costi delle sagome sono inoltre spropositati rispetto a quelli dei normali batti freccia da 90 cm usati nel campagna.  Solo con consorzi di acquisto tra società o con finanziamenti specifici a fondo perduto si può immaginare di organizzare senza perdere denaro  gare con anche 100 partecipanti. Occorrerebbero centinaia e centinaia di amatori per portare in pareggio una, se si considerano  costi di ammortamento delle sagome.
Per ultimo, ma andrebbe al primo posto, viene poi l’assurdo divieto di gareggiare nel 3D per la divisione Arco Olimpico, e tutti si chiedono il perchè. Considerando che i tiratori arco Olimpico sono oltre il 60% dei tesserati Fitarco e la stessa percentuale vale anche negli altri paesi , la penalizzazione per gli organizzatori e per la formula è pesantissima e ne limita  in modo radicale la diffusione.
Superfluo concludere che il mondo 2D del tiro targa, nel suo insieme, non si trasformerà mai in percentuale rilevante in un mondo 3D, a causa dei suddetti ostacoli oggettivi.
Ma si può  fare qualcosa a favore del 3D FITA?

Segue

martedì 11 maggio 2010

2D, 3D, 4D / 1

Il nostro come tutti sanno è un mondo in 3D. Ovviamente, parlo del mondo reale, non ancora di quello del tiro con l’arco.
Forniti come da progetto originale di due occhi sincronizzati tra di loro ma peparti da parecchi cm. di distanza,  abbiamo la possibilità sin dalla nascita di percepire immediatamente la terza dimensione, la profondità, e la cosa ci semplifica di molto la vita in moltissimi campi.  La nostra visione del mondo, come  quella di tutti gli animali, uccelli e pesci  è per natura stereoscopica, e questo ci semplifica non poco la vita nell’interazione con le nostre realtà.
La rappresentazione fotografica, cinematografica e televisiva della realtà o della fantasia  è rimasta però vincolata a due sole dimensioni, nonostante i tentativi  di ogni genere che si susseguono dalla nascita stessa del dagherrotipo.  Soluzioni poco efficienti, poco realistiche o troppo costose non sono mai riuscite a trasformare la rappresentazione stereoscopica in un prodotto gradevole e gradito e quindi commercialmente di successo.
Ma negli ultimi anni l’elettronica e la tecnologia dei display hanno fatto passi da gigante, ed i super proiettori digitali per fil in 3D, nati in primis per le sale IMAX, hanno ridotto il loro costo man mano fino ad un livello tale da renderlo accessibile anche a piccole sale cinematografiche di periferia.
Costi ridotti, tecnologia di ripresa o post-elaborazione digitale e proiezione pure digitale hanno improvvisamente trasformato il mondo del cinema da 2D a 3D con una velocità di conversione fulminea e totalmente imprevedibile e imprevista.
Chi di chi mi legge non ha ancora visto al cinema un film in 3D ?  Avatar 3D,  Alice 3D, Scontro di Titani 3D ecc. ecc. Il suffisso 3D è diventato ormai un marchio per film sempre più graditi al pubblico.

Ma se i film al cinema sono in 3D, devono esserlo anche nell’home video,  con l’indispensabile necessità di  adattare il principe dell’elettronica domestica, il televisore, al nuovo tipo di rappresentazione.
Avete appena comperato un bellissimo TV 50” al Plasma Full HD di ultima generazione convinti di godervelo per almeno un quinquennio (io sono uno di quelli …)? Scordatevelo!
La parola d’ordine oggi nel mondo della TV è ormai 3D, e il 3D in TV si può vedere, sempre tramite occhialini speciali con varie soluzioni, solo su televisori progettati appositamente  per riprodurre immagini  provenienti dall’etere o da lettori Blue Ray anche loro appositamente modificati.  Pensate che resisterete?  Che non cambierete nuovamente il TV il prossimo Natale? Scordatevelo.  Tra poco tutti i punti vendita di elettronica saranno invasi dai televisori 3D di grande schermo, e dopo aver provato la visione 3 D di un qualsiasi film o programma, nettamente più brillante, nitida  e più coinvolgente di quella che si ottiene al cinema,  il vostro unico pensiero non sarà sul “se” cambiare ancora TV, ma sul quando, e il quando sarà molto prima di quanto vi aspettiate.  Per la cronaca, infatti, i produttori TV si valutano che il mercato del TV grande schermo in Italia sarà a fine dell’anno per oltre il 30% sul totale fatto da televisori 3D. Considerando i primi  TV 3D vengono presentati  solo in questi giorni, vuol dire che i volumi di vendita da Settembre a Natale 2010 sono previsti essere mostruosamente alti, con il vero boom che inizierà  con la disponibilità del nuovo software che consentirà a Palystation 3 di riprodurre i Blue Ray e i Giochi in 3D e soprattutto la disponibilità dei proprio dei primi giochi in vero 3D di ultima generazione.
E  che dire di SKY che in Gran Bretagna già trasmette un intero canale HD/3D ? O del canale satellitare che trasmetterà alcune partite dei mondiali di calcio in Sudafrica in 3D anche per l’Italia? I mondiali di calcio 2010 saranno i primi con uso intensivo di riprese e trasmissioni in 3D… Non abbiamo speranza, il nostro mondo televisivo 2D diverrà 3D a breve, brevissimo, e noi ci faremo tutti travolgere dalla trasformazione. 

segue.....