mercoledì 20 gennaio 2010

Arcieri nel pollaio

Sono stato qualche giorno fa a visitare il Centro Federale di Cantalupa dopo la riapertura per la sosta di ristrutturazione, e ho visto i nostri azzurri tirare nell’ormai famoso “POLLAIO”…. e non vorrei vederli là dentro mai più.

Per chi non conosce il centro di Cantalupa se non per le poche informazioni e foto comparse sulla rivista Arcieri, vale ricordare che è nato come centro polisportivo finanziato principalmente dalla Regione Piemonte, comprendente nella sua versione finale una pista di atletica, una struttura al chiuso di allenamento per l’atletica, la struttura chiusa per il tiro con l’arco, un campo di tiro con l’arco dedicato e un campo da pallone. Inoltre, sono pianificate delle foresterie per il soggiorno degli atleti in allenamento.
Il tutto è già stato realizzato, ad eccezione delle foresterie, e “passato” alle Federazioni per uso e gestione. Gli atleti che soggiornano a Cantalupa devono quindi ancora utilizzare l’unico albergo del paesino, un tre stelle comunque di buon livello, ma a un paio di km dal centro sportivo.
La FITARCO si è quindi trovata omaggiata a metà 2008 della struttura per il tiro al chiuso a 70 mt che aveva sempre sognato, accompagnata da spogliatoio, servizi, palestra pesi, ufficio e magazzino e pure con campo di tiro all’aperto adiacente. Un sogno diventato realtà, e inoltre gratis.







Ma tra i sogni e la realtà il passo è spesso molto più lungo di quanto ci si possa attendere.

A consegna avvenuta, è risultato evidente che la struttura chiusa e il campo da tiro erano stati progettati e realizzati in modo a dir poco approssimativo e senza tenere assolutamente conto di un qualsiasi criterio di progettazione strutturale e di destinazione d’uso.
La struttura chiusa è stata realizzata infatti in muratura solo per la parte uffici e servizi, ma la parte per il tiro al chiuso a 70 mt è un semplice “pallone” di 80 mt per 30mt circa attaccata alla stessa.
Il tutto, realizzato su di un terrapieno di terra di riporto non stabilizzato.
Risultato, alle prime piogge primaverili del 2008, il terrapieno in parte frana e in parte si abbassa e nelle parti in muratura si aprono vistosissime crepe.


Primo intervento: barre di ferro imbullonate alle pareti e interventi strutturali per riconsolidare il terreno per evitare il crollo della struttura, e rifacimento della e recinzioni esterne parzialmente franate con il terrapieno con pali in profondità
Dicembre 2008. I pallone, così come lo chiamerò d’ora in poi, ospita una gara di calendario a 18 mt. con la partecipazione di quasi tutti i nazionali in raduno a Cantalupa Ma fuori fa freddo, perché siamo in alta collina in pieno inverno e dentro… fa ancora più freddo.
Il buontempone progettista del pallone aveva infatti immaginato un riscaldamento parziale nel pavimento per la sola area dove gli atleti avrebbero dovuto tirare in direzione dei 70 mt, non un riscaldamento di tutta la struttura per tutta la sua lunghezza. In una struttura di quella volumetria, il riscaldamento a pavimento dei primi 10 mt dall’ingresso può magari elevare la temperatura rispetto a quella esterna di un mezzo grado centigrado, ma solo in quella zona ….
Detto fatto, per riscaldare gli atleti in attesa dietro la linea ti tiro perpendicolare all’ingresso viene posizionata una fila di lampade a infrarossi di quelle utilizzate per riscaldare i …pollai.
Gli arcieri in gara tirano quindi con alle spalle queste lampade, ma recuperano le frecce ai paglioni temperature molto inferiori, diciamo a meno di 7 gradi .



Però il problema vero è che piove…
Piove al chiuso perché la condensa interna gela in alto raggiungendo il telone e ritorna sotto forma di acqua sul pavimento, che diventa pieno di numerose pozzanghere anche di grandi dimensioni.



La seconda e ultima gara nella struttura così attrezzata è poi il Campionato indoor Piemonte del 2009. Temperature appena sopra lo zero nel pallone e aree di pavimento allagate convincono finalmente che la struttura chiusa non è adatta al tiro al chiuso a 18 mt, ma evidentemente non e’ adatta neppure al tiro al chiuso a 70 mt invernale perché la temperatura interna in inverno è tendenzialmente uguale o più bassa di quella esterna. Va bene per il tiro al chiuso a 70 mt primaverile o estivo… soltanto, e gli atleti nazionali si radunano a Centro di Cantalupa nell’inverno 2008/2009 allenandosi nella piccola palestrina comunale in centro paese in spazi limitatissimi. Le strutture FITARCO , in realtà, non vengono più usato fino a primavera quando si può tirare sul campo all’aperto che comunque, senza drenaggio, tende ad allagarsi sempre alle prime piogge.



