mercoledì 19 maggio 2010

2D, 3D, 4D / 2

Segue dall’11 Maggio

L’arcosfera invece, a parte il Nord America, è ancora quasi tutta 2D e rimarrà cosi ancora a lungo, forse per sempre, se non verrà variata la proposta attuale.
Si tirano  su bersagli 2 D di carta probabilmente ancora oltre il 95 percento delle frecce scoccate nelle federazioni Mondiali FITA, ed il trend verso il 3D, seppure esistente, è talmente lento da non giustificare assolutamente anche i modestissimi investimenti fatti dalle federazioni nazionali e dalla FITA  stessa per promuoverlo.
Il motivo sta nello scarso appeal generale che le sagome 3D hanno sugli arcieri, opposto all’incredibile appeal che il 3D cinematografico ha e quello televisivo avrà sull’intera popolazione del globo.
Perché un arciere dovrebbe preferire il tiro su di una sagoma 3D invece che su un bersaglio di carta?
Avevo parecchie idee sull’argomento, ma mi mancava l’ultima verifica: l’esperienza diretta sul campo.
Detto fatto, mi sono comperato un  compound usato,  ho “ramazzato” delle vecchie frecce di Michele, ho riaggiustato una ancor più vecchia sagoma 3D che giaceva d anni semidistrutta  in un cantuccio del campo del mio club , ho studiato il regolamento e finalmente, dopo ben due settimane di scarsissimi preparativi e di super (per me) allenamento, mi sono iscritto ad una gara 3D vicino a casa, a Varese.

Domenica 9 Maggio ho quindi debuttato in questa specialità, tra lo stupore generale dei partecipanti. Vittorio Frangilli con un Compound in una gara 3D era evidentemente per tutti un evento che faceva epoca, mentre invece l’unico evento che per me faceva epoca era il fatto che mi avvicinavo al 3D alla tenera età di  60 anni compiuti da poco… ma questa è un’altra storia…
A fine gara mi sono dato una abbondante sufficienza. Due sole M, ma anche 2 x 11 e 3 x 10 e la consapevolezza che devo rifarmi l’occhio sulla valutazione delle distanze. Troppi anni senza il mio amato Tiro di campagna me l’hanno evidentemente fatto perdere.  Comunque, una bella mattinata a scarpinare nei boschi e nel fango in gradevole compagnia e senza neppure stancarmi molto. Decisamente, mi sono divertito e mi sono ripromesso di rifare l’esperienza.
Poi, le riflessioni e le conclusioni, avendo comunque trovato conferma al 100% delle mie supposizioni.

Cosa funziona
Di per sé, la gara 3D FITA attuale è sicuramente meno faticosa e stressante di una qualsiasi altra gara al chiuso e all’aperto. 20 frecce soltanto e meno di quattro ore di durata (almeno nella mia esperienza) sono alla portata di tutti anche senza allenamento (ed io ne sono l’esempio vivente..).
Le sagome sono in poliuretano o comunque materiale sintetico e non danneggiano assolutamente le frecce (se non vengono mancate..)
La vera difficoltà  della gara è nella valutazione delle distanze lunghe, che comunque lunghe non sono,  spingendosi solo a 45 mt per il compound e a 30 mt per le altre divisioni ammesse.  Il tiro, di per sé, non è mai difficile e alla portata anche dei principianti.

Cosa non funziona
Qui l’elenco si fa purtroppo lungo.
Non a tutti piace l’idea di tirare su immagini di animali.La caccia è praticata in Italia da una minoranza , il famoso referendum riuscì quasi ad abolirla, e molti la vorrebbero fuori dal CONI non considerandola sport.
Personalmente non amo la caccia, ma non ho nulla contro di essa, se condotta in modo etico. Inoltre, se tiro ad una sagoma di animale ho ben in mente che sto tirando per colpire uno spot al centro di un’area irregolare, non per colpire la parte vitale di una animale. Ovvio che la mia differenza di approccio nei confronti dei milioni di cacciatori-tiratori 3D americani è abissale.
Ma se il sottoscritto non ha remore di sorta e tira senza problemi contro sagome 3D di animali come ha sempre tirato contro i bersagli 2D del Campagna, la stessa cosa non si può dire di molti con cui parlo, parecchi Dirigenti FITARCO inclusi. Tirare su sagome di animali per molti è un tabù, ed in alcune Nazioni  la cosa è addirittura vietata per legge.

Il bersaglio 3D è più coinvolgente per l’arciere rispetto alle tradizionali targhe 2D?  No, anche cercando di immedesimarmi nello spirito del cacciatore, francamente l’impressione rimane quella di tirare su un bersaglio irregolare su batti freccia di forma irregolare. Inoltre,  la visione stereoscopica della sagoma 3D. complice la distanza di tiro, viene appiattita riducendo al minimo le differenze tra bersagli 2D e 3 D ; la bellezza del bersaglio, perché alcune delle sagome sono decisamente belle, si apprezza solo all’estrazione delle frecce, ed è un po’ pochino.
I costi delle sagome sono inoltre spropositati rispetto a quelli dei normali batti freccia da 90 cm usati nel campagna.  Solo con consorzi di acquisto tra società o con finanziamenti specifici a fondo perduto si può immaginare di organizzare senza perdere denaro  gare con anche 100 partecipanti. Occorrerebbero centinaia e centinaia di amatori per portare in pareggio una, se si considerano  costi di ammortamento delle sagome.
Per ultimo, ma andrebbe al primo posto, viene poi l’assurdo divieto di gareggiare nel 3D per la divisione Arco Olimpico, e tutti si chiedono il perchè. Considerando che i tiratori arco Olimpico sono oltre il 60% dei tesserati Fitarco e la stessa percentuale vale anche negli altri paesi , la penalizzazione per gli organizzatori e per la formula è pesantissima e ne limita  in modo radicale la diffusione.
Superfluo concludere che il mondo 2D del tiro targa, nel suo insieme, non si trasformerà mai in percentuale rilevante in un mondo 3D, a causa dei suddetti ostacoli oggettivi.
Ma si può  fare qualcosa a favore del 3D FITA?

Segue

2 commenti:

Massimo ha detto...

A modesto parere di un frequentatore assiduo degli HF (anche se scarso per i punteggi...) una mano enorme la si darebbe facendo parecipare gli Olimpici. Ho smesso, dopo un paio di mesi di inutili richieste di chiarimenti alla FITARCO, di domandarmi il perché la stragrande maggioranza degli arcieri praticanti in Italia non possa partecipare a queste gare, impedendo così un sicuro sviluppo a questa attività che, qualcuno mi confuti, rientra comunque nella pratica arcieristica... O no?

Vittorio Frangilli ha detto...

Già, la chiave dello sviluppo in Europa ed in Asia sta nell'ammettere anche la divisione Arco Olimpico...
M aper farlo, occorre cambiar ei bersagli... La gara 4D potrebbe essere la soluzione... fai riferimento al prossimo articolo.