Ecco allora la soluzione per l’inverno 2009/2010.
Viene costruita una struttura prefabbricata interna al pallone ed adiacente a quella in muratura, per consentire agli atleti di tirare verso i 70 mt attraverso finestre nella stessa, ma con la speranza di conservare il calore del teorico impianto di riscaldamento a pavimento presente nell’area ora chiusa. all’interno del prefabbricato.


Ma il riscaldamento a pavimento non funziona più, se mai ha funzionato, probabilmente vittima degli assestamenti del terreno sottostante.
E allora si recuperano le famose lampade a infrarossi e se ne mettono due file dentro il prefabbricato che sta dentro il pallone, per riscaldare i tiratori.
Ma nessuno ha pensato che in realtà durante l’inverno l’attività principale di allenamento si svolge a 18 mt… e i 18 mt chiusi e riscaldati ci sono nella struttura prefabbricata, ma solo trasversalmente, considerando che la struttura è di circa 25 mt x 9 per 2,50 di altezza .
Allora si mettono 5 paglioni (di più non ci stanno) su di un lato, e la si usa in senso trasversale.



Risultato pratico: i 15 atleti in raduno se tirano contemporaneamente in allenamento a 18 mt al caldo (attenzione, la struttura chiusa ha bisogno di circa un ‘ora di accensione del riscaldamento al chiuso per raggiunge una temperatura interna accettabile) hanno 60 cm a testa di linea di tiro, ovvero la peggiore condizione di allenamento nella peggiore struttura possibile cui siano mai stati costretti ad adattarsi durante i raduni di sempre. Completamente assurdo, se non addirittura negativo per l’allenamento stesso e per la ricerca della migliore forma di tiro.



Gli atleti e i tecnici in raduno a Cantalupa chiamano la struttura in cui sono costretti a tirare “il POLLAIO”, per ovvie ragioni. Si chiedono tutti, ed io con loro, come faranno 24 atleti a fare una gara di selezione per gli Europei dentro al POLLAIO la prima settimana di febbraio, con magari un atleta in carrozzina tra di loro. Ma sembra che la negazione dell’evidenza sia ormai una prerogativa fondamentale della FITARCO di oggi.

E’ evidente che il sogno non è ancora realtà, e che quella struttura NON e’ adatta agli allenamenti invernali delle squadre Nazionali. Qualsiasi palestra di società è un ambiente sicuramente migliore per allenarsi con più profitto, come meglio erano tutti i luoghi utilizzati negli anni per gli allenamenti invernali della nazionale, per non citare il bellissimo centro sportivo di Rovereto o la migliore struttura di cui i nostri atleti abbiano fino ad ora usufruito, il centro sportivo di Divignano /Varallo Pombia, ora usato solo per gli atleti nazionali disabili ex CIP e rimpianto da tutti.
Qualsiasi posto per allenarsi è meglio del POLLAIO ed è inutile far finta che non sia così.
Si vuole veramente mantenere Cantalupa come centro (parola inappropriata, visto che sta all’estremo nord ovest dell’Italia) per i raduni nazionali ?
Bè, che la FITARCO si faccia finalmente un bel mutuo e sostituisca il pallone con una struttura vera in muratura con riscaldamento vero per dare ai nostri azzurri un luogo di allenamento al chiuso a livello di quello delle altre nazioni.
Ma smettiamo di dire che la struttura c’è già e di costringere atleti, tecnici e tutto il mondo dirigenziale FITARCO a far finta che quella che c’è sia utilizzabile, a dispetto dell’evidenza.

Togliamo gli arcieri dal pollaio!

3 commenti:

Massimo ha detto...

Che dire... nel più puro rispetto della tradizione italica! E l'unica domanda che sorge spontanea è: ma ci sono o ci fanno? E se ci sono, perché nessuno li caccia? E se ci fanno, a quale scopo? Ai posteri...

Anonimo ha detto...

.....mmmh....2,5 metri di altezza ..... ma come fanno a tirare senza toccare il soffitto ?? non hanno mica tutti Compound ????

Vittorio Frangilli ha detto...

Riguardando le foto, aumento la stima di altezza a 2.70 circa